Non c’è pace nel centrodestra. Mallia si ritira e Minardo guarda altrove

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Quando si credeva che la pace fosse scoppiata e l’intesa raggiunta, a poche ore di distanza tutto è stato rimesso in discussione. Diversamente da come sembrava ieri sera, al termine della riunione di centrodestra a Ragusa, Salvo Mallia, non è il candidato sindaco unitario di coalizione. Nell’incontro di ieri, era stato il senatore Giovani Mauro a chiedere un passo indietro agli altri due contendenti, Ciccio Barone e Filippo Frasca, per sostenere la candidatura di Salvo Mallia, in precedenza espressa dal PdL. Stamani, le cose non stanno propriamente così. Salvo Mallia, lusingato dell’investitura ricevuta, ringrazia ma declina l’invito. Tale candidatura – ha detto Mallia – aveva un senso quindici giorni fa quando al tavolo delle trattative c’erano più soggetti politici, rispetto a quelli che oggi sono rimasti. Nel centrodestra c’è una coalizione sfilacciata, ecco perché – ha concluso Mallia – sono venute meno le condizioni di una candidatura competitiva nell’appuntamento elettorale di giugno”. A supportare tale scelta il coordinatore provinciale del PdL Nino Minardo. “L’idea iniziale – ha spiegato Minardo – era quella di fare sintesi e stare insieme per proporre un progetto per la città. Il PdL, sin dalla prima ora, aveva puntato sulla candidatura di Mallia, ma dinnanzi un tavolo poco strutturato, oggi le condizioni son venute meno. Oggi – ha rimarcato Minardo – c’è bisogno di andare a mettere insieme un’area politica che possa fare un progetto forte per la città, a noi, come dimostrato con la rinuncia alla candidatura del PdL, non interessa la poltrona. Il partito dunque si ritiene libero da questo tavolo di coalizione, ringraziamo i presenti che ci hanno proposto e siamo impegnati a fare le nostre valutazioni. Nel volgere di qualche giorno – ha concluso Minardo ufficializzeremo la nostra posizione, che sarà frutto di confronti ad ampio raggio e contatti che ci sono con altre coalizioni, anche se non c’è nulla di definitivo”. Insomma in ciò che rimane nel centrodestra si è ad un binario morto, e toccherà a Grande Sud e al movimento di Barone riprendere le fila.