Poca Giustizia: che cosa succede se chiude il Tar di Catania

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Come se non fossero stati già abbastanza devastanti gli effetti della mannaia che si è abbattuta sul sistema giudiziario siciliano e in particolari modo ibleo, con la chiusura del Tribunale di Modica e dei giudici di pace di Comiso, Scicli e Ispica, adesso il Sud Est si accinge anche a perdere il proprio riferimento per quanto riguarda la giustizia amministrativa.

L’articolo 18 del decreto legge sulla Pubblica Amministrazione, che il consiglio dei Ministri ha discusso nei giorni scorsi, prevede infatti la soppressione di otto sedi distaccate dei Tribunali amministrativi regionali e in particolare quelle di Pescara, Reggio Calabria, Salerno, Parma, Latina, Brescia, Lecce e Catania. La chiusura dovrebbe concretizzarsi già a partire dal prossimo 1 ottobre. In particolare l’art. 18 aggiunge: “Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro il 15 settembre 2014, sono stabilite le modalità per il trasferimento del contenzioso pendente presso le sezione soppresse, nonchè delle risorse umane e finanziarie, al tribunale amministrativo della relativa regione. Dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, i ricorsi sono presentati presso la sede centrale del tribunale amministrativo regionale”.

Non si sono fatte attendere le prime reazioni. L’ANMA, Associazione Nazionale dei Magistrati Amministrativi, nel suo comunicato stampa ha definito “preoccupante” l’intervento del Governo sulle sezioni staccate dei TAR ed ha lamentato che ”manca una seria valutazione delle effettive ricadute in termini organizzativi, di risparmio di spesa, di funzionalità degli uffici giudiziari”.
Posizioni nette e decise giungono dalle parole dei Giudici presso i TAR soppressi.

Il Presidente del Tar di Catania Salvatore Veneziano, ha dichiarato: “Questa riforma risponde forse più esigenze di immagine del governo, di volere tagliare: ma i benefici di efficienza e economici sfumano, soprattutto per le grandi sedi“. Veneziano, inoltre, ha puntualizzato il fatto che “il numero di sezioni, quattro contro tre, e i contenziosi, sono superiori rispetto alla sede di Palermo”.
Sempre a Catania, l’associazione di avvocati Amministrativisti.it, ha già indetto un’adunanza straordinaria presso l’aula convegni dello stesso TAR etneo, per domani, martedì 17 giugno, alle ore 15. “L’intento” spiegano “non è soltanto quello di criticare questa scelta governativa, in effetti a dir poco inspiegabile, e chiederne l’immediata soppressione; vogliamo anche e soprattutto celebrare la Giustizia Amministrativa, insieme a Giudici e personale del TAR, ribadendone efficacia ed imprescindibilità, ed avviare insieme un percorso condiviso di rafforzamento ed evoluzione”.

Dalla provincia di Ragusa alza la voce l’assessore alla Legalità del Comune di Vittoria, Piero Gurrieri, anche nella veste di vicepresidente nazionale di Avviso Pubblico, che ha dichiarato: “Si tratta di una misura incomprensibile che rischia di compromettere ulteriormente lo stato della giustizia italiana, senza peraltro essere supportata da reali ragioni di semplificazione o di oculatezza nell’utilizzo delle pubbliche risorse. Al di là della previsione costituzionale della istituzione di sezioni staccate dei tribunali amministrativi in alcune regioni e dell’assenza delle circostanze di necessità e di urgenza che possano giustificare il ricorso ad un decreto legge, a creare seria preoccupazione è la scomparsa di importanti presidi di legalità, chiamati peraltro a tutelare i diritti dei cittadini nei confronti degli atti delle pubbliche amministrazioni, in territori alcuni dei quali ad altissimo rischio di infiltrazioni criminali. La misura appare oltretutto illogica, anche considerato che alcune delle sedi che si intendono sopprimere, come quelle di Catania e di Lecce, presentano un peso in termini di cause pendenti, e un trend riferito a quelle annualmente instaurate, superiori a quelli delle sedi dei capoluoghi di regione ed addirittura di molti altri tribunali italiani. Per questo, sarà bene che il Governo riesamini tempestivamente questo provvedimento, anche alla luce dei condivisibili rilievi espressi ieri dall’associazione italiana dei magistrati amministrativi e, in particolare, dai presidenti dei Tar di Catania e di Lecce”.