Incontri segreti con i/le trans

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Chiaro
Le recenti vicende in merito agli ingenti guadagni (peraltro, tutti in nero!) da parte di prostitute transessuali, hanno sollevato molti interrogativi nella gente comune.
Da qui la necessità di fare un po’ di chiarezza e sfatare alcuni preconcetti in merito.

1) Chi è il/la transessuale?
“IL” transessuale è una persona nata donna che non sentendo (in modo persistente e continuativo) di appartenere al genere sessuale geneticamente determinato alla nascita, decide di “transitare” a quello maschile (Female to Male, FtM).
“LA” transessuale è invece, al contrario una persona nata uomo, ma che transita verso il genere femminile (Male to Female, MtF).
Si utilizzano quindi articoli e desinenze dei termini al maschile o al femminile, in base al sesso a cui una persona sente di appartenere.
Il sesso genetico, per alcune persone, viene percepito come una sorta di abito stretto e scomodo, indossando il quale ci si sente inadeguati e costretti. Il malessere che ne deriva diventa sempre più insopportabile…

2) Come si fa a “transitare” da un sesso all’altro?
Il processo di riattribuzione di sesso è piuttosto lungo e faticoso. Esso implica, inoltre, l’entrata in gioco di figure professionali differenti:
– in primo luogo, la persona deve rivolgersi ad uno psichiatra che diagnostichi una”disforia di genere” (che evidenzia la persistente e forte identificazione con il sesso opposto a quello geneticamente determinato).
– Solo dopo aver ottenuto questa certificazione può rivolgersi all’endocrinologo per la terapia ormonale sostitutiva (estrogeni ed antiandrogeni per le MtF, testosterone per FtM) che di per se genera uno scombussolamento notevole a livello fisico, interno e psicologico.
Deve inoltre essere assente nel genoma ogni riferimento all’intersessualità (presenza di cromosomi sessuali, genitali e/o caratteri sessuali secondari non definibili) o pseudoermafroditismo.
– Successivamente, o in accompagnamento alla terapia ormonale, la persona transessuale MtF può sottoporsi a iniziali trattamenti estetici-chirurgici (a carico della persona transessuale).
– Effettuato il trattamento ormonale, la persona transessuale può richiedere al Tribunale autorizzazione agli interventi chirurgici di conversione sessuale (penectomia, orchiectomia e vaginoplastica per le trans; mastectomia, istero-annessiectomia, falloplastica o metoidioplastica per i trans).
– Ottenuta sentenza positiva, la persona transessuale ha diritto all’intervento sui genitali a carico del SSN. Si noti che, non intervenendo su un organo malato, ma su un organo sano che però è fonte di sofferenza, si può generare in questa fase delicata ulteriore sofferenza (fisica e psichica).
– Effettuato l’intervento, la persona transessuale deve nuovamente rivolgersi al Tribunale per chiedere il cambiamento di stato anagrafico.
– Ottenuta la sentenza positiva, tutti i documenti d’identità vengono modificati per sesso e per nome, con l’eccezione del casellario giudiziario e l’estratto integrale di nascita.
Alla fine di questo percorso, per la legge italiana un transessuale FtM diventa uomo a tutti gli effetti (una MtF donna), compreso il diritto di sposarsi ed adottare.
Teoricamente dovrebbe essere difficile o impossibile risalire al sesso originario di una persona negli uffici vari, ma non sempre è così.
In ogni caso, appare ovvio che la motivazione e la forza interiore di una persona che intraprende un percorso così lungo e farraginoso deve essere di certo molto elevata, tanto da preferire tutta questa sofferenza (a vari livelli) al vivere in una condizione che non si percepisce come propria…

3) Come si definisce la persona che ha completato il processo di ri-attribuzione di sesso?
Una volta che la riattribuzione di sesso (superate le varie procedure legali, mediche con la terapia endocrina e i necessari dolorosi e costosi interventi chirurgici) è avvenuta, quella persona sia per la legge che per tutti sarà definitivamente un neo-uomo o una neo-donna.
Da allora in poi, non è più opportuno parlare di transessuale, ma di uomo o donna, appunto.

4) Ci sono differenze nel modo di percepire una persona MtF o una FtM?
La transessualità MtF sembrerebbe più stigmatizzata rispetto a quella FtM. Forse capita perché viviamo in una società prevalentemente maschilista, nella quale rinunciare alla”virilità” rappresenta, nell’immaginario collettivo, un gesto più drastico rispetto a quello D della rinuncia della femminilità.
Inoltre, si pensi a tutto ciò che comporta nel sociale, partire da una situazione originaria di “dominanza” sessuale (M), ad una posizione opposta (MtF)…
In ogni caso, preconcetti simili sono presenti un po’ anche nell’ambito dell’omosessualità maschile, rispetto a quella femminile, come se il sesso tra due uomini fosse percepito più “sporco” rispetto a quello tra due donne.

5) Un/una transessuale preferisce necessariamente avere rapporti e relazioni con persone di sesso opposto?
Le cose si complicano: un transessuale (FtM) può essere a sua volta eterosessuale, omosessuale o bisessuale, a seconda che preferisca rapporti e relazioni con persone di sesso femminile, maschile o entrambi.
Stesso discorso per la transessuale (MtF) che è eterosessuale se preferisce uomini, omosessuale se preferisce donne, bisessuale se sceglie entrambi i sessi.

6) Il transessualismo è più frequente ai giorni nostri?
La transessualità non è una scoperta dell’era moderna. Piuttosto, esso è una variazione non insolita, naturale, che è stata osservata e documentata sin dall’antichità.
In fondo, tutti gli esseri umani, per un certo periodo dello sviluppo embrionale, a partire dal sesso femmine che rappresenta una sorta di “sesso base”, hanno delle gonadi che possono svilupparsi in senso femminile o maschile.

7) Perché nell’immaginario collettivo le persone transessuali sono spesso associate alla prostituzione?
C’è da dire che, talvolta, la società stessa, attraverso lo stigma, spinge alla prostituzione, vista come l’unico lavoro possibile.
Ma è ovvio che si tratta di un’errata percezione della persona transessuale identificata con l’idea dell’oggetto sessuale, della trasgressione e della prostituzione.
Quindi, è tutta una questione culturale e di opportunità… Per fortuna, sono sempre più numerosi i/le transessuali che, sostenut* adeguatamente anche da un punto di vista psicologico, riescono a venir fuori, ad affrontare tutto ciò che comporta il difficile ed estenuante processo di riattribuzione di sesso e a svolgere lavori comuni.

8) Perché alcune transessuali (più spesso le MtF) restano più a lungo in una situazione intermedia in cui conservano gli organi genitali maschili?
Come per una legge di mercato, l’offerta risponde alla domanda. Le meretrici transessuali sembrano esercitare, oggi più che mai, una potente attrattiva per molti uomini, specie se non sono del tutto transitate al sesso cui sentono di appartenere.
Può accadere così, talvolta, che alcun* restino più a lungo in una sorta di limbo, mantenendo organi genitali originari.
I motivi possono essere dei più disparati:
– possono rendersi necessari lunghi periodi per le trafile medico-chirurgiche o in alcuni casi, problematiche mediche che possono intervenire successivamente e che contribuiscono a rallentare o ostacolare il processo di transizione;
– in altri casi, motivi più pratici possono rallentare/arrestare il processo, come, ad esempio, motivazioni, per così dire, la necessità di denaro per tutti quegli interventi non a carico del SNN o, infine, motivazioni “professionali”:
alcun* transessuali che si prostituiscono possono tergiversare e allungare i tempi proprio in virtù del proprio “mestiere” e della maggiore richiesta di transessuali donne con organi genitali maschili.

Scuro
Se ciò che riguarda l’ambito del mondo transessuale sembrerebbe, a questo punto, un po’ più chiaro, desta ancora enorme curiosità la clientela: gli “uomini per bene”, con moglie e figli (ovviamente a casa, ignari), che si rivolgevano alle case di appuntamento recentemente scovate e sequestrate.
Si è parlato di lunghe file di uomini, dediti all'”hobby” dell’andare a prostitute, specie transessuali.
Le motivazioni insite dietro tale scelta possono essere molteplici:

– Fin dall’antichità l’immaginario erotico si è nutrito di fantasie collegate a persone con caratteri sessuali di entrambi i sessi. La transessuale, nella fattispecie, più di tutti e tutto, sembrerebbe incarnare in sé l’unione di maschile e femminile: una persona dello stesso sesso in un corpo tendenzialmente del sesso opposto!
Insomma, come un contatto con il <>, con qualcosa che va al di là dei generi e che racchiude maschile e femminile insieme.

– Fare sesso con una transessuale sembrerebbe abbassare l’ansia da prestazione: con una donna che richiede appagamento, talvolta aggressiva, la preoccupazione di non essere all’altezza aumenta.
Con una donna (MtF) con genitali maschili, il rapporto sessuale sembrerebbe più rassicurante oltre che più familiare.
Non indifferente, inoltre, la possibilità di scegliere il ruolo da assumere (attivo/passivo).

– Ancora, la transessuale evoca l’immagine di una donna maggiormente disinibita che assume in sé un ideale di trasgressione, di fuoriuscita dagli schemi e dalle innumerevoli problematiche della quotidianità…
È, di certo, un qualcosa di diverso dall’andare semplicemente con una donna o un uomo che si sente in sintonia col proprio genere sessuale di origine, in cui la curiosità/attrazione verso il rischio, verso una dimensione parallela, o verso il “poco noto” può fare da padrona…

– La transessuale manifesta modi di fare e gli stili di seduzione che esaltano la femminilità.
Questo può rappresentare per alcuni uomini una motivazione non indifferente, in un’epoca in cui si appiattiscono sempre più le differenze di ruolo fra i due generi. Mutano in tale maniera le regole dell’attrazione sessuale. Accade cosi che la transessuale attragga maggiormente gli uomini rispetto ad una prostituta donna.
Magari si ricerca la stessa femminilità che le mogli hanno talvolta dimenticato…

– In alcuni casi, la ricerca di una transessuale può rendere più accettabile il desiderio più nascosto di andare con un uomo. È un po’ come a dire: “Se vado con una transessuale è meglio che andare con un uomo!”
In quei casi, la preferenza verso le transessuali può anche nascondere un pregiudizio esistente dentro se stessi, verso una eventuale propria omosessualità….

– Di certo, è bene specificarlo, preferire le transessuali non significa necessariamente essere gay. Può capitare, in persone eterosessuali (magari all’interno di coppie regolari e con figli) in forme episodiche e saltuarie che, tra l’altro, non sempre si traducono in atti sessuali veri e propri.
Ma anche innamorarsi di persone transessuali (MtF o FtM) non rappresenta niente di strano o patologico.
Specie se il processo è completato, si tratta semplicemente di uomini e donne, seppure con un codice genetico non corrispondente all’apparenza e che non possono procreare come di norma.

– Inquadrando il tutto in chiave attuale, considerata la “liquidità” della nostra società, dominata da incertezze e dall’indefinitezza in ogni campo, la ricerca di una “terra di mezzo” più facilmente incarnata da una transessuale, sembrerebbe del tutto in linea e potrebbe contribuire a spiegare l’incremento di tale tipologia di richiesta.

Concludendo…
… ciò che piuttosto dovrebbe generare curiosità, dovrebbe essere piuttosto:
– Perché permangono ancora mille pregiudizi nei confronti del “diverso da me”, di cui si finisce per parlare solo quando si crea lo “scandalo”?
– Cosa spinge un uomo (perché più frequentemente sono gli uomini i maggiori fruitori) a frequentare case di appuntamento al di là della tipologia delle preferenze?
– Cosa c’è di sbagliato nelle relazioni “regolari” tanto da condurre le coppie alla rottura o all’incomunicabilità?

Il contenuto di questo articolo ha una valenza generica e non può sostituire valutazioni relativamente a casi specifici.
Per richiedere approfondimenti, per curiosità, per domande o semplicemente per esprimere i vostri punti di vista, potete inviare una mail a: [email protected]

La rubrica “ChiarOscuro” è curata dalla dott.ssa Daniela Maimone, psicologa e psicoterapeuta www.psicologiaepsicoterapia.it
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