Il dramma delle aste in Provincia di Ragusa

11

849 aste nella sola provincia di Ragusa sono in programma entro il 31 dicembre. Un dato agghiacciante dal quale è facile dedurre lo stato dell’economia di quella che un tempo era una delle province siciliane più ricche.
Per capire cosa si nasconde dietro questi numeri basta visitare il sito delle aste giudiziarie: 198 riguardano i comuni che, fino a qualche tempo fa, facevano riferimento al Tribunale di Modica (ovvero Modica, Scicli, Pozzallo ed Ispica) e ben 651 i comuni che, da sempre, hanno fatto riferimento al Tribunale di Ragusa (Acate, Chiaramonte, Comiso, Giarratana, Monterosso, Ragusa, Santa Croce Camerina e Vittoria). Su 849 aste ben 270 riguardano la città di Vittoria. Solo due le aziende agricole messe all’asta, ma ben 11 terreni e 90 appartamenti, sia in centro che in periferia. 34, invece, gli appartamenti con annesso garage o posto auto.
Al secondo posto c’è Comiso, con 111 aste. Di queste ben 42 riguardano appartamenti, 26 i terreni, 15 i garage, con annesso, in alcuni casi, locale commerciale.  Segue Ragusa, con 106 e Modica con 103. 49 le aste relative a Santa Croce, 46 a Scicli, 39 ad Acate, 36 a Chiaramonte, 34 ad Ispica, 25 a Monterosso, 14  a Pozzallo e 11 a Giarratana. Ben 272, in totale, gli appartamenti all’asta in tutta la provincia, 5 i capannoni (a Giarratana, Ragusa, Comiso e 2 a Vittoria) e 137 fabbricati di vario tipo (di cui ben 48 quelli rurali). 17 i locali commerciali e 23 i residenziali e ancora 16 magazzini, 309 terreni, con annessi edifici come fabbricati, villette, magazzini. All’asta anche un albergo, un complesso immobiliare ed una villa di Ragusa, 4 complessi industriali (2 a Vittoria, uno a Modica ed uno a Ragusa), un complesso turistico a Chiaramonte, 14 depositi,  due ristoranti (uno a Santa Croce e l’altro ad Ispica), uno stabilimento balneare di Scoglitti e 33 villette. Mentre si salvano, per ora, bar, centri benessere, caseifici, centri commerciali, panetterie, palestre e pizzerie.
Come preventivato, la situazione più drammatica si vive a Vittoria, fino a non molto tempo fa fra le città siciliane più ricche. Qui, infatti,  sono state messe all’asta anche diverse aziende che hanno fatto la storia economica della città, per giro d’affari e qualità, e che impiegavano anche oltre 300 dipendenti ciascuna. Alcune di queste sono aziende impegnate nel condizionamento dell’ortofrutta che, con la loro chiusura ed il fallimento del titolare, hanno messo in ginocchio anche le famiglie di ogni singolo dipendente, oltre che le aziende che vivevano attorno alla stessa impresa. Un tragedia che, a cascata, si riversa su tutta l’economia cittadina.
Nonostante le aste siano divise per tribunale di competenza, queste avvengono ormai negli studi privati. Una scelta che, secondo i diretti interessati, come lo stesso Angelo Giacchi, renderebbe tutto meno trasparente. A complicare il tutto anche la scadenza, ravvicinata, fra una convocazione all’asta, di norma circa tre mesi, ma in alcuni casi anche di soli 15 giorni. Per ogni convocazione trimestrale il capitale si abbassa del 20% e ciò significa che, nel giro di un anno, un’abitazione può arrivare a costare anche soli 5.000 euro. Una situazione che non può non gettare nello sconforto quanti quella casa, o quell’azienda, l’hanno costruita con il sudore e lavorando onestamente e che, nel giro di pochi mesi, se la vedono portare via per un pugno di briciole.