Stazionario l’operaio che si è dato fuoco a Vittoria

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Sono stazionarie le condizioni di salute di Giovanni Guarascio e di Antonino Terranova, i due feriti più gravi della tragedia di ieri a Vittoria. Entrambi sono stati ricoverati al Cannizzaro di Catania. Le fiamme sprigionate dal liquido con cui Guarascio si è cosparso per evitare di farsi pignorare la casa hanno investito pesantemente anche i due agenti di polizia che erano intervenuti per scongiurare il peggio. Nino Terranova e Marco Di Raimondo, entrambi modicani in forza al commissariato ipparino, sono stati raggiunti dal fuoco. Più gravi le condizioni del primo per il quale appunto è stato necessario il ricovero nel nosocomio catanese. Giovanni Guarascio, il 64enne disperato e sfrattato per un debito di poche migliaia di euro, presenta gravi ustioni sul 50% del corpo ed in particolar modo al viso, al torace e alle braccia. Per lui il calvario non è finito come ci conferma il primario del reparto Grandi Ustionati del Cannizzaro in una conferenza stampa appositamente convocata questa mattina. “Ci vorranno almeno due mesi – conferma il dottor Giorgio Stracuzzi – per il decorso di Giovanni Guarascio che dovrà essere sottoposto a diversi interventi di asportazione e di ricostruzione della pelle ustionata. Per il momento si trova incubato. Deve superare questa fase, dopo di che cominceremo gli interventi di recupero”.
L’agente Terranova ha invece un edema che ne impedisce l’intubazione. Anche lui ha diverse ustioni di 2° e 3° in particolare all’altezza dell’orecchio sinistro e della braccia. Dovrà essere sottoposto ad intervento. “Le condizioni dell’agente sono migliori rispetto a quelle di Guarascio. Per lui si parla di un mese di prognosi. Ma anche in questo caso saranno necessari gli interventi di escarotomia ed autoinnesto dell’epidermide”.
E’ in gravissime condizioni anche la moglie dell’uomo, Giorgia Famà che si trova ricoverata nel reparto di chirurgia intensiva del Guzzardi ma che molto probabilmente verrà trasferita al Cannizzaro non appena si libererà un posto. Anche per lei ustioni di 1° e 2° su tutto il corpo.
Sulla vicenda che ha fatto in breve tempo il giro d’Italia su ogni mezzo di informazione è intervenuto oggi il SIULP, il sindacato di Polizia. “I cittadini capiscano e si rendano conto cosa significa prestare servizio per la collettività, garantire la sicurezza pubblica e proteggere chiunque a costo di rimetterci la pelle.
Ed è proprio questo ciò che hanno fatto i colleghi ieri a Vittoria i quali con naturalezza e spontaneità hanno dimostrato di possedere una nobiltà d’animo che non sembra figlia di quest’epoca” il succo del comunicato a firma del segretario provinciale Giovanni Faro.
Per il sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, bisogna sospendere temporaneamente le procedure esecutive. “Ciò che si è verificato – commenta Nicosia – non è frutto del caso. Ritengo che in questo periodo di crisi sia necessario pensare ad una moratoria delle procedure esecutive che darebbe un po’ di respiro alla gente”.
“Il signor Guarascio è una persona perbene – dicono i vicini di lui – un lavoratore e un buon padre di famiglia che ha sempre faticato tanto per crescere i figli e costruirsi questa casa. E’ assurdo vendere una casa del valore di 170 mila euro per un debito di 10 mila euro. Siamo sconvolti per quanto successo”.