Giovanni Moscato a tutto campo: il futuro della destra a Vittoria

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Nell’immaginario politico collettivo della provincia iblea Vittoria è senz’altro la “città rossa”. Un comune di 60mila anime circa che quasi mai nella sua storia al momento delle elezioni ha voltato le spalle alla sinistra. In un ambiente del genere cosa significa fare politica in uno schieramento di centrodestra e quali possono essere le sfide per il futuro? Ne abbiamo parlato con Giovanni Moscato, in politica da 22 anni e da 7 consigliere comunale. Ex pidiellino da qualche mese è transitato nelle fila di Fratelli D’Italia e al fianco della sua leader, Giorgia Meloni, si è messo in gioco alle ultime Politiche. Stando a insistenti voci di corridoio potrebbe essere proprio lui l’uomo giusto da mettere in campo alle prossime amministrative.

 

E’ un consiglio comunale anomalo quello di Vittoria. Un civico consesso in cui il PDL è praticamente scomparso dopo la fuoriuscita sua e di Andrea Nicosia, passato a La Destra. Che fine ha fatto il Popolo delle Libertà, e più in generale, il centrodestra in città?

Nell’ultimo anno e mezzo il PDL è stato improduttivo. Come consiglieri abbiamo cercato  di portare avanti una serie di attività ma a quello ci si è limitati. Non essendo più il mio partito preferisco non entrare nel merito ma per il futuro molto dipenderà da quello che succederà a livello nazionale. Siamo in un momento di grande evoluzione politica dovuta non solo a Grillo ma anche al fatto che i partiti tradizionali hanno capito di avere il dovere di autoriformarsi e autorottamarsi non solo dal punto di vista delle generazioni ma anche e soprattutto per le degenerazioni. Rimanendo nel PDL, che è il più grande partito del centrodestra, potevo avere solo vantaggi ma la mia è stata una complessa scelta di coerenza. Il risultato delle ultime elezioni è stato molto forte grazie a Berlusconi, i voti sono suoi e non del PDL e una legge elettorale diversa avrebbe portato a un altro risultato. A breve vedremo i dati delle amministrative a Ragusa, Comiso e Modica che sicuramente saranno diversi da quelli nazionali a dimostrazione del fatto che una cosa è la capacità di Berlusconi di attirare consensi e una cosa è la forza di un partito. Il PDL non si è mai veramente strutturato nei vari territori, tant’è che non si è fatto ancora nemmeno un congresso provinciale, e non produce politica se non attraverso singoli deputati e consiglieri. Non è un partito, è un aggregazione di persone che stanno nel centrodestra, il partito è un’altra cosa.

 

Perché, fra i vari partiti che orbitano nel centrodestra, la scelta di Fratelli d’Italia?

Intanto perché credo molto nella figura di Giorgia Meloni che si rivolge a tutti e non ad una nicchia. La decisione è maturata quando nel PDL eravamo partiti con l’idea delle primarie e avevamo raccolto le firme. Eravamo certi che queste avrebbero finalmente permesso un rinnovamento ma poi sono state annullate d’imperio dal “padre padrone” e a quel punto non c’erano più le condizioni per rimanere. La destra dev’essere moderna, non anacronistica e deve portare avanti valori che sembrano andati perduti come quello del merito. Il problema non è il nome del partito ma sta nelle persone che portano avanti le idee e quando noi abbiamo chiesto di fare le primarie nel PDL è stato perché chiunque fosse stato eletto doveva passare dalla legittimazione della base, dai militanti e dai cittadini. La classe dirigente, però, non ha voluto, non ci ha dato la possibilità di partecipare e ha preferito ripresentare lo stesso leader di 20 anni fa, cosa che può voler dire solo che i vertici non sono riusciti a rigenerarsi, rimanendo identici al ’94. Tutto questo, più alcune scelte del partito a livello regionale, mi hanno portato a lasciare. La Sicilia, ad esempio, è stata l’unica regione in cui abbiamo avuto un PDL Sicilia che appoggiava il Governo Lombardo insieme al PD e un PDL lealisti all’opposizione. Una cosa assurda ma nessun dirigente romano ha detto che non era possibile, c’è stato il totale silenzio. Questa non è la mia concezione di partito. Per me le scelte devono partire dalla base dopo aver ascoltato i militanti. Vanno create le sedi, le sezioni. Non è vero che alla gente oggi non interessa la politica, non interessa la politica che non apre alla partecipazione e il fatto che il PDL non abbia delle sedi la dice lunga in questo senso. Si deve tornare sui territori, da quanto tempo il PDL e gli altri partiti non scendono in piazza? Si deve riscoprire questa forza, la gente deve poter toccare il politico, ci deve poter parlare, lo deve anche poter insultare! Ho sempre considerato la Meloni una persona molto in gamba che come me ha fatto la gavetta politica e non è stata raccomandata da nessuno, che ha iniziato a fare politica a 14 anni nelle sezioni del Fronte della Gioventù e che crede, come me, che chi è indagato o condannato anche in primo grado per mafia o per qualunque altra cosa non deve e non può essere candidabile! Un politico prima di tutto dev’essere cristallino e poi in gamba e competente, deve rappresentare la moralità e l’etica pubblica. E in Fratelli d’Italia funziona così: solo nel momento in cui una persona risolve i suoi problemi con la giustizia e ne esce pulita può riprendere a fare politica, non prima. Rivogliamo un centrodestra che si possa votare a testa alta, senza vergogna o paura.

 

Cosa vuol dire essere di centrodestra e all’opposizione in un paese “rosso” come Vittoria?

Per me è un motivo di vanto e di orgoglio. Faccio politica da due decenni e allora c’era Aiello sindaco. Il modo di governare arrogante e prepotente della sinistra non ha mai portato nulla alla città e lo dimostra la situazione che ci ritroviamo oggi. Il vero problema è che nessuno ha mai programmato. Ogni Sindaco ha solo gestito l’emergenza, la quotidianità. Risultato? Una città allo sbando, abbandonata e alla quale nessuno mette mano. Inoltre se guardiamo i nomi che circolano nella giunta Nicosia sono gli stessi dell’ambiente Aiello, non è cambiato nulla! C’è solo qualche soggetto nuovo ma i sistemi gestione sono identici a 20 anni fa. L’altra cosa che non va di questa sinistra è che è auto celebrativa. Io faccio il consigliere comunale da 7 anni e non mi pare che la città sia cresciuta ma leggendo le dichiarazioni del PD sembra che tutto vada bene. Si parla di grandi risultati ma poi ci ritroviamo l’Amiu con 18 milioni di euro di debiti e in liquidazione, i servizi nelle scuole disastrosi, lo sviluppo della frazione turistica inesistente. Siamo in fase di arretramento ma nessuno lo ammette e fa autocritica. Poi magari ci vengono riconosciute le zone franche e festeggiano senza capire che è un riconoscimento che va solo alle aree disagiate e che quindi c’è poco da festeggiare. A questo oggi si è ridotta la politica vittoriese con responsabilità sia dell’opposizione, che molte volte non è riuscita ad essere incisiva, sia dei cittadini che dovrebbero svegliarsi e capire realmente chi si vota perché c’è un’opposizione che lavora solo con gli atti e un’altra che lo fa solo sui giornali ma che in consiglio è inesistente.

 

Quasi 7 anni di giunta Nicosia. Qualcosa di buono è stato fatto o è tutto da buttare?

Non si può dire che non è stato fatto nulla, non sarebbe intellettualmente onesto. Il problema è che quella rivoluzione culturale che ci si aspettava da Nicosia non è avvenuta. Il grande passo avanti anche dal punto di vista della democrazia all’interno del Comune non è stato fatto. Inoltre ricordo che, prima di diventare Sindaco, Nicosia ha fatto per 10 anni il vicesindaco quindi non ce lo portiamo dietro da 7 ma da 17 anni! Nonostante ciò ancora si propone come il nuovo. La gestione degli uffici è rimasta identica, non riusciamo ad attingere nemmeno a un bando europeo e ad attrarre finanziamenti.

 

La ritroveremo candidato alla poltrona di primo cittadino alle prossime amministrative?

Non lo so ancora.  Si deve fare un discorso allargato non solo a tutto il centrodestra ma anche alle associazioni e alle menti libere. Oggi non c’è più grande differenza tra destra e sinistra, ci vuole qualcuno che sappia come funziona la macchina amministrativa perchè altrimenti i primi 3 anni da Sindaco li butta via per capirla e questa città non può permettersi di perdere altri 3 anni. Il prossimo Sindaco dovrà essere un uomo libero, senza rapporti con chi ha rappresentato la politica negli ultimi 30 anni a Vittoria. Che sia io o un esponente della società civile poco importa. So bene che esiste un consenso dietro di me, che molti vorrebbero la mia candidatura e se ci sarà un progetto serio e condiviso sarò lieto di accettare ma se si individuerà un altro soggetto utile alla causa no problem, sarò il primo a portare acqua a quel mulino. In ogni caso questo è un discorso che si dovrà fare fra tre anni perché Nicosia resterà in carica, senza dubbio, fino alla fine del mandato in quanto sa tenere bene le redini del centrosinistra. Quello a cui semmai si può iniziare a pensare da ora è convogliare le tante forze sane della città che non hanno rappresentanza nelle consulte o in consiglio comunale. Quando scadrà il mandato di Nicosia, poiché nel panorama attuale non ci sono altre persone in grado come lui di gestire il centrosinistra, l’opposizione potrà giocare un ruolo importante. L’errore delle ultime amministrative, ossia l’alleanza Aiello-Incardona, non lo possiamo commettere più. E’ stata un’azione che ha distrutto il centrodestra. Noi oggi stiamo cercando di ricostruirlo pietra su pietra ma è un lavoro mastodontico. E ci vuole una coalizione larga fatta di gente per bene con il coraggio di metterci la faccia e di sacrificarsi per recuperare il valore della Res Publica.

 

Vicenda Amiu. Da Palazzo Iacono dicono che è tutto sotto controllo e che si è solo in attesa delle informazioni tipiche e atipiche sulle ditte che dovrebbero aggiudicarsi l’appalto perché vogliono fare le cose per bene. Lei, però, nei giorni scorsi hai denunciato che sulla vicenda è calato un silenzio assordante e hai chiesto di sapere che fine ha fatto la relazione del collegio dei liquidatori…

La delibera relativa alla liquidazione volontaria dell’Amiu prevedeva un termine molto stretto di 10 giorni per la presentazione da parte del collegio dei liquidatori di questa relazione previsionale e di 60 giorni per metterla in pratica ma tutto questo, come al solito, non è stato fatto perché in questo paese ognuno fa quello che vuole. Noi tutti dovremmo porci almeno 3 domande. Primo: cosa è successo? Perché non è normale che una municipalizzata faccia 18 milioni di debiti. Secondo: esistono delle responsabilità? Possibile che non ci sia un’indagine sull’Amiu per capire chi, negli ultimi 20 anni, ha causato tutto questo disastro? Questi soldi prima o poi il Comune li dovrà tirar fuori e lo farà tramite i cittadini quindi ritengo che la città debba sapere di chi è la colpa. Terzo: si è fatto di tutto per salvare l’Amiu? Secondo me non si è fatto nulla. La si è chiusa perché la nuova legge sugli enti locali prevede che anche i bilanci delle municipalizzate rientrino nei bilanci del comune quindi se non si procedeva alla liquidazione a Palazzo Iacono si doveva dichiarare il dissesto. Non è vero che i costi erano eccessivi, è stata solo un’azienda utilizzata per fini elettorali e liquidata quando non lo si è potuto più fare. Qualcuno si è mai chiesto perché ci sono stati periodi in cui la città veniva pulita con 100 dipendenti e altri con oltre il doppio degli operatori? Posso capire l’estate perché ci sono due città da tenere in ordine ma in periodi preelettorali la cosa è quanto meno sospetta. Eppure nessuno ne parla, stanno cercando di nascondere tutto, di soffocare le voci fuori dal coro. Qualcuno li ha fatto questi debiti (che quando Nicosia è diventato Sindaco per la prima volta ammontavano a 9 milioni di euro) e chiaramente non è stata l’opposizione ma chi ha governato. Ci sono delle responsabilità penali? E di chi sono? Lo vogliamo sapere!

 

E poi ci sono questo importante risultato ottenuto in consiglio comunale, ovvero l’esenzione Tarsu e Cosap per le attività danneggiate dalle opere pubbliche, e la polemica sul canone idrico…

Io e Andrea Nicosia abbiamo presentato una delibera andando a riprendere una legge finanziaria del ’96 che prevede la possibilità per i comuni di concedere agevolazioni o esenzioni di Tarsu e Cosap a tutte quelle attività commerciali e artigianali danneggiate dal rifacimento, ad esempio, di zone della città attraverso opere pubbliche che prevedano la chiusura della strada al traffico per oltre 6 mesi. Il documento è stato votato all’unanimità. Quanto all’ultima polemica sull’acqua a me piacerebbe capire quale scienziato ha elaborato questa delibera tassando i cittadini per consumi presunti e portandoli alle stelle. Nicosia aveva dichiarato che non avrebbe mai alzato le tasse ma le ha ritoccate tutte!. L’IMU è alle stelle. Per una seconda casa a Vittoria si paga quanto in una rinomata località turistica, si sta solo cercando di fare cassa. Gli uffici fanno quello che possono ma è la gestione che non va perché non si riesce nemmeno ad attrarre fondi. La percentuale dei bandi ai quali il comune ha partecipato e ai quali siamo stati ammessi è sotto il 10% e con i tagli che attualmente ci sono in Italia se non si ha una ottima gestione dell’ufficio finanziamenti è la fine perchè nessun comune da solo può andare avanti e realizzare opere pubbliche. L’unico che abbiamo preso è quello per Via Cavour ma è un progetto di tanti anni fa non riconducibile alla giunta Nicosia. Siamo stati esclusi, ad esempio, dal bando degli asili nido perché non sono stati in grado nemmeno di compilarlo correttamente e ora a livello regionale siamo il paese con il peggior rapporto tra popolazione e asili nido, terzi ultimi in Italia, con 40 posti su 60.000 abitanti. E pensare che avevamo anche presentato un’interrogazione per denunciare che in quel modo di richiesta di partecipazione al bando non era corretta ma i signori hanno preferito ignorarci…