La “banda di Google maps” nuovamente arrestata dai carabinieri di Ragusa

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Sono stati nuovamente arrestati due dei tre rapinatori che lo scorso 21 ottobre avevano depredato una banca a Giarratana, quando furono fermati dai carabinieri con il malloppo ancora in mano. I militari e la Magistratura li ritengono responsabili di altri due colpi, a Comiso e a Piedimonte Etneo.

Questa la ricostruzione dei fatti nel comunicato dei Carabinieri di Ragusa:

Lo scorso 21 ottobre, era un martedì, poco dopo le ore 11 del mattino, due giovani erano entrati presso la filiale di Giarratana della Banca agricola popolare di Ragusa e, minacciati i presenti con un taglierino s’erano fatti consegnare i contanti presenti nelle casse: quasi diecimila euro.

Immediata la chiamata in caserma a Giarratana, dalla quale i carabinieri si sono lanciati verso la banca ma non sono riusciti a bloccare la fuga dei tre rapinatori che però sono stati visti fuggire e quindi subito inseguiti. Nel corso dell’inseguimento, ovviamente, i carabinieri giarratanesi hanno informato la centrale operativa 112, che ha provveduto a convergere sul posto un elicottero del 15 elinucleo CC di Catania e tutte le pattuglie della compagnia di Ragusa e del Nucleo investigativo provinciale.

La pattuglia di Monterosso Almo ha incrociato l’auto dei fuggitivi non lontano dalla Stazione CC ed è riuscita a raggiungerli, subito affiancata da quella di Giarratana e poco dopo da un’altra dei CC di Ragusa Ibla. Il primo dei rapinatori, mentre tentavano d’allontanarsi dall’auto ormai inutilizzabile (non solo i CC avevano annotato modello colore e targa ma i tre avevano anche finito per imbottigliarsi in una strada senza uscita), è stato fermato immediatamente, con l’ausilio anche di un collega effettivo a Vittoria ma residente a Monterosso e libero dal servizio. Gli altri due si sono nascosti nel bosco ma sono bastati pochi minuti di ricerche con l’aiuto dell’elicottero e dei residenti per riuscire a stanare entrambi.

Nell’auto (di proprietà della madre di uno dei tre) l’intero bottino, nonché taglierini e materiali per il travisamento (parrucche e occhiali da sole) e telefonini.
I militari dell’Arma di Monterosso erano andati incontro ai rapinatori poiché convinti che avrebbero tagliato in direzione Vizzini. S’è poi scoperto che l’”errore” dei fuggiaschi era addebitabile al sistema di navigazione di Google maps installato sul telefonino di uno dei tre.
Tale stradario infatti invita a seguire la Strada statale 194, sebbene più lunga, anziché indicare la più corta ma meno importante strada provinciale 11 che li avrebbe portati a Vizzini inosservati attraverso le campagne.

I tre avevano poi confessato in caserma che avevano deciso l’obiettivo da rapinare utilizzando proprio il motore di ricerca geografico di Google andando quindi a prediligere una filiale che non fosse troppo lontana da Catania ma che permettesse una fuga agevole. Certo non avevano messo in conto che dalla mappa al terreno il passo non sempre è breve.

I carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Ragusa, sospettando che i tre avessero commesso altri “colpi” proprio dalla semplicità con cui avevano scelto l’obiettivo e perpetrato il reato, dai video del sistema a circuito chiuso si notava altresì che non sembravano per nulla degli sprovveduti.

E così, dopo essersi confrontati con i colleghi del Nucleo investigativo CC di Catania, sono andati a rivedere le rapine ancora irrisolte con analogo modus operandi, e ne hanno trovata una di agosto a Comiso e una di settembre a Piedimonte Etneo. Recuperati i video tramite i carabinieri del luogo, gli investigatori si sono accorti che le fattezze fisiche, la postura, i materiali utilizzati per il travestimento, riconducevano con assoluta certezza a due dei tre arrestati a Monterosso.

Non solo, anche le testimonianze dei presenti hanno spinto i militari dell’Arma iblea su questa strada, sicché hanno formulato una proposta di misura cautelare al Pubblico Ministero incaricato, il dott. Gaetano Scollo che, condividendo appieno le risultanze investigative, ha richiesto al giudice per le indagini preliminari una misura cautelare coercitiva.

Il GIP, dott. Giovanni Giampiccolo, ha ritenuto di contestare la rapina di Comiso del 12 agosto a entrambi, mentre quella di Piedimonte a uno solo dei due, non potendosi completamente identificare l’altro, troppo bene mascherato. Ha quindi emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di R.W. e M.L.O, 25 e 23 anni, entrambi celibi e nullafacenti, originari di Belpasso in provincia di Catania.

I due quindi sono stati nuovamente arrestati dai CC di Ragusa e posti a disposizione del GIP per l’interrogatorio di garanzia presso il carcere di contrada pendente a Ragusa.
Le due rapine, entrambe perpetrate brandendo un taglierino, avevano fruttato anche un discreto gruzzolo, circa sedicimila euro. I due, sfruttando la propria incensuratezza, avevano ritenuto di poter commettere le rapine a volto scoperto poiché ancora non conosciuti dagli investigatori.