Giorgio Assenza resta con Berlusconi e riorganizza Forza Italia in Provincia

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Una conferenza stampa per chiarire e mettere nero su bianco alcuni punti importanti in questa fase organizzativa destinata a proiettare la nuova Forza Italia nel panorama politico nazionale. Si è tenuta questa mattina a Comiso nella segreteria politica dell’on. Giorgio Assenza e tre sono stati, in particolare, i temi trattati riguardanti le novità in ambito sia nazionale che regionale. Assenza, coerentemente con il suo percorso ideologico e politico, non ha avuto un attimo di esitazione nello scegliere, al momento della scissione del PDL, di aderire al nuovo partito di Silvio Berlusconi. E proprio la decadenza dell’ex Premier dal Parlamento è stato il primo punto toccato oggi.  

“Abbiamo assistito ad uno spettacolo ingiusto” ha denunciato. “I fatti sui quali la Magistratura si è espressa con una sentenza di condanna si riferiscono a molti anni fa ma il Parlamento ha pensato bene di intervenire applicando una legge, la Severino, approvata da poco. Riteniamo sia stata una forzatura sia dell’intero Parlamento che, soprattutto, del PD che in questo modo ha potuto eliminare il suo storico e sempre temuto avversario politico e, nel contempo, nascondere la realtà del suo modo vergognoso di fare politica. Anche il metodo scelto per votare la decadenza, cioè il voto a scrutinio palese, è stato scandaloso e anomalo, introdotto ad hoc per danneggiarlo. Berlusconi, ovviamente, non si fermerà qui e  continuerà ad adire tutte le vie giudiziarie a sua disposizione in Italia e fuori per difendersi e noi, il suo partito, saremo al suo fianco e faremo tutto il possibile sebbene all’opposizione sia a Roma che, ancora di più, a Palermo”.

Assenza ha poi confermato la sua opinione, negativa su tutta la linea, sulla legge di stabilità definita totalmente priva di mancanza di progettualità per il futuro e piena solo di provvedimenti tampone, provvisori, irrisori, senza incentivi per la ripartenza. “I problemi da risolvere sono tanti e questa è la nostra priorità. I dati su occupazione, scudo fiscale e debito pubblico sono chiari. Basti pensare alle ultime notizie sul gettito Iva diminuito di diversi milioni nonostante l’aumento al 22%. Non è così che si cura e guarisce una Nazione, siamo davanti ad una politica miope. Per questo, e a maggior ragione dopo la dichiarazione di incostituzionalità della Corte Costituzionale in merito al Porcellum, il nostro obiettivo è arrivare quanto prima alle elezioni. E’ praticamente l’unica cosa sulla quale siamo d’accordo con il PD  e il M5S ma siamo tutti ostaggio del sig. Letta, il fantoccio delle larghe intese, che non capisce che la stabilità fine a se stessa non porta a riforme condivise e coraggiose ma diventa stagnazione”.

In merito al Nuovo Centrodestra, poi, Assenza ha le idee molto chiare. “Sono stati loro a scegliere di lasciare il vecchio PDL per dar vita ad un progetto diverso che mi auguro rimanga nell’alveo del centrodestra ma non sono affatto sicuro che sarà così”. Assenza, infatti, teme che nel tempo il partito di Alfano possa finire con il guardare, nell’ottica delle alleanze, all’area di centro, a Lista Civica e perfino a qualche frangia del PD che potrebbe staccarsi al termine di questa fase di rinnovamento e di primarie. “Invece che Nuovo Centro Destra finirebbe per diventare la Nuova Democrazia Cristiana ed è un progetto che non può interessare nè a me né a tanti altri ex AN come me”. Assenza ha continuato confessando che inizialmente questa idea del ritorno al passato con il logo di Forza Italia non lo aveva convinto del tutto ma che adesso si sta rendendo conto che è un partito rimasto nel cuore di molti. “Sto trovando molte persone che, in controtendenza con i dati sulla disaffezione ai partiti, vogliono tornare alla politica ed è giusto così perché il nostro dev’essere un movimento aperto alle professioni, al mondo produttivo e ai cittadini”.

Ha avuto modo di sentire o incontrare l’On. Minardo?

Ci siamo sentiti telefonicamente e in quell’occasione mi ha spiegato le sue ragioni. Ho parlato anche con Angelino Alfano che mi voleva con lui nella sua nuova formazione e gli ho espresso loro tutte le mie perplessità e i miei timori sulla sua posizione nella destra ma con le mani troppo libere per muoversi. 

Da dove si ricomincia? Lei è stato eletto all’interno di un PDL che, lo ricordiamo, in provincia era commissariato ovunque.

Le premesse ora ci sono per ripartire dal merito dei singoli e dal rapporto vero con ciascun elettore, come Berlusconi ha sempre voluto. E’ stato istituito un comitato degli eletti rappresentato da tutti i parlamentari attraverso cui Forza Italia vuole capire chi devono essere i rappresentanti. I commissariamenti devono finire per sempre e io ho cercato di dare un messaggio in tal senso ancor prima della scissione. Quando sono stato nominato commissario su Comiso, infatti, mi sono dimesso e nel corso di un’assemblea ho fatto votare i dirigenti.