Abbate e le Posizioni organizzative: a Modica in ritardo di un anno il pagamento

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Palazzo San Domenico, a Modica, uno dei comuni che non ha ancora approvato il bilancio di previsione

È in ritardo da più di un anno il pagamento delle posizioni organizzative del Comune di Modica: la questione è oggetto di un’interrogazione da parte del consigliere comunale del Partito Democratico, Ivana Castello.
“Una delle scelte politiche di cui il sindaco si è sempre vantato”, spiega: “è quella di aver sostituito le figure dirigenziali con le posizioni organizzative. Ne ha, quasi alla noia, pubblicizzato l’enorme risparmio economico, a mio avviso inesistente, ma, non ha mai parlato dei problemi scaturiti da tale scelta. Mi riferisco, in particolare, ai danni cagionati con la mancata corresponsione delle retribuzioni accessorie. Tutte quante gravanti sul Fondo Salario Accessorio appositamente istituito in bilancio.
Nel 2013, prima di incrementare le Posizioni Organizzative da 3 a 14, nel Fondo giacevano le somme sufficienti a coprire entrambe le voci. Con l’aumento introdotto, però, lei ha messo a rischio l’erogazione delle indennità dei dipendenti, tant’è che da più di un anno ne ritarda il pagamento. Oggi, tuttavia”, spiega ancora Castello “l’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali ha disposto, per tutti i Comuni dell’Isola, l’erogazione del 60% della terza trimestralità. A Modica, in particolare arriveranno 353.790,43 euro. Chiedo al sindaco se non ritenga opportuno rimediare ai disagi causati con le sue scelte sornionamente disaccorte, impiegando questa risorsa per recare un po’ di sollievo ai dipendenti comunali“.

Proprio in questi giorni, con un altra interrogazione, Castello è tornata anche sull’argomento Tasi, facendo in particolare riferimento al fatto che la legge stabilisce che il Comune deve procedere alla “individuazione dei servizi indivisibili e all’indicazione analitica, per ciascuno di tali servizi, dei relativi costi alla cui copertura la Tasi è diretta”.

Il sindaco, ha spiegato Castello: “non ha mai fornito l’elenco analitico dei costi così come la legge impone, con la conseguenza che i cittadini pagano senza sapere per cosa stanno pagando e perché stanno pagando quasi il doppio di quanto previsto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Desidero che il sindaco spieghi a me e ai cittadini le ragioni per cui ha imposto una aliquota tra le più alte d’Italia. Non lo chiedo con spirito polemico. So che il sindaco conosce bene i servizi (indivisibili) che il Comune eroga ai cittadini e che, certamente, sono i cittadini a non accorgersi di essi. Prego il sindaco” continua Castello: “di voler discutere la presente interrogazione al primo Consiglio utile e di approfittare dell’appuntamento per smentirmi facendo due belle dimostrazioni: spiegandomi qual è la struttura dei servizi indivisibili che ha organizzato per i cittadini; fornendomi l’elenco analitico dei costi di ciascuno di essi, che provvederò, io stessa, a rendere pubblico”.