La bambina di Suor Sabina

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Chiariamo subito, non si tratta dell’ennesimo scoop da dare in pasto al web, alla TV o alla stampa, in questo caso non c’è nessuna Monaca di Monza o di Rieti, ma una semplice e bellissima storia di amore e di accoglienza.

Una suora in effetti di mezzo c’è, anzi, per l’esattezza ce ne sono due: Suor Sabina e Suor Rosa, Suore Carmelitane Missionarie di S.Teresa del Bambino Gesù del convento di Sampieri.

Le suore abitano una bellissima casa grande, proprio sul molo, all’inizio del lungomare e con sullo sfondo la spiaggia e la fornace Penna, lo stabilimento bruciato.

Un posto incantevole, baciato dal primo sole mattutino e scosso dal brontolìo del mare di scirocco. Un posto incantevole e invidiato, ma che le due Sorelle sentono troppo vuoto.

L’idea di accogliere qualcuno che ne avesse bisogno, magari qualcuno dei tanti migranti riuscito ad aggrapparsi incolume all’ultimo lembo d’Europa, era nell’aria già da qualche anno, ma ogni tentativo si era impietosamente inabissato nel mare della burocrazia.

L’estate Sampierota 2013 è troncata bruscamente dal tragico sbarco di migranti, seguito immediatamente dall’immane tragedia di Lampedusa e nelle suore Carmelitane, così come in tutta la comunità del comprensorio, si fa sempre più forte la voglia di fare qualcosa.

Voglia che le suore sentono diventare un dovere quando Papa Francesco esorta ad aprire i conventi ai rifugiati.

Ed ecco che a fine ottobre arriva il contatto giusto, la telefonata che sconvolge la vita delle due religiose, seguito da un sopralluogo e da una stretta di mano “Grazie Sorelle per la vostra disponibilità, grazie per avere aperto le porte del vostro cuore e della vostra casa, vi terremo in considerazione non appena ce ne sarà la necessità”.

Passano poche settimane ed il silenzio del convento è rotto dal suono del campanello. Avvolta in fasce arriva il Gesù Bambino del nostro secolo, un cucciolo d’uomo di appena 4 giorni di vita: Giuliana.

A tenerla stretta al petto è la giovane mamma Gloria, nigeriana, appena dimessa dall’ospedale dopo il parto.
Assieme a lei, provenienti da uno dei centri di prima accoglienza del Catanese, Stella e Joy, quest’ultima oggi al quinto mese di gravidanza.

La casa è abbastanza grande per accogliere anche una donna di origini caucasiche.

L’aria silenziosa del convento, così come la vita di Suor Sabina, di Suor Rosa e della comunità della parrocchia di Sampieri, si riempie di gioia e di vita.

Le donne stringono amicizia, frequentano la Chiesa locale e cercano di rendersi autonome spazzando via le iniziali difficoltà linguistiche.

La piccola Giuliana è pronta a ricevere il Sacramento del Battesimo. Suor Sabina, Suor Rosa e la Comunità locale partecipano emozionatissime.

Il Sacerdote dà inizio al rito del Battesimo rivolgendosi alla mamma con la domanda di rito:
“Che nome dai alla tua bambina?”
E Gloria: “Giuliana…Giuliana Sabina, Giuliana Sabina!”.

Guai, da quel giorno, a chiamarla solo Giuliana.

Oggi sono tornato a trovare le monache. Ho suonato e suor Sabina mi ha aperto la porta con in braccio la “sua” bambina.

Sono felici, forse un pò più stanche del solito, ma hanno dato concretezza alle parole Accoglienza, Amore e Solidarietà.

Ma le sorelle sono pronte ad ingrandire la famiglia: presto arriverà una nuova ospite e tra quattro mesi la grande festa per l’arrivo del cucciolo d’uomo di Joy.

 

Maurizio Pisana