Simona Pitino: “Il PD ha deluso tutte le aspettative di cambiamento”

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Nonostante il tentativo del Partito Democratico di Modica di lavorare alla ricostruzione di un centrosinistra unito per le prossime amministrative, c’è chi è convinto di volerne restare alla larga: è il movimento Libera Modica, che già prima che il Pd indicasse come proprio candidato Giovanni Giurdanella, aveva scelto di puntare sul nome del giovane avvocato Simona Pitino. Che oggi dice: “Questo Pd si è posto in netta continuità con la gestione Torchi”.
 
La sua candidatura è stata ufficializzata prima ancora che il resto del centrosinistra prendesse una decisione sulle prossime amministrative. L’intenzione di andare da soli, da parte di Libera Modica, è dunque incondizionata? A cosa è dovuta?
Liberamodica nasce quale laboratorio civico all’interno del quale singoli, gruppi, associazioni e anche partiti politici trovano l’opportunità di contribuire allo sviluppo di un programma partecipato democraticamente dal basso, ma le cui linee guida sono già state sancite e scolpite  nella carta d’intenti dell’associazione stessa.
Il programma, pertanto, non può adattarsi ed essere acconciato in funzione di calcoli finalizzati ad un successo elettorale che, presupponendo compromessi, determinerebbe rinunce pesanti, innaturali e distorsive dei princìpi fondativi dell’associazione.
Abbiamo atteso che il PD ed altri possibili alleati ci sottoponessero il proprio programma per verificarne la compatibilità con il nostro. Abbiamo dovuto registrare che il loro metodo era del tutto diverso in quanto partivano dalla decisione di un’alleanza per poi modellare un programma comunque. Per noi invece era, ed è, assolutamente prioritario il programma. Soltanto solide e verificate affinità avrebbero potuto giustificare il passo, successivo, di costruzione di un’alleanza coerente e coesa. Ma non abbiamo avuto la possibilità di affrontare neanche il primo step. In ogni caso avevamo detto con assoluta chiarezza che solo una netta discontinuità rispetto all’amministrazione uscente guidata dal Pd avrebbe potuto rendere possibile un’intesa.
Il nostro giudizio su di essa, infatti, è fortemente negativo, in quanto ha totalmente tradito le aspettative di cambiamento e si è posta in netta continuità con la gestione-Torchi come decisioni gravissime per gli interessi della città dimostrano impietosamente: penso al project financing per la gestione del cimitero, al via libera dato ai due ecomostri dell’Idria e di Via Fontana, alla dissennata gestione urbanistica che ha permesso il saccheggio del territorio da parte dei privati, anche nelle aree di maggiore pregio che sono la vera ricchezza della città.
Il tutto in piena continuità con l’amministrazione di centrodestra in carica dal 2002 al 2008. Se poi ci fossero stati ancora dubbi, il Pd ha provveduto a scegliere come candidato un assessore uscente. A questo punto è perfino inutile aggiungere altre considerazioni sull’alleanza successivamente voluta dal Pd regionale con Udc, Lista megafono e, in provincia, con il movimento Territorio di Dipasquale! Ma non è questo il punto decisivo, gli ostacoli erano già stati frapposti prima.
 
Cosa direbbe oggi al candidato del Pd?
Cinque anni fa sono stata un’elettrice, come tanti nell’associazione, dell’amministrazione uscente con la speranza di assistere ad  un cambiamento reale e radicale ed, invece,  le nostre aspettative sono state deluse. Al probabile candidato del Pd e/o di una possibile coalizione, vorrei chiedere:  si discosterà veramente, così come proclamato, dalle scelte operate dall’amministrazione uscente e, viste le alleanze, ci ritroveremo con gli assessori di sempre adatti ad ogni amministrazione?
 
 
 
Quali saranno le proposte che differenzieranno il vostro programma da quello degli altri?
Il nostro è un programma di cambiamento, di svolta, di ribellione civica e al tempo stesso di protagonismo collettivo e di partecipazione dal basso: la trasparenza di ogni scelta e di ogni atto e il ricorso a strumenti di democrazia diretta saranno un metodo. Nel merito delle scelte più importanti: cementificazione zero, tutela del nostro meraviglioso territorio rurale, programma straordinario di manutenzione, riuso e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente; un modello economico basato sul turismo di qualità (rurale e culturale innanzitutto), sulla valorizzazione dei centri storici, sull’artigianato e su tutto ciò che ruota intorno all’identità della città. La fruizione turistica dei beni culturali (chiese, musei e luoghi d’arte aperti tutti i giorni)  sarà obiettivo primario e muoverà un indotto che metterà in rete l’artigianato, il commercio, i servizi, puntando sui giovani e sulle nuove opportunità dell’era digitale. Vado per cenni, ma è chiaro che l’obiettivo di LiberaModica sarà quello di “liberare”, appunto e innanzitutto, la città dalla zavorra dell’interesse privato, spesso illecito, che l’ha messa in ginocchio, e di mettere le migliori energie e le migliori risorse in condizioni di dispiegarsi all’insegna della centralità di tutti i beni comuni, materiali e immateriali. In questo quadro l’amministrazione che, se la città lo vorrà, io guiderò, avrà un’attenzione molto forte agli strati più deboli della popolazione, alle famiglie che vivono l’angoscia di una crisi terrificante ed hanno bisogno di sentire lo Stato, a partire dall’istanza istituzionale primaria e più immediata, veramente vicino, amico, solidale.
Per tornare al territorio, pilastro del programma di LiberaModica, la sua radicale tutela dalla continua aggressione che ha subito nel corso degli anni permetterà il recupero dell’esistente e alle piccole e medie imprese di trovare opportunità di lavoro che, invece, con le politiche fin qui adottate in materia sono state riservate esclusivamente ad imprese forti e potenti.
Particolare attenzione presteremo al consumo energetico, cercando di incentivare scelte volte all’impiego di energie alternative compatibili con il territorio.
E’ nostra intenzione consultare la cittadinanza, tramite un referendum, sull’opportunità di risolvere il contratto di Project Financing per il cimitero, previa informazione sui costi e sui benefici di tale scelta. Riteniamo fermamente che questa consultazione andava fatta dall’amministrazione uscente prima di adottare qualsiasi determinazione sul punto ed, invece, i cittadini se la sono trovata imposta senza potere esercitare il legittimo diritto di esprimere il loro parere rispetto ad una decisione così grave e straordinaria.
 
La scelta di non allearsi non limita anche la possibilità di vedere realizzate queste proposte?
Allearsi senza convergenza sul programma riproporrebbe la medesima situazione in cui        si è trovata ad operare l’amministrazione uscente. Noi intendiamo proporre il nostro programma alla città e confrontarci direttamente con gli elettori. Solo così saremo, se eletti, realmente responsabili della sua attuazione, senza trincerarci dietro la scusa che le alleanze di turno ne hanno condizionato la piena realizzazione. LiberaModica è nata perché centinaia di cittadini hanno avvertito il bisogno di affermare alcuni principi e alcuni valori che i vari partiti, avvicendatisi nella gestione del Comune, hanno finora calpestato. La sua sola funzione è quella di sottoporre alla città un programma ispirato a tali principi. Se LiberaModica dovesse rinunciare al tratto costitutivo della sua missione, non avrebbe alcun motivo d’essere.
 
A prescindere da chi vincerà, quali emergenze ritiene che si troverà ad affrontare la prossima Amministrazione?
Sicuramente la questione finanziaria, strettamente legata all’approvazione del piano di riequilibrio è l’emergenza principale dalla quale dipendono molte delle scelte che si potranno adottare. Poi, anche nei confini delle competenze di un Comune, è fondamentale assumere la gravissima crisi economica e sociale come condizione con la quale fare i conti e come bussola per seguire la rotta. Occorre difendere il lavoro che c’è e creare nuove opportunità per chi lo ha perso e per i giovani che non lo trovano. Molte di queste opportunità richiedono solo una sapiente e sana progettualità politica all’insegna degli interessi della comunità, senza nuove risorse o finanziamenti. Poi c’è da ridare alla città la voce istituzionale, autorevole ed incisiva, che le è mancata. Lo smantellamento delle sue istituzioni non è un fatto irreversibile e può essere ancora contrastato con atti che invertano la tendenza in atto. C’è un nuovo Parlamento dinanzi al quale una città che apra una fase completamente nuova potrà far valere mille argomenti a tutela dei suoi presìdi storici, perché, per esempio, con la soppressione del tribunale il risparmio e la funzionalità c’entrano molto poco, anzi non c’entrano nulla.
 
 
Da che tipo di persone sarà composta la sua squadra?
La squadra sarà composta da uomini e donne selezionati in ragione della disponibilità incondizionata a servire esclusivamente la città e i suoi interessi generali, ed ovviamente delle capacità e delle competenze. Inoltre sarà affiancata da consulenti esterni di esperienza che presteranno gratuitamente la loro opera. Si cercherà di coniugare la vitalità e l’intraprendenza dei giovani con l’esperienza dei meno giovani. Ciascuno, quale che sia il ruolo, si muoverà in piena sintonia con i principi che hanno ispirato LiberaModica e con il programma che ne è scaturito. Il programma, appunto!