Ai ragusani piace sposarsi in Comune. E resta vuoto il registro delle unioni civili

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A Ragusa aumentano i matrimoni con rito civile, un dato in linea con la tendenza nazionale, che sottolinea addirittura il sorpasso rispetto alle celebrazioni religiose nelle regioni dell’Italia settentrionale.

Settembre si chiude con un dato interessante: a Palazzo dell’Aquila in questo mese sono stati celebrati 18 matrimoni con rito civile, quasi tutti svolti in orario di ufficio, per la maggior parte in sala Giunta, ed eseguiti dai funzionari del settore Stato Civile comunale.

Si tratta della prassi più economica, che richiede il pagamento minimo della tariffa imposta dall’ente, ovvero 150 euro. E se in minima parte si tratta di coppie che hanno deciso di risparmiare sulle nozze, in generale questa tendenza è dovuta alla volontà dei futuri sposi di non rinunciare comunque ad una cerimonia in un luogo suggestivo, come quello che poteva rappresentare una delle splendide chiese del territorio cittadino.
Ciò determina che moltissime coppie svolgono i riti obbligatori al Comune qualche giorno prima, per poi affittare una villa oppure una location decisamente più accogliente, dove celebrare un rito simbolico e festeggiare alla presenza di amici e parenti.
Questa macchinosa prassi è causata dall’impossibilità, finora, di celebrare le nozze, anche civili, in luoghi di pertinenza non comunali, anche se l’Amministrazione comunale ha approvato un bando pubblico esplorativo per la concessione, in comodato gratuito, al Comune di Ragusa, di immobili storici, agriturismi, strutture private del territorio comunale per la celebrazione di matrimoni con il rito civile.

Tornando ai numeri: quelli sono sicuramente in crescita. Se nel 2013, dal mese di gennaio al mese di settembre, i matrimoni con rito civile non arrivavano a 70, nello stesso periodo del 2014 solamente a Palazzo dell’Aquila sono state officiate circa 80 unioni in sala Giunta e aula consiliare, alle quali vanno sommate le 2 nei locali della delegazione comunale di Marina di Ragusa, le 7 presso l’auditorium San Vincenzo Ferreri e le 14 presso il Castello di Donnafugata.
Dal punto di vista economico, l’introito per le casse comunali, nel periodo di riferimento, ammonta a poco meno di 20mila euro.

Anche a Ragusa, in linea coi dati Istat, aumentano le convivenze, eppure i dati relativi all’adesione al registro delle unioni civili sono decisamente in controtendenza rispetto alle dinamiche nazionali.

Istituito a Palazzo dell’Aquila a fine gennaio 2014, salutato come un segno di maturità ed apertura della città nel riconoscimento di un diritto civile per i nuovi nuclei familiari, il registro è ancora vuoto.
Attualmente, conferma Maria Grazia Iacono, la responsabile del servizio presso l’Ufficio Stato Civile, nessuna coppia si è ancora iscritta sebbene il registro sia attivo e di immediata ricezione.