La proposta di legge salva-casa approda in Senato

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In relazione alla notizia secondo cui il capogruppo Pd alla Commissione Giustizia del Senato Giuseppe Lumia ha fatto interamente propria la proposta di legge redatta dall’assessore alla Trasparenza Piero Gurrieri, depositandola negli uffici del Senato, lo stesso assessore ha manifestato “il proprio apprezzamento per l’iniziativa del senatore, precisando comunque che l’iniziativa dal basso, con la definizione concertata con i territori e le organizzazioni sindacali e di categoria dello schema e poi con il deposito in Cassazione dello schema e con la raccolta delle firme non si arresta”.

“Auspico,comunque comunque -a continuato Gurrieri – che a Lumia si aggiungano altri parlamentari, di qualsiasi colore politico, perché di una buona, realistica e innovativa legge hanno bisogno tutti i cittadini che vivono precise situazioni di disagio a prescindere dalle proprie convinzioni politiche. Su questo, abbiamo bisogno del massimo grado di coesione e tutti, secondo il proprio specifico ruolo, sono chiamati a fare la propria parte. In quest’ottica, dopo la lettera alle segreterie nazionali delle organizzazioni sindacali e di categoria, all’Anci e alle associazioni di tutela dei consumatori, ieri ne ho scritto un’altra al presidente della Conferenza episcopale siciliana, cardinale Paolo Romeo, e ai vescovi delle diocesi della nostra regione, per rappresentare il particolarissimo momento che sta vivendo l’intera comunità cittadina, culminato nella tragedia che ha investito un nucleo familiare conosciuto ed apprezzato per la propria laboriosità ed integrità morale e per sottolineare che anche la nostra attitudine naturale a resistere mostra la corda, a causa del proliferare di politiche economiche non rispettose dei diritti fondamentali della persona umana e, in quest’ambito, di disposizioni legislative in alcuni casi irrazionalmente brutali, che hanno moltiplicato, e continuano a farlo, disgregazione del tessuto familiare e sociale, esclusione e marginalità. Come accade quando non si esita, per debiti anche irrisori, a sottrarre la casa o il terreno ad uomini e donne, anche quando costituiscano l’unico alloggio e l’unica opportunità per un minimo sostentamento e che quindi non è possibile attendere oltre, occorrendo che ciascuno faccia rapidamente la propria parte, per quello che può e per quanto il proprio ruolo gli impone. Proprio in considerazione della sensibilità della chiesa siciliana in ordine a questi temi e i suoi numerosi e pressanti richiami alla politica e alle istituzioni regionali e nazionali, indistintamente, ricordando la mia proposta di legge sulla riforma del sistema di riscossione e sull’intangibilità, in alcune ipotesi, della prima casa e dell’immobile strumentale all’esercizio dell’impresa, ho concluso chiedendo attenzione e sostegno, dicendomi certo che, da parte della chiesa siciliana, non mancherà la vicinanza rispetto ad una realtà e ad un territorio scosso e martoriato”.