Quelli che, a Ragusa, rifiutano i 300 euro dei lavori socialmente utili

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Indigenti sì, ma con tanta voglia di lavorare. Non tutti, però.
C’è anche chi rifiuta i soldi che il Comune dà in cambio di qualche attività di pubblica utilità.

È un quadro interessante quello che offre la prima fase del progetto dell’assegno civico promosso dall’Amministrazione comunale di Ragusa. L’idea di fondo, come ha chiarito l’assessore ai Servizi sociali, Flavio Brafa, è quello di chiudere con il vecchio sussidio, dando la possibilità di un aiuto economico alle fasce più deboli in cambio di un impegno in lavoro utili per la collettività: dalla scerbatura delle strade alla custodia delle ville.

Il progetto, partito da alcune settimane, ha già fatto registrare un importante risultato.
“Sulla base di quanto appurato dagli uffici tecnici” spiega Brafa “buona parte delle persone impiegate nei vari servizi ha lavorato con grande impegno. Questo ha consentito di attuare una modifica nel progetto per quanto riguarda l’orario. In pratica ciascun soggetto percepirà sempre i trecento euro previsti ma effettuando solo sessanta e non centoventi ore. Questo proprio perchè il lavoro è stato portato a termine in modo celere ed efficace”.
I trecento euro costituiscono la base, mentre vengono assegnate altre somme secondo il carico familiare.

C’è un altro aspetto positivo di questo nuovo approccio all’assistenza sociale. La formula del lavoro di pubblica utilità ha permesso una “scrematura” nella graduatoria di quanti hanno fatto richiesta di sussidio.
In pratica su 250 persone contattate in questa prima fase del progetto, una ottantina hanno rifiutato o non si sono nemmeno presentate per lavorare.

In buona sostanza sembra essere avvenuta una divisione tra chi aveva davvero bisogno ed è pronto a rimboccarsi le maniche e chi era in graduatoria sperando di ricevere l’aiuto economico senza far nulla.
In graduatoria sono circa 600 le persone. Nei prossimi mesi tutte saranno avviate a fare questi lavori, mentre chi ha rifiutato difficilmente potrà chiedere altre forme di sostegno.

Dell’andamento dell’iniziativa è soddisfatto l’assessore Brafa che, insieme agli uffici, ha seguito le varie fasi della progettazione e dell’esecuzione. Sul fronte cantieri di servizio, invece, ancora tutto tace alla Regione. Il Comune ha tutto pronto per partire, ma da Palermo non arriva ancora il decreto.