L’alga tossica, la salute e le polemiche. Il sindaco Nicosia risponde così

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Foto di repertorio

L’alga tossica che ha causato il divieto di balneazione nella Spiaggia 7 di Scoglitti non smette di creare preoccupazioni, malumori e polemiche.
Queste ultime vengono dai bagnanti e dagli operatori del settore, poiché nel posto di chiusura insistono varie attività commerciali che hanno visto danneggiati i propri affari proprio in corrispondenza del Ferragosto.
A queste proteste, oggi, il sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, si è sentito in dovere di rispondere.
“Leggo sui giornali” dichiara il primo cittadino “le reazioni di bagnanti e operatori turistici all’apposizione del divieto di balneazione in una zona delle Spiaggette. È ovvio che il divieto si è basato su dati certi forniti dall’Arpa: non conosco altri organismi cui fare riferimento”.

Qualche operatore turistico ha chiesto il perché il divieto sia stato imposto solo in quella zona: “Rispondo che quella è la zona indicata con precisione dall’Arpa e individuata grazie all’aerofotogrammetria (un’attività utile al rilevamento delle caratteristiche del terreno non facilmente percepibili al livello del suolo, ndr). L’Arpa ha specificato di avere effettuato anche altri prelievi a campione in altre zone, ma la presenza dell’alga tossica è stata rilevata solo lì. L’assessore Dezio ha sollecitato nuovi prelievi, utili a verificare se si è risolto il problema, se lo stesso permane e se vi sono altri punti di insalubrità lungo la costa. Fino a prova contraria, le altre spiagge al momento sono sicure”.

Perché i controlli sono stati effettuati a ridosso di Ferragosto? “I controlli dell’Arpa sono periodici, quello che ha evidenziato la presenza dell’alga tossica è stato effettuato l’11 agosto”.
E ai bagnanti che chiedono se il problema della tossicità sia circoscritto all’acqua o se vi siano rischi anche fuori dal mare, il sindaco risponde sicuro: “Pare che in alto mare non vi siano problemi, perché il rischio sarebbe legato ai bacini con scarso ricambio d’acqua, e che anche la semplice vicinanza all’acqua può causare problemi. Ma gli esperti affermano che la sensibilità varia da persona a persona. Ricordo che l’anno scorso, in una spiaggia di Palermo, si registrarono malori per diverso tempo, e si scoprì che la causa era proprio la presenza di quest’alga. Comunque, le informazioni tecniche sono facilmente reperibili su Internet, dove è pubblicata anche la circolare dell’Arpa su questo argomento”.

Infine, a chi ha visto nella chiusura dello spazio acqua un particolare disegno teso a danneggiare un privato piuttosto che un altro, Nicosia replica così: “Sono risibili esternazioni di un albergatore, che denota di avere a cuore esclusivamente il proprio interesse personale e che si trova in evidente conflitto d’interessi con il ruolo di rappresentante del movimento politico cittadino Patto per Vittoria, spiace constatare che lo stesso soffre di eccessivo personalismo. Nessuno ha mai fatto riferimento al suo stabilimento balneare, e comunque il suo interesse ad affittare qualche sdraio o qualche ombrellone in più non può certo ostacolare la pubblica amministrazione nella sua doverosa attività di informazione, necessaria per evitare pericoli alla salute. Appena ho appreso la notizia, l’ho diffusa immediatamente: nella prima comunicazione ho parlato di zona Spiaggette, e dopo meno di un’ora ho specificato che la zona interessata era quella sottostante la Via Amalfi. Nell’ordinanza a mia firma viene chiaramente indicata la spiaggia numero 7. Proprio in spiaggia, l’assessore Dezio e i volontari della Protezione civile hanno informato i bagnanti sull’esatta individuazione della zona. Resta fermo il fatto che, trattandosi di un’alga, che non ha fondamenta né ancoraggi, sono possibili spostamenti. Per concludere voglio dire che non temo le minacce di un operatore turistico in conflitto d’interessi con il ruolo politico che ricopre: semmai siamo pronti ad adire noi le vie legali nei confronti di chi fornisce false informazioni e denigra l’immagine della città e di Scoglitti, e nei confronti di chi ostacola la conoscenza delle situazioni di pericolo”.