Le beghe economiche sono il movente dell’omicidio Arcidiacono

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L’ennesimo alterco di natura economica sarebbe stato il movente dell’omicidio consumato ieri pomeriggio nell’abitazione di via Girlando a Comiso, in cui ha perso la vita Vincenzo Arcidiacono, dato alle fiamme, dopo essere stato cosparso di benzina, per mano del figlio, Mirko Bottari, arrestato poco dopo. Pare che la decisione del padre, ipovedente, sessantunenne, centralinista all’ospedale Regina Margherita, di consentire alla badante di poter effettuare prelievi dal conto corrente, sia stato il casus belli da cui, ieri poco prima la tragedia, è nata una delle tante, violenti liti tra i due. Il giovane ventunenne, figlio naturale di Arcidiacono, ma non riconosciuto all’anagrafe, avrebbe atteso che il padre, dopo pranzo, andasse a letto, avrebbe preso dalla casa in cui viveva con il genitore, un bidoncino, sarebbe andato nel vicino distributore e lo avrebbe riempito di benzina. Al suo rientro – sempre secondo quanto riferito dagli investigatori – sarebbe entrato nella camera da letto del padre, lo avrebbe cosparso di benzina mentre dormiva, e in una manciata di secondi gli avrebbe dato fuoco. Il Bottari ha avuto il tempo necessario di allontanarsi dall’abitazione che in poco tempo è stata avvolta dalle fiamme, custodendo il corpo carbonizzato del poveretto. Sono stati i vicini, avvertito l’odore acre che proveniva dall’appartamento e viste le tracce di fumo che ne fuoriuscivano, a chiedere l’intervento dei vigili del fuoco e della polizia di Stato, temendo che fosse accaduto il peggio, come realmente è stato. Sedato il rogo, i vigili hanno fatto l’amara scoperta del corpo carbonizzato dell’Arcidiacono. Sentiti alcuni testimoni, da subito gli investigatori, diretti dalla dottoressa Vincy Siracusano, hanno fatto convergere le ricerche sul figlio, che qualcuno avrebbe visto andar via poco prima da casa. Vicino la sede del commissariato, poco dopo un’ora, è stato rintracciato dagli agenti. Pare si volesse costituire. Bloccato, è stato trasferito in ospedale, dove si trova tuttora ricoverato e piantonato, per ustioni di primo e secondo grado agli arti inferiori con una prognosi di quindici giorni. Nella struttura ospedaliera, si è recato il magistrato che, alla presenza del difensore di ufficio, ha proceduto con l’interrogatorio di garanzia durato circa un’ora. Interrogatorio, nel corso del quale, il Bottari avrebbe fornito una versione dei fatti che andava nella stessa direzione dell’attività di indagine svolta dagli uomini del commissariato di polizia. Pare che gli scontri tra padre e figlio fossero all’ordine del giorno, e non era la prima volta che le pattuglie di polizia intervenivano nella casa di Via Girlando, per sedare gli animi. Pare, ancora, che l’Arcidiacono stesse procedendo all’azione civile di riconoscimento del ragazzo, anche se il Bottari l’avrebbe osteggiata proprio per le beghe economiche che c’erano tra i due. Il giovane è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario e, quando le condizioni di salute lo consentiranno, sarà trasferito alla casa circondariale di Ragusa. Intanto anche stamani, così come compiuto nel pomeriggio di ieri, hanno lavorato all’interno dell’abitazione, di cui è rimasto un rudere, gli agenti della polizia scientifica per repertare elementi utili all’attività investigativa di una tragedia familiare che ha dell’inverosimile per il movente e per la crudezza con cui si è consumata.