Stallo al Consiglio comunale di Vittoria: 16 punti all’odg, nessuno discusso

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16 punti all’ordine del giorno e nemmeno uno esitato. E’ stasi totale al consiglio comunale di Vittoria, riunitosi ieri sera in seconda convocazione e sciolto dopo un’ora appena. La civica assise conferma, così, un trend piuttosto preoccupante: tra una convocazione e l’altra possono passare settimane intere e quando finalmente si va in aula non si riesce nemmeno ad intavolare dibattiti costruttivi per il bene della città. Intanto i problemi rimangono in attesa di una soluzione, il malcontento dei cittadini cresce e Vittoria sembra ferma con le quattro frecce accese.

Tra i punti in scaletta ieri sera, in mezzo a debiti fuori bilancio vari, c’erano anche il regolamento per l’alienazione del patrimonio immobiliare e l’istituzione del registro amministrativo delle unioni civili nonché diverse mozioni sullo stato di avanzamenti dei lavori nella caserma dei vigili del fuoco,  sull’utilizzo di un immobile confiscato alla mafia, sul decoro urbano e la programmazione turistica ma i lavori si sono arenati già al punto 1 quando il capogruppo di SEL, Mariella Garofalo, ha denunciato l’impossibilità da parte del consiglio di approvare la variante al PRG. Lapidaria la replica del Presidente Di Falco: “Finché l’atto non è completo non può approdare in consiglio”. Risultato? L’opposizione ha abbandonato l’aula facendo venir meno il numero legale e tutti a casa.

“Siamo andati via perché avremmo voluto all’ordine del giorno il PRG invece abbiamo trovato solo i debiti fuori bilancio che i 13 consiglieri di maggioranza si possono anche approvare da soli. Il fatto è che ormai non hanno i numeri neanche per questo perché loro stessi non si presentano in aula. Evidentemente c’è un’amministrazione allo sbando e lo dimostra il fatto che molti atti importanti finora sono passati solo grazie all’opposizione. Noi, infatti, siamo sempre pronti per gli atti finalizzati al bene della città ma i loro debiti se li devono approvare e pagare loro”.

 

Consigliere Garofalo, quello che passa, però, è il messaggio di un consiglio comunale inconcludente…

Dal 19 dicembre, ultima volta che la variante è stata portata in consiglio e la maggioranza non ha avuto neanche i numeri per approvarla, l’amministrazione ha ritirato l’atto e non abbiamo avuto più notizie. Questo è un gioco delle parti tra Presidente del consiglio e Sindaco, con Nicosia che dice a Di Falco di approvarlo ma noi impossibilitati a farlo perché tra i punti da esaminare non ce l’abbiamo nemmeno! Noi come opposizione siamo pronti non tanto ad approvarlo ma ad emendarlo in modo da modificare quello che non ci piace ma la verità è che stanno aspettando che dalla Regione arrivi il Commissario ad approvarlo come vogliono loro.

 

Alla fine quindi tutti a casa e anche il registro sulle unioni civili può aspettare mentre tutti gli altri comuni se ne stanno via via dotando…

Anche di questo non si può nemmeno discutere perché già a priori si sa che parte della maggioranza non è d’accordo. Ci vogliono 16 si per un regolamento e loro sono 13 e nemmeno tutti concordi. Poiché è un atto che non può tornare una seconda volta in consiglio dopo la trattazione, parlarne significherebbe bocciarlo. Loro aspettano di avere i numeri ma non so come devono raggiungerli. Anche su questo noi siamo pronti a confrontarci ma se loro stessi non si presentano per un fatto etico e di religione, in quanto la parte d’ispirazione cattolica non vuole votarlo, abbiamo le mani legate.

 

Dalla maggioranza la presa di posizione è unanime. “Si è eletti per votare gli atti responsabilmente e non per giocare con i numeri – dichiara il capogruppo del Megafono Pippo Scuderi – invece non ci sembra che loro siano particolarmente preoccupati di aver fatto saltare la trattazione su argomenti importanti. Si lamentano sui giornali delle mancate convocazioni del consiglio ma poi bloccano tutto e vanno via. Questa sera avremmo potuto approvare il regolamento per l’alienazione dei beni comunali dal quale sarebbero derivati considerevoli introiti per l’ente invece non si è potuto discutere di nulla. Nemmeno di unioni civili o diretta streaming”.

E un’altra polemica ha riguardato, ieri sera, proprio la mancanza delle telecamere che avrebbero dovuto riprendere i lavori. Tutto scivola via, quasi nell’indifferenza totale. Al consiglio comunale di Vittoria è pieno letargo, l’ultima speranza è riposta nell’ormai imminente arrivo della primavera.