Da Kill a Kiss. Da Modica un bacio gay contro la violenza dei fondamentalisti

0

Due uomini, la sabbia, un coltello.
Uno dei due ha il volto coperto ed è vestito di nero; mette in ginocchio l’altro, che ha la tuta arancione (già appartenuta ai detenuti di Guantanamo) dei condannati a morte dai miliziani dell’Isis. C’è vento. E lo scenario dà i brividi. Il primo punta la lama alla gola del secondo, comincia a tagliare. Ma quest’ultimo si divincola, si alza e…
… E un bacio li seppellirà.

[youtube]http://youtu.be/jcLWEkETSL4[/youtube]

 

Come definirli questi 40 secondi di video? Irriverenti? Sicuramente. Ma anche coraggiosi e choccanti. Geniali, nel trasformare, rileggere e reinterpretare i drammatici filmati di morte dell’Isis, in uno spot sull’amore omosessuale.
L’idea nasce dal confronto e dalla creatività del collettivo di artisti di Welcome to Paradise. Che dalla Sicilia – frontiera d’Europa che si vorrebbe far diventare avamposto di conflitti che continuano a nutrirsi di ignoranza e pregiudizi – mandano una ironica ma soprattutto culturale risposta ai professionisti dell’orrore.

Perché l’arte può (deve?) far discutere e scandalizzare, muovendo le coscienze con la forza e la potenza dei linguaggi di cui dispone. Perché l’arte può (deve?) fare, liberamente, ciò che persino una società “evoluta”, ma intrisa di luoghi comuni, esprime spesso con estrema prudenza, sotto voce: opporre la ferma consapevolezza dei propri valori, legati all’incontro e al rispetto delle diversità, per rendere “irragionevoli” e mettere in fuori gioco le “ragioni” dei fondamentalismi (tutti, non solo quelli dei miliziani del Califfato: anche quelli italiani di chi non vuole accettare i tanti modi vivere l’amore e la sessualità).

Il video è stato presentato a sorpresa durante il lancio del progetto #iononuccido, avvenuto sabato 7 a Farm Cultural Park di Favara (con cui gli artisti di Welcome To Paradise, e il loro leader Marcel Cordeiro, hanno stretto, dalla scorsa estate, un fruttuoso gemellaggio e scambiarsi opportunità di residenza.

Da oggi, allora il “non” di #iononuccido si fa il simbolo di una campagna (elementare ma alta, basica ma profonda) che vuole coinvolgere tutti e ciascuno a dire basta alla violenza. Soprattutto a quella con cui, quotidianamente, tv, web, social network irrorano le nostre giornate. Un modo con non può non essere condiviso. Un messaggio che interroga tutti, anche sulla nostra capacità di gestire i nostri (piccoli) conflitti. Un espressione artistica che fa dell’attualità la sua materia: interpretandola, sfidandola, de-strutturandola delle sue mostruosità e contrapponendole parole e immagini di bellezza, di spirito critico, di  partecipazione, condivisione, socialità e dialogo.

“L’idea” spiega il direttore artistico di Welcome to Paradise Marcel Cordeiro, insieme al suo gruppo di artisti: “è quella di creare una campagna di sensibilizzazione che aspira a veicolare un messaggio di non violenza e che possa assumere i connotati della guerrilla marketing per innescare un flusso di condivisione virale attraverso l’hashtag #iononuccido. Per combattere ad armi pari contro la violenza è stato designato come simbolo della campagna un coltello. La forza concettuale del messaggio si estrinseca tramite un impatto visivo dissonante: un messaggio di non violenza veicolato tramite un’arma di morte”. Perché, forse, l’invito sottinteso di #iononuccido è quello di “uccidere”, con la forza dirompente e dissacrante della libertà del proprio linguaggio, i meccanismi subdoli del terrore, degli stereotipi, degli allarmismi, dei pregiudizi, dei comodi luoghi comuni.

Dopo il “debutto” a Favara, la campagna domenica 8 marzo è, a partire dalle ore 19.30, a Modica al Caffe’ Letterario Hemingway. “Ma questo” precisano gli artisti di Welcome to Paradise: “sarà solo il primo step, che darà il via alla creazione di un progetto globale aperto a chiunque voglia farne parte. Tutti potranno, infatti, abbracciare la nostra mission veicolando il messaggio e contribuendo a creare una vera e propria comunità sotto il segno dell’hashtag #iononuccido“.

Il progetto, infatti, si svilupperà in modo trasversale aprendosi a diversi linguaggi espressivi.
Gli scatti fotografici, i selfie, i video e tutte le altre opere realizzate verranno ospitati all’interno del sito www.iononuccido.it e condivisi sui social network.