Razionalizzazione istituti scolastici, interviene Rustico

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Il sindaco Piero Rustico è intervenuto in merito alle faziose e ingiustificate polemiche sulla questione della recente razionalizzazione degli Istituti Comprensivi della città con la dichiarazione che segue: «È sempre molto più difficile, nell’ambito della nostra società, ritrovare gente capace di riflessioni personali suffragate da elementi di conoscenza oggettiva. Nella maggior parte dei casi si assiste ad una superficialità di giudizio nei confronti dell’operato altrui frutto spesso delle influenze subite da parte di chi riesce ad imporre i propri punti di vista, senza che ci sia una doverosa riflessione sulla loro obiettività e su quanto, invece, siano frutto di puri egoismi. In una società dove il tornaconto personale è il motore della vita di molti, è difficile che questi riescano ad accettare che ci sia qualcuno che uscendo fuori da un coro stonato cerchi di agire con equilibrio. Ciò, per quanto stridente con una mentalità egoistica, è comunque il dovere di un Primo Cittadino. Questo principio di equità è quanto sin dal 2011, in occasione delle procedure di dimensionamento delle scuole avviate dall’assessorato regionale, ho inteso attuare, in linea con i miei principi, intervenendo nel particolare della situazione delle scuole del primo ciclo d’istruzione presenti a Ispica. Con il dimensionamento, come operato in quell’anno a causa di interessate pressioni in sede regionale, non mi fu possibile però raggiungere tale obiettivo. Una scelta regionale, che discostandosi dalla proposta avanzata dalla Giunta Municipale con la deliberazione n. 166 del 10/11/2011, ritenne di limitarsi ad inglobare l’Istituto Comprensivo “Einaudi”, allora già privo di una propria autonomia amministrativa, al Circolo Didattico “Padre Pio” per ottenerne un unico Istituto Comprensivo con la presenza di mille alunni. L’accorpamento allora operato dall’assessorato regionale risolse in maniera tecnica la situazione delle due citate istituzioni che non risultavano essere a norma ma nulla operò nei confronti dell’Istituto “Leonardo da Vinci” il quale, rispondendo a tutti i criteri previsti dalla legge, non fu coinvolto in quell’operazione che avrebbe potuto comunque migliorare la sua posizione in termini di numero di alunni che risultava essere di poche unità superiore al limite minimo previsto. Situazioni come quest’ultima non sono state poche nel territorio nazionale tanto da determinare il MIUR a dare disposizioni, con nota ministeriale n. 2828 del 20/12/2013, per l’avvio di una procedura di razionalizzazione della rete scolastica al fine di renderla più rispondente alle esigenze del territorio evitando nel contempo sprechi in termini di risorse economiche. Si è così palesata l’occasione per rivedere quelle situazioni di criticità come nel caso della nostra Ispica dove, per il citato effetto del dimensionamento del 2011, sussisteva uno squilibrio numerico tra gli iscritti in ognuno dei due istituti: mille alunni al “Padre Pio” e seicento al “Leonardo da Vinci”, quindi, quest’ultimo, potenzialmente prossimo alla perdita della sua autonomia. Da qui l’esigenza di evitare che nella città si perdesse l’opportunità di avere due Istituti Comprensivi che garantissero una sana e costruttiva competizione tra loro, utile ad assicurare all’utenza un’offerta formativa dinamica e al passo con i tempi, e la mia determinazione a proporre l’annessione della scuola primaria “Sant’Antonio” all’Istituto “Leonardo da Vinci” in sede di Conferenza Provinciale istituita a proposito della razionalizzazione e della quale sono stato chiamato a far parte a seguito della designazione fatta dalla Conferenza Provinciale dei Sindaci. Tale proposta era stata preventivamente comunicata ai Dirigenti dei due istituti interessati, il prof. M. Di Pasquali e la prof.ssa R. Marturana, da me contemporaneamente riuniti in Municipio in due diverse occasioni in cui, comunque, mi dimostrai pronto ad accogliere qualunque indicazione tra loro condivisa che consentisse un’equa distribuzione del numero degli alunni ai due Istituti Comprensivi. Non essendomi pervenuto nulla in merito che fosse espressione di condivisione da parte dei due Dirigenti, come loro comunicato nei due incontri, in sede di Conferenza Provinciale diedi seguito a quella che era sin dal 2011 l’idea dell’Amministrazione Comunale di dimensionamento degli Istituti Comprensivi a Ispica, proposta che fu deliberata all’unanimità. Tutti i componenti, infatti, riscontrarono nella mia proposta la soluzione utile a garantire l’autonomia dei due Istituti e, soprattutto, un’equa distribuzione del territorio cittadino ai due Istituti. Quanto deliberato dalla Conferenza Provinciale è stato, inoltre, facilmente e immediatamente consultabile da parte dei Dirigenti di tutta la provincia che ne fossero interessati. Ritengo a questo punto doveroso sottolineare che l’iter da me seguito nella vicenda è totalmente rispondente a quanto previsto dalla norma in merito, come si può ben desumere dagli atti, ed è stato da subito espressione della mia volontà di apertura al dialogo e di volontà di trasparenza nei confronti delle due scuole. Purtroppo i recenti interventi, a cui stiamo assistendo, ancora una volta faziosi e soprattutto sollecitati dal freddo interesse a politicizzare ciò che di politico non ha nulla, sono segno della pochezza di chi ha come fine ultimo della propria esistenza l’interesse personale anche se a discapito di un’intera cittadinanza. È tristemente stato dato vita ad un processo di terrorismo posto in essere da chi, per interesse personale, sta creando ingiustificate tensioni tra i genitori, alcuni di loro parlando addirittura senza averne né titolo e, ancora peggio, competenze e conoscenze adeguate, veicolando messaggi nei quali difficilmente spettatori ignari intravedono interessi che hanno solo il sapore di una campagna elettorale o di soddisfacimento di un interesse personale che, in qualche caso, ruota attorno a pochi anni di scuola primaria dei propri figli. Ogni cittadino ha il diritto di essere informato, ma ha anche il dovere di ascoltare tutte le opinioni e le esigenze e scegliere ciò che è a vantaggio di una comunità e non a vantaggio dell’interesse personale di pochi sobillatori. Abbiamo tutti l’obbligo di non dimenticare mai che la scuola è il luogo di educazione per eccellenza e tale ha il dovere di essere e di essere considerata in ogni occasione che la coinvolge».