Cava dei modicani nuovamente a rischio chiusura

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Immagine di repertorio

Riflettori nuovamente puntati sulla discarica di Cava dei Modicani a Ragusa, per il paventato rischio di chiusura anticipato del sito, paventato dalla ditta Costanzo Costruzioni che lo gestisce. Immediato l’intervento della cgil che ha chiesto al Prefetto di Ragusa, Annunziato Vardè, la convocazione urgente di una conferenza di servizio, con la presenza delle parti in causa, dunque la Ditta Costanzo costruzioni, i commissari della SRR di Ragusa, il collegio dei liquidatori dell’ATO – Ambiente, il commissario della provincia regionale di Ragusa, ai Sindaci e agli assessore all’ambiente di Ragusa, Chiaramonte Gulfi – Monterosso Almo e Giarratana.

Le motivazioni, questa volta, riguardano la grave crisi gestionale che caratterizza la discarica sub comprensoriale di Ragusa.

La ditta Costanzo Costruzioni, con nota dello scorso 20 marzo, ha comunicato alla Funzione pubblica della Cgil e a tutti i soggetti interessati, la volontà di risolvere anticipatamente il contratto di servizio la cui scadenza naturale è fissata per il prossimo 21 ottobre. Nella stessa nota, sempre da parte della ditta, è stato comunicato che altresì, non può garantire lo svolgimento delle attività necessarie per la regolare gestione della discarica non escludendo la chiusura totale dell’impianto.
“I motivi che hanno indotto l’Amministratore unico dell’ Impresa a prendere questa difficile decisione – ha dichiarato Giovanni Lattuca segretario provinciale della F.P. Cgil – è stata l’ enorme esposizione finanziaria nei confronti di ATO e SRR pari a un milione e mezzo di euro e la mancata emissione dei certificati di pagamento mensile che comprova lo svolgimento del servizio così come previsto dal vigente contratto di gestione”. Lattuca ricorda come 3 anni fa, la ICOM di Milano, impresa che ha gestito le discariche di Scicli e di Vittoria, è fallita per gli stessi motivi, lasciando a casa sei lavoratori.
“Pertanto – sottolinea l’esponente della camera del lavoro – è necessario salvaguardare gli attuali livelli occupazionali per gli undici addetti, non fare chiudere l’unico impianto della provincia ed evitare il fallimento della ditta Costanzo che fino ad oggi, nonostante le enorme difficoltà, ha sempre garantito gli stipendi ai propri dipendenti”.