Non proprio “pronto” il soccorso a Modica, secondo il sindaco Abbate

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Che le attese al Pronto Soccorso abbiano tempi incompatibili e spesso insostenibili per coloro che vi sono accorsi per chiedere aiuto, non è certo una novità. Ma in questi ultimi giorni e in particolar modo in coincidenza con Ferragosto, con il personale sanitario evidentemente “decimato” dalle ferie, la situazione si è parecchio aggravata: quattro o cinque ore di attesa per i codici diversi dal “rosso” registrati al triage, e arrivi col 118 sempre più frequenti anche per colpa del caldo e dei facili malori per i più anziani.

E le molte lamentele per i ritardi nella gestione delle lunghe attese al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore hanno spinto il sindaco di Modica Ignazio Abbate a scrivere ai vertici della sanità regionale, al Prefetto di Ragusa Annunziato Vardè e al Direttore Generale dell’Asp 7 Maurizio Aricò.
“Le lunghe code cui sono costrette migliaia di persone”, ha fatto presente Abbate: “non possono essere giustificate da mancanza di personale o strutture inadeguate, laddove l’Ospedale Maggiore si è sempre distinto come il fiore all’occhiello della Sanità iblea. Ho solo bisogno di sapere, come sindaco e massima Autorità Sanitaria: chi è dunque il nostro interlocutore? Dovremo attendere forse che qualche paziente perda la vita per la mancata prontezza di un servizio indispensabile per la collettività prima di correre ai ripari?
In tal caso di chi saranno poi le responsabilità morali e materiali? Noi saremo sempre vigili per evitare che alcune scelte possano fare male all’intera collettività, il cui interesse è solo quello di poter avere servizi adeguati ed efficienti a tutela della propria salute.
Ci aspettiamo un intervento immediato ed efficace, un atto di coraggio che superi le logiche contingenti per accogliere una legittima richiesta del territorio. Non attenderemo oltre, nell’incertezza e nella vaghezza delle risposte”.

Abbate annuncia sin d’ora l’intenzione di avviare una vera e propria mobilitazione intorno a questo tema: “Se occorre alzare la voce per far decidere chi tentenna lo faremo senza esitazione, anche a costo di sacrificare il nostro animo moderato e trasformarlo in protesta dura e che coinvolgerà anche le Città del comprensorio“.

“Da troppo tempo”, continua Abbate “assistiamo ad un incredibile balletto di responsabilità tra le istituzioni locali e regionali che sta provocando un grave nocumento ai cittadini di questo enorme bacino di utenza.
Mentre la Giunta di Governo è ignara di ciò che accade, l’Assessorato Regionale alla Sanità non autorizza nulla per evitare di scontentare altri che premono affinché l’ospedale Maggiore di Modica continui ad essere penalizzato in assenza delle prescritte condizioni propedeutiche”.

Si ripropone, ancora una volta, il problema dei finanziamenti: “Il guaio è che si fanno tante riunioni, si ascoltano tante promesse, ma poi, appena ci si allontana da Modica, ci si dimentica dell’Ospedale. Senza soldi le condizioni del nostro sistema sanitario non potranno mai migliorare”.

[Fonte: La Sicilia ]