La Cassazione dispone il dissequestro del Marsa Siclà, ma non potrà riaprire senza agibilità

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E’ vero che la Cassazione ha disposto il dissequestro – di cui oggi dovrebbero essere rese note le motivazioni – ma Marsa Siclà non potrà davvero riaprire fino a quando la struttura non sarà dichiarata nuovamente agibile da parte del Comune di Scicli.

Comune che, ovviamente, aveva revocato l’agibilità in autotutela proprio nel momento in cui era avvenuto il sequestro da parte dei Carabinieri, lo scorso 19 gennaio. Il sindaco di Scicli Franco Susino aveva assicurato che l’agibilità si sarebbe potuta ripristinare nel momento in cui fosse intervenuto un dissequestro.

Tuttavia la possibilità di attestarla, da parte del Comune di Scicli, è legata al rinnovo dell’autorizzazione all’allaccio fognario che attualmente la struttura non ha. Appena la proprietà potrà rientrare nel pieno possesso anche della documentazione custodita negli uffici già passati al setaccio dagli inquirenti, questa sarà evidentemente la prima cosa da fare per poter sperare di riaprire al più presto.

 

È realistico pensare che, se la struttura riuscirà a riaprire in tempi brevi, potrà “salvare” una parte della stagione estiva, quantomeno da agosto in avanti: i contatti con tour operator nazionali e internazionali potrebbero fare da “salvagente” ad una situazione inevitabilmente compromessa dalle incertezze sulle reali prospettive legate all’indagine in corso.

La più grande speranza la nutrono, naturalmente, i lavoratori.

Ma ci sono anche i proprietari delle villette che si trovano all’interno del villaggio, che da sei mesi sono impossibilitati a mettere piede nei loro immobili.

 

A questo punto una speranza si accende anche per Baia Samuele e Marispica, sebbene in questo caso i proprietari non abbiano fatto ricorso in Cassazione per ottenere il dissequestro: quello di Marsa Siclà rappresenta comunque un precedente di cui non si potrà non tenere conto.