
Cosa racconta davvero un volto? È da questa domanda, antica quanto l’uomo, che prende forma il progetto espositivo “Fare Facce” di Angelo Flaccavento, autore di una serie di opere che indagano il rapporto tra identità, rappresentazione e trasformazione.
La mostra raccoglie un ampio nucleo di disegni dedicati al tema del volto, elemento che da sempre affascina artisti, filosofi e osservatori della natura umana. Se la fisiognomica è ormai considerata una pseudoscienza, resta tuttavia vivo il fascino dell’idea che il viso possa custodire tracce del carattere, delle esperienze e delle emozioni di una persona. Un territorio ambiguo e affascinante che Flaccavento esplora attraverso una produzione intensa, istintiva e in continua evoluzione.
I suoi personaggi si presentano con lineamenti geometrici, cromie inattese, trucchi esasperati e acconciature che sfidano ogni convenzione estetica. Le espressioni oscillano costantemente tra ironia e inquietudine, tra comicità e dramma, componendo una galleria umana tanto surreale quanto sorprendentemente familiare.
L’esposizione propone una selezione di un progetto artistico ancora aperto, una sorta di archivio emotivo in continua espansione. Le opere possono essere lette come una personale collezione di emoji contemporanee, ma anche come ipotetici studi per make-up e performance immaginarie che sembrano provenire da universi paralleli.
Nel lavoro dell’artista riaffiorano inevitabilmente le suggestioni maturate nel mondo della moda, ambito con il quale Flaccavento intrattiene da anni un dialogo professionale e creativo. Affiorano inoltre riferimenti alla cultura underground e alla figura iconica di Leigh Bowery, artista e performer che ha fatto dell’eccesso estetico e della provocazione una forma di linguaggio.

I disegni, realizzati su piccoli fogli di appena dieci per quindici centimetri, presentano una particolarità: sono lavorati su entrambe le facciate. Le tracce che filtrano da un lato all’altro generano nuove immagini e nuove suggestioni, creando un dialogo continuo tra fronte e retro, tra ciò che appare e ciò che resta nascosto.
È proprio in questa tensione tra maschera e verità che si colloca il cuore della ricerca di Flaccavento. I suoi volti non raccontano soltanto delle persone: raccontano il continuo processo di costruzione dell’identità, la mutevolezza dell’essere e il sottile confine tra ciò che mostriamo agli altri e ciò che custodiamo dentro di noi.
L’inaugurazione della mostra è in programma venerdì 13 giugno 2026 alle ore 19 negli spazi di CLOU, in via Dott. Pluchino 16 a Ragusa, dove il pubblico potrà incontrare l’artista e immergersi in un percorso espositivo che trasforma il volto umano in un racconto visivo fatto di metamorfosi, ironia e introspezione.
