Piccitto come Pisapia e Fassino. Sulle unioni gay dice (su Facebook) no ad Alfano

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Non sarà una presa di posizione forte ed eclatante come quella del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia (“Oggi pomeriggio ho firmato personalmente, in qualità di ufficiale di Stato Civile, la trascrizione di sette matrimoni tra persone dello stesso sesso che si sono celebrati all’estero”), ma anche il primo cittadino di Ragusa – da tempo impegnato nel riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali e nella battaglia contro l’omofobia – dice di fatto un secco “NO” (anche lui via Facebook), alla circolare con cui il ministro Alfano ha chiesto di cancellare tutte le trascrizioni delle unioni tra persone dello stesso sesso contratte all’estero perché le registrazioni sono di competenza dello Stato.

Una circolare e una “posizione” politica, quella del responsabile del Viminale, che hanno scatenato la protesta di centinaia di sindaci in tutti Italia, a cominciare dal sindaco di Bologna Virginio Merola, che sul tema si era già scontrato col rappresentante del governo nella provincia, e poi ha esplicitamente dichiarato che non obbedirà alla “stupida circolare” di Alfano, perché rispondere così “a questioni che riguardano la vita concreta di tante persone non è solo burocratico, ma è anche tragicomico. Nessun motivo di ordine pubblico impedisce la trascrizione. Se vogliono annullare gli atti delle trascrizioni dei matrimoni contratti all’estero lo facciano”, dice. “Io non ritiro la mia firma. Lo facciano dunque ma non nel nome di Bologna, che come sindaco rappresento. Io non obbedisco”.

48 ore dopo, è toccato, appunto al sindaco pentastellato di Ragusa, dire la sua, in merito alla circolare inviata dal Ministero dell’Interno. Tenendo conto di un fatto non secondario: Ragusa è tra i primi comuni in Italia ad essersi dotato di un apposito registro per le unioni civili al fine di garantire pari diritti a tutti i cittadini.
E sebbene, ancora, nessuna coppia abbia pensato di iscrivervisi, il registro è da mesi pienamente operativo.

E sposando, poi, le posizioni del collega di Torino, il piedino Piero Fassino, anche Federico Piccitto chiede a gran voce che venga colmato l’attuale vuoto normativo sulla questione. Ma, dice: “non tramite circolari dalla dubbia legittimità, che esporrebbero i comuni a contenziosi giuridici. Piuttosto mi aspetto che il Parlamento dia finalmente seguito alla sentenza della Corte Costituzionale n. 138 del 2010 e legiferi”.

Ecco il messaggio di Piccitto su Facebook:

La direttiva inviata dal Ministero dell’Interno che invita i Comuni a non trascrivere le unioni tra persone dello stesso sesso celebrate all’estero, è quanto meno incomprensibile, tanto più che il Comune di Ragusa si è già dotato, da mesi, di un registro per le unioni civili.
Per questo non ci opporremo alle trascrizioni, anche perché piuttosto che emanare circolari sarebbe opportuno riempire al più presto il vuoto normativo esistente su questo tema, di civilità prima che di diritto.
E comunque il Parlamento ha già gli strumenti per farlo, dando seguito alla sentenza della Corte Costituzionale n. 138 del 2010 e legiferando in materia in tempi rapidi.
Magari sarebbe meglio, credo, occuparsi di estendere i diritti, anche su altre questioni ancora in fase di stallo, piuttosto che limitarli.