Il Rettore Pignataro sul Corfilac: “Prima di un Presidente, serve un progetto”

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Non si placano le polemiche a seguito dell’elezione del nuovo presidente del Corfilac, il Consorzio di ricerca Filiera lattiero – casearia. Elezione che non sarebbe legittima, come ha denunciato il Rettore dell’Università di Catania, Giacomo Pignataro. Sull’intera vicenda, il Rettore dell’ateneo catanese risponde ad una serie di domande, non prima di proporre una premessa. “Desidero far notare, preliminarmente – scrive Pignataro -, che in tutto questo discutere di presidenti, statuti e organizzazione, non ho per nulla sentito parlare di progetti per il futuro, di idee per lo sviluppo del Corfilac, il cui vero problema è quello di come garantire la sostenibilità finanziaria delle sue attività, dal momento che è difficile oggi immaginare una inversione nel processo di riduzione dei trasferimenti regionali. Come dovrà essere orientata l’attività di ricerca del Centro nel prossimo futuro, su quali direttrici di prodotti e servizi puntare per agganciare i finanziamenti comunitari, come estendere il trasferimento tecnologico ad un numero maggiore di imprese del territorio, come diventare punto di riferimento per la più ampia area del Mediterraneo ? È rispetto a queste priorità che dovrebbero misurarsi le proposte per gli assetti di governo dell’ente, sia in termini di scelte relative a chi lo dirige sia in termini di adeguamenti statutari. Altrimenti, qualsiasi ragionamento rischia di ricadere in una pura logica di potere. Non basta scegliere un presidente “nuovo” per garantire il futuro del Corfilac, punto e basta. Occorre un progetto”.

 

Quando ha indicato il nome dei rappresentanti dell’Università in seno al Cda del Corfilac, era a conoscenza della vicenda giudiziaria che vede imputato il professore Giuseppe Licitra, con reati che, secondo gli inquirenti, sarebbero legati all’esercizio delle sue funzioni da presidente del Consorzio? Se era a conoscenza, non ritiene sarebbe stato più opportuno, pur rimanendo ovviamente assolutamente garantisti, procedere ad indicare un altro esponente?

“Abbiamo individuato per il comitato dei consorziati – scrive – due colleghi di grande competenza scientifica e che conoscono bene la realtà del territorio ragusano. Il Prof. Licitra è stato designato per le conoscenze e per i risultati scientifici ottenuti e riconosciuti a livello internazionale nel Corfilac. Assieme al Prof. Licitra è stato designato il Prof. Salvatore Barbagallo, già Presidente del Corso di Laurea in Scienze Agrarie Tropicali e Subtropicali a Ragusa, ex Preside della Facoltà di Agraria e della Presidente della Conferenza Italiana dei Presidi delle Facoltà di Agraria, ex Direttore Generale del Dipartimento Infrastrutturale per l’agricoltura della Regione Siciliana . Ero a conoscenza della vicenda giudiziaria che riguarda il prof. Licitra, così come ero anche a conoscenza che una parte significativa delle contestazioni è caduta già nella fase preliminare al dibattimento.  In ogni caso non posso essere io a giudicare la colpevolezza  del  Prof. Licitra   che avrebbe potuto continuare a svolgere il  semplice ruolo di componente e non di Presidente”. Pignataro, dunque, “glissa” un po’ proprio sulla questione dell’opportunità di nominare Licitra, attualmente sotto processo. Solo per far chiarezza, la Procura, a gennaio, aveva chiesto il rinvio a giudizio, a carico di Licitra, per i reati di peculato, truffa e abuso d’ufficio. In sede di udienza dinanzi al giudice per le indagini preliminari è caduta soltanto l’accusa di abuso d’ufficio, mentre per Licitra, qualche giorno fa, è iniziato il processo di primo grado per le accuse di peculato e truffa.

 

Leggendo i requisiti che occorrono sulla base del vigente statuto, c’è chi sostiene che sia un po’ “scritto” su misura per il professore Licitra (mi riferisco alle competenze e ai titoli). Ritiene che il suo Ateneo abbia personalità che possano avere i titoli per ricoprire quel ruolo?

“Sulla vicenda dell’elezione del Presidente, proprio perché rispettiamo lo Statuto, che ne prevede l’elezione, e non la nomina da parte dell’Università, seppur nell’ambito di figure che abbiano determinate competenze, abbiamo ricercato una soluzione condivisa con gli altri soci. Lo abbiamo fatto nella sede istituzionale a ciò deputata, la riunione del comitato dei consorziati indetta a questo scopo, senza ricercare accordi su tavoli separati, con l’esclusione pregiudiziale di alcuni soci. In quella sede, il prof. Licitra ha dichiarato la sua indisponibilità. L’Università ha, quindi, proposto un candidato, il prof. Barbagallo, che ha dato un contributo allo sviluppo del territorio negli ultimi venti anni. Nei molteplici ruoli dirigenziali e prestigiosi  ricoperti, oltre che nel settore disciplinare di cui è specialista, ha coordinato gruppi di ricerca e si è occupato di formazione nel settore di competenza del Corfilac.  C’è di più. Come risulta dal verbale della seduta, il Prof. Barbagallo ha dichiarato che numerosi sono i docenti che hanno i requisiti statutari per ricoprire la carica di Presidente del Corfilac. I componenti del Comitato non hanno voluto prendere  in considerazione tale possibilità e hanno preferito adottare una soluzione illegittima come peraltro verbalizzato dal Presidente del Collegio dei revisori”.

 

Le risulta che il sindaco di Ragusa, nel corso di conversazioni, le avesse manifestato più volte la necessità di cambiare lo statuto, ben prima di arrivare al giorno della votazione?

 “Per ciò che riguarda i cambiamenti dello Statuto, ho sempre manifestato, a chiunque me lo abbia chiesto, ivi compreso il Sindaco, il mio consenso. Sono l’unico ad averlo messo per iscritto, dopo la lettera dell’assessore Cartabellotta, e, quindi, ad aver assunto un impegno formale in tale direzione, mentre non mi risulta che il Sindaco, così come gli altri soci abbiano fatto altrettanto. Se finora, pertanto, non si è prodotto, su questo versante, alcun risultato, non è certamente per mia responsabilità, in quanto non ho doveri maggiori degli altri soci ad assumere l’iniziativa del cambiamento. Se qualcuno dei soci avesse assunto una iniziativa concreta, come la fissazione di una riunione, sarei certamente andato. Oggi possiamo uscire da questa brutta situazione. La via da seguire è chiara e deve essere rapida, perché il Corfilac non può perdere tempo a discutere di presidenti e statuti, né, d’altra parte può rischiare l’illegittimità della gestione. Il comitato deve riunirsi quanto prima, direi non più tardi della prossima settimana, ed eleggere il presidente conformemente alle prescrizioni statutarie . Non credo che nessuno dei soci possa essere d’accordo all’adozione di soluzioni non conformi allo statuto, che ha valore di norma. Se fosse legittima l’elezione del dottore Colombo, per quale allora motivo si invoca il cambiamento di Statuto, proprio nella parte relativa alla elezione del Presidente? Propongo, quindi, che entro un mese si cambi lo statuto e si rinominino gli organi secondo le nuove norme. Se gli altri soci lo desiderano, l’Università può coordinare i lavori di cambiamento dello statuto, altrimenti accetteremo il coordinamento di qualsiasi altro socio. Ritengo, come ho avuto modo di affermare in tante sedi, che il settore agroalimentare sia uno dei tre, quattro settori che dovranno costituire il perno di un progetto di sviluppo della Sicilia e, soprattutto, della programmazione dei fondi comunitari per il periodo 2014-2020. In questo ambito , il territorio ragusano può legittimamente aspirare ad un ruolo di leadership. L’Università di Catania si sente legata a questo territorio e ha tutta la volontà di dare il suo contributo di ricerca e innovazione, che sono le leve principali attraverso le quali può oggi realizzarsi un vero progetto di sviluppo sociale ed economico”.