Claudio La Mattina potrebbe tornare alla guida del “Megafono” di Crocetta

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Grandi cambiamenti si delineano all’orizzonte del Megafono. Il movimento politico nato dalla lista “Crocetta Presidente” è chiamato al più presto a decidere cosa fare del suo futuro alla luce del terremoto che l’ha investito durante e dopo gli ultimi appuntamenti elettorali e che ha portato il segretario provinciale, Claudio La Mattina, ad autosospendersi. 

Adesso la notizia è che proprio La Mattina, segretario particolare del Sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, potrebbe molto presto tornare alla guida del Megafono. Ad agosto, infatti, a Palazzo D’Orleans, Crocetta e La Mattina hanno parlato a quattr’occhi delle condizioni del movimento in provincia di Ragusa e si sono trovati d’accordo sulle mosse necessarie per rimetterlo in piedi.  “Ufficiosamente sono già stato riconfermato segretario provinciale” spiega La Mattina “ma prossimamente, sicuramente ad ottobre, si terrà l’assemblea regionale e lì si deciderà la strada che vogliamo intraprendere.  C’è chi vuole che il Megafono sia l’area culturale del PD, chi vuole che dentro il PD rappresenti l’area Crocetta e chi vuole l’indipendenza. La maggioranza, al momento, sembra essere a favore di quest’ultima soluzione che io sostengo in pieno”.

La seconda notizia, non meno importante della prima, riguarda direttamente il Governatore Crocetta che potrebbe prendere parte alla corsa per la segreteria del PD nazionale. “Ci sono ancora molti aspetti da chiarire ma è tutta una questione di organizzazione. Io, come sempre, sarò al suo fianco qualunque cosa decida perché non è un segreto il fatto che sia innamorato delle sue idee e, a differenza di quello che molti pensano, non abbiamo avuto divergenze. Sfido chiunque a trovare, in occasione delle ultime scadenze elettorali, dichiarazioni sue contro di me. Semplicemente non si è mai espresso né a favore né contro la mia posizione”.  

Crocetta, però, ha sostenuto l’On. Dipasquale con Territorio e il suo candidato invece che il Megafono e quello individuato da lei…

A Crocetta mi lega un’amicizia ultradecennale che non si può cancellare con una svista politica. La sua scelta di appoggiare Giovanni Cosentini al posto di Emanuele Occhipinti è stata dovuta al fatto che non poteva non dar peso alle molte correnti che spingevano verso il primo più che verso il secondo. Nessun voltafaccia, quindi. Cosentini era il candidato naturale di Dipasquale, quello che non è normale semmai è che la segreteria provinciale e quella ragusana del PD abbiano accettato e subìto passivamente questa decisione cedendo a chi ci ha maltrattato politicamente e ha bistrattato le nostre idee per anni! Oltre al PD, c’è anche un altro partito che deve assumersi la responsabilità del fallimento alle urne ed è l’UDC. Ma come ha potuto D’Alia, dall’alto della sua esperienza, apparentarsi con Cosentini che gli ha quasi distrutto il partito in provincia di Ragusa decidendo di aderire al PID? Hanno combinato un pasticcio che la gente, ovviamente, ha punito preferendo il salto nel vuoto con i 5 stelle. Non si può passare da destra a sinistra come se nulla fosse e io sono sicuro che se il Megafono, a Ragusa, si fosse presentato  da solo con la sua lista avremmo vinto.

Invece avete perso in tutti e quattro i comuni iblei al voto. Si è parlato anche di questo, suppongo, durante l’incontro di qualche settimana fa con Crocetta…

Ovviamente si anche se non si è fatto molto riferimento al passato. Guardiamo al futuro, dobbiamo rifondare completamente il Megafono che, al momento, è distrutto. Esclusa Vittoria, dove abbiamo 4 consiglieri comunali, intorno c’è solo cenere. A Comiso potevamo contribuire alla vittoria di Spataro direttamente al primo turno invece abbiamo rischiato di perdere la città al ballottaggio perché siamo rimasti dentro al PD e non ci siamo intromessi nella diatriba Zago – Digiacomo aspettando che si mettessero d’accordo sul candidato. Poi le primarie hanno decretato la vittoria di Spataro al quale abbiamo dato il simbolo ma come Megafono non abbiamo presentato lista, pur avendola già pronta, perché doveva farlo l’On. Dipasquale. Risultato? Zero rappresentanti.

Ad Acate Raffo ha vinto senza il nostro sostegno perché Dipasquale ha deciso di sostenere Monello, che è arrivato ultimo, incurante del fatto che io mi fossi già espresso a favore di Giovanni Di Natale, che poi è arrivato terzo ma che di certo con il nostro sostegno avrebbe potuto ottenere di più.

A Modica la coordinatrice è stata costretta a scappare dal Megafono! Risultato? E’ stata la seconda degli eletti al consiglio comunale perché poi, da indipendente, si è candidata dentro il PD. Anche su Modica si era lavorato benissimo ma Dipasquale ha tolto l’appoggio, deciso da me, al centrosinistra e a Giurdanella andando ad appoggiare Carpentieri che non è arrivato neanche al ballottaggio. Anche qui, quindi, nessun consigliere comunale. E tutto questo ha influito sulla vittoria di Abbate perché gli elettori vicini al Megafono hanno visto che non solo non abbiamo appoggiato il nostro candidato naturale per area di appartenenza ma abbiamo optato per uno che da sempre è nel centrodestra e lontano anni luce dalle nostre idee.

Nel corso dell’incontro ho parlato con Crocetta di tutto ciò in maniera molto diretta, a differenza di altri che si sono fatti abbagliare dalla luce di Dipasquale che, all’improvviso, da “ospite” del centrosinistra sembrava essere diventato l’artefice della vittoria alle regionali! A questo punto io penso che prendere le distanze da lui possa essere la decisione giusta in provincia ma accetterò il volere del Presidente.

 Anche se dovesse decidere di ripartire da e con Dipasquale? In che modo le vostre due anime potrebbero convivere all’interno del Megafono?

Io vengo dal calcio e trovo che la politica sia molto simile. Quello che conta alla fine sono i numeri e fare il coordinatore vuol dire rispettare la squadra. C’è un allenatore che è Crocetta, un coordinatore che è il capitano e poi ci sono i giocatori. Le regole del gioco le stabilisce l’allenatore e le accetterò finchè non inizierò a vedere che Dipasquale vuole sostituirsi a Crocetta. Se ciò dovesse accadere  il Presidente dovrà fare una scelta. Se invece Dipasquale farà gioco di squadra serenamente potrà restare. Lui ha un ruolo ben preciso che è quello di Deputato, dev’essere presente in tutti e 12 i comuni iblei e deve portare soldi e risultati dappertutto e non solo a Ragusa. Io e lui dobbiamo collaborare per portare nei comuni quello di cui i sindaci hanno bisogno senza guardare al loro colore politico. Lui deputato, io coordinatore ma entrambi uomini di Crocetta.  Il Megafono dev’essere questo: una corsia preferenziale per far arrivare le istanze dei territori a Palermo.

Nel momento in cui ufficialmente tornerà coordinatore provinciale quali saranno le prime mosse?

Chiedere la collaborazione dell’On. Iano Gurrieri, persona con la schiena dritta, capace ed esperiente. Andare dai Sindaci, prendere nota dei loro problemi e parlarne con la deputazione iblea che dovrà contribuire alla soluzione. Infine portare un po’ di ordine. Dobbiamo capire chi siamo e cosa vogliamo fare. Quando la struttura sarà ben definita la porterò in assemblea regionale ma se tutto questo non dovesse essere possibile per me il Megafono resterà comunque un’esperienza bellissima.

E in quel caso rimarrà a Ragusa o l’amicizia con Crocetta la porterà a Palermo?

 Non sono tipo da cercare incarichi e ho già detto di no, forse sbagliando, al Presidente che mi ha proposto diversi incarichi come funzionario negli assessorati alla presidenza, alle infrastrutture e al turismo. In futuro non escludo di accettare ma per ora voglio completare il mio lavoro al fianco del sindaco Nicosia.