“Obiettivo 20/20/20”: Modica, Scicli e Pozzallo impreparati sul PAES

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Immagine di repertorio

“Anche questa volta il Comune di Modica, per i propri demeriti, si è contraddistinto in Provincia di Ragusa ma anche in Sicilia, in Italia e in Europa”.

E’ l’incipit di un comunicato a firma dei consiglieri comunali modicani del PD, Andrea Caruso e Michele Colombo, nel quale si denuncia come, alla scadenza del Programma regionale “Start up Patto dei Sindaci”, il 2 febbraio scorso, il Comune non aveva trasmesso alla piattaforma regionale il Piano di Azione per Energia Sostenibile, ossia il PAES.
Qui di seguito la nota.

Con Modica, in Provincia di Ragusa, solo Scicli e Pozzallo sono stati impreparati. Questa volta però l’inadempienza della nostra Amministrazione recherà un duplice e grave danno alla Città in quanto il PAES avrebbe rappresentato una fondamentale opportunità di tutela ambientale e contestualmente anche di sviluppo economico.
L’Amministrazione Buscema aveva aderito al Patto dei Sindaci con deliberazione Consiliare dell’8/4/2013 ma l’inerzia dell’Amministrazione Abbate ha vanificato tutto interrompendo il percorso virtuoso già intrapreso.
La Commissione Europea infatti il 29 gennaio 2008 ha lanciato il “Patto dei Sindaci – Covenant of Majors” per il cosiddetto obiettivo 20/20/20 ovvero, entro il 2020, la riduzione del 20% dell’emissione di CO2, l’incremento del 20% dell’efficienza energetica, l’innalzamento al 20% della quota dei consumi energetici coperta dalle fonti rinnovabili. Dando seguito al documento adottato dall’Unione Europea il 9 marzo 2007 denominato “Energia per un mondo che cambia” per il raggiungimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto.
L’Unione Europea, per consentire ai comuni il raggiungimento di tale ambizioso obiettivo, ha messo sul tavolo diversi strumenti finanziari molto vantaggiosi. Anche la Regione Sicilia, avendo sottoscritto il relativo documento di adesione il 9 novembre 2010 ed avendo assunto il ruolo di Struttura di Supporto per i comuni della Regione aderenti al Patto, ha voluto dare il suo contributo, stanziando la somma di Euro 55.656,80 per la progettazione propedeutica all’approvazione del PAES. Considerate le innumerevoli e contestate consulenze esterne sin qui pagate dall’Amministrazione Abbate con i fondi del bilancio Comunale, non riesco proprio a comprendere la ragione per cui il Sindaco abbia rinunciato, proprio questa volta, a nominare un consulente cui affidare tale importante incarico professionale per il futuro della nostra Città.
Mi preme sottolineare che la perdita per il Comune non sta solo nel contributo regionale per la redazione del progetto, ma consiste soprattutto nella mancata approvazione del PAES che avrebbe giovato all’economia della nostra comunità sia per la pioggia di finanziamenti previsti dal progetto (fino a 1000,00 Euro per abitante!) sia per i conseguenti investimenti infrastrutturali con evidente ricaduta sul piano occupazionale e per le imprese artigiane del nostro territorio.
A riprova dell’unicità della ghiotta occasione di sviluppo economico basta citare la Circolare n. 1 dell’Assessorato Regionale all’Energia del 18 dicembre 2013 con la quale la Regione “intende inserire il PAES come precondizione per l’accesso alle risorse del nuovo ciclo di programmazione dei fondi comunitari 2014/2020 in tema di efficienza energetica e rinnovabili”. Come dire, chi non avrà il PAES sarà tagliato fuori dalla futura ripartizione dei fondi per i prossimi anni almeno fino al 2020. Questo obiettivo l’Amministrazione Abbate l’ha già raggiunto, complimenti!
Concludo con un giudizio politico sul metodo utilizzato dal Sindaco Abbate in merito alla gestione complessiva del PAES. Le linee guida prevedono espressamente che per realizzare e raggiungere gli obiettivi del Piano, la partecipazione e l’adesione della società civile sono fattori essenziali: La partecipazione della società civile rappresenta uno degli impegni del Patto.
Il nostro Sindaco Abbate, che per sua natura è poco incline alla concertazione e alla collaborazione, ha escluso la società civile da ogni forma di partecipazione. Per tale ragione deve essere ritenuto doppiamente responsabile.
C’è solo da augurarsi che le autorità regionali ed europee riaprano i termini per i Comuni inadempienti e questa volta l’Amministrazione si adoperi per il bene della collettività predisponendo gli atti necessari alla redazione del PAES.