La scelta di Piccitto: a Ragusa congelato il provvedimento Imu sui terreni agricoli

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Ritorna ad animarsi Palazzo dell’Aquila.
Nel primo giorno di attività del 2015 non è mancato proprio nulla al Comune di Ragusa. In  mattinata una commissione consiliare tumultuosa, con l’assessore Stefano Martorana attaccato dalle minoranze, seguita da una pausa pranzo impegnata, nel corso della quale maggioranza e opposizioni hanno preparato le proprie mosse in vista del Consiglio comunale pomeridiano, incentrato sul provvedimento della Giunta relativo all’Imu sui terreni agricoli, in applicazione delle norme imposte dal Governo Renzi.

Una seduta sapientemente condotta dal presidente Giovanni Iacono, che ha concesso una lunga fase di comunicazioni iniziali, in cui gli animi in Aula si sono surriscaldati, per poi,  in maniera teatrale, sfoderare la nota a firma del sindaco attraverso la quale si ritirava l’ordine del giorno. Il colpo di scena ha difatti congelato il dibattito e tolto la parola ai vari esponenti delle opposizioni che non hanno nemmeno potuto commentare ai microfoni la scelta dell’Amministrazione. Inutili quindi gli ordini del giorno predisposti, come quello di Sonia Migliore, diramato anche a mezzo stampa qualche minuto prima dell’inizio dei lavori consiliari, o quello di Maurizio Tumino, portato in Aula, ma mai discusso.

Anche i Cinque stelle hanno presentato un ordine del giorno in materia, ma solamente dopo il repentino “dietro front”, motivato da Piccitto da un decreto cautelare del Tar del Lazio che ha sospeso il decreto interministeriale avente come oggetto proprio la rimodulazione dell’Imu, fissando per il prossimo 21 gennaio la trattazione dell’argomento. In attesa quindi di capire se il Tar darà ragione al Governo o meno, tutti i giochi sono sospesi.

Fuori dall’Aula, i consiglieri hanno tratto le diverse conclusioni. “Lo avevamo detto in commissione” spiegano i consiglieri Tumino e Lo Destro “chiedendo un rinvio del voto. L’assessore Stefano Martorana ed i Cinque stelle, come sempre, hanno tirato dritto, non lasciandoci altra scelta che votare negativamente e bocciare l’atto. Dopo qualche ora vediamo invece il sindaco seguire le nostre indicazioni, sconfessando il proprio assessore. Siamo davvero alla frutta”. “L’assessore al Bilancio a questo punto dovrebbe dimettersi” ha aggiunto Mario Chiavola “in Commissione ha strenuamente difeso un atto indifendibile, affermando che gli interventi di noi opposizioni erano inutili. Adesso scopriamo che solamente lui non capiva ciò che era giusto fare“.

Nulla di scandaloso per i Cinque stelle. “Dopo la commissione Risorse da me presieduta” ha spiegato Massimo Agosta “ho avuto un confronto con il sindaco, l’assessore ed il presidente del Consiglio. Abbiamo deciso la linea da adottare raccogliendo tutte le indicazioni arrivate in mattinata“.