Donna aggredita dai randagi alla Zona Industriale

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Il fenomeno del randagismo è sfociato in episodi talmente gravi da spingere il cda del parco commerciale “Isole Iblee” a valutare la possibilità di intraprendere azioni legali nei confronti di quanti continuano a disinteressarsi di problemi denunciati da tempo. “Purtroppo – afferma il presidente del cda, Giovanni Corallo – la responsabilità e l’impegno profuso dalle nostre aziende non ci consentono di essere ancora permissivi, tollerando e sopportando che accadano episodi simili”. Corallo fa riferimento a quanto accaduto la scorsa settimana, in un opificio della zona industriale. Dove una donna è stata aggredita da alcuni randagi. “Per come abbiamo ricostruito la vicenda – sottolinea Corallo – la donna si era recata verso le 12,30 nella terza fase per prendere suo figlio che terminava il turno di lavoro. Arrivata un po’ in anticipo e vista la bella giornata, è scesa dalla macchina per fare qualche passo a piedi. E proprio in questa circostanza è stata letteralmente aggredita da due cani, azzannata alle gambe. Urlando a squarciagola, è riuscita ad attirare l’attenzione di alcune persone che si trovano nell’opificio adiacente e che sono riusciti a mettere in fuga i cani assalitori. La donna, ovviamente traumatizzata, è stata condotta al pronto soccorso. Sono state avvisate anche le forze dell’ordine per i rilievi del caso. Ma il punto è questo: è mai possibile che una delle aree più produttive della provincia debba convivere con problemi che urliamo da anni e che, addirittura adesso, sfociano in simili drammi? Noi non ci stiamo più”. Tra l’altro, il tema legato alla presenza pericolosa di cani randagi all’interno della zona industriale era già stato posto sotto attenzione in passato al punto tale che il parco commerciale “Isole Iblee” aveva notificato ad alcune istituzioni, come il Comune di Ragusa, la polizia municipale e l’Asp, fatti e circostanze in cui si ravvisavano elementi di una certa gravità. “Purtroppo, da allora ad oggi, la situazione, come si comprende – continua Corallo – non è affatto mutata. Anzi, tutt’altro. Due mesi fa, abbiamo registrato l’uccisione di un gattino avvenuta da parte del branco i cui componenti pare giocassero a chi azzannava con maggiore ferocia. E la carcassa è stata abbandonata a brandelli. Inoltre, una decina di giorni fa, un cane che grondava sangue da varie ferite è riuscito a rifugiarsi all’interno di un’azienda che ha prontamente avvisato i vigili urbani sull’accaduto. Questi gli episodi più rilevanti. E’ chiaro che la situazione complessiva non ci fa stare tranquilli. Ed ecco perché non possiamo più sottacere le eventuali responsabilità esistenti. Anche se sarà necessario ricorrere alle vie legali”.

    

Il presidente
Giovanni Corallo