A Ragusa sotto esame ancora una ventina di progetti di costruzioni in zona agricola

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Poco meno di una novantina nel 2011, oggi ne rimangono da esitare venti o poco più.
Il Comune di Ragusa ha quasi completato l’esame dei progetti di costruzioni in zona agricola avanzati negli anni e “bloccati” per via dell’interpretazione delle norme che regolano l’edificazione nelle aree a verde.

Solo una residua parte ha ottenuto il via libera. Si tratta di quelle in zone non vincolate dal piano paesaggistico. Questo strumento di pianificazione, infatti, come prevede il Codice dei beni culturali, ha un carattere “cogente” sui piani regolatori, ossia definisce chiare disposizioni.

E all’articolo 42 il Piano paesaggistico della provincia di Ragusa prevede che “le costruzioni comunque devono essere esclusivamente finalizzate alla conduzione agricola del fondo con preventiva asseverazione da parte dell’Ispettorato Agrario o altro ente preposto”. Una definizione chiara, che comunque è già in parte ripresa nel Piano regolatore generale, al numero 48 delle Norme tecniche di attuazione.

Una recente sentenza di assoluzione del dirigente comunale Michele Scarpulla, che aveva la delega all’edilizia privata, ha creato qualche confusione sulla materia.
Il giudice assolve il dirigente in quanto non ravvisa dolo nel suo operato. Tuttavia, sulla parte relativa all’elemento in discussione, ossia la legittimità della concessione, il Tribunale fa un generico riferimento a una perizia del consulente tecnico nominato dalla Procura, in netto contrasto con quanto stabilito proprio qualche settimana fa dalla Regione siciliana, ente che ha la potestà sulla materia urbanistica nell’Isola. Una discrasia plausibile, trattandosi di due provvedimenti differenti.

Il procedimento penale, infatti, mirava a appurare se vi fosse stata un’azione criminosa al fine dell’ottenimento della concessione. E questa, stabiliscono i giudici, non c’è stata. Cosa diversa, invece, è la questione che riguarda le costruzioni in zona agricola. Secondo il consiglio regionale dell’Urbanistica e secondo lo stesso assessorato Territorio e Ambiente, il Prg di Ragusa consente le costruzioni in zona agricola solo a servizio del fondo. E per questo ha bollato, nella fattispecie per altro progetto sempre in zona agricola però, le concessioni bollate come illegittime.

Tornando alla sentenza assolutoria, nel procedimento erano indagate altre persone: comproprietario, committente ed esecutore dei lavori erano accusati di avere realizzato una lunga serie di opere difformi rispetto al progetto. Piscine, altre strutture, modifiche ai vani, realizzazione di una volumetria in più rispetto al progetto approvato. E l’elenco continua. Tutte fattispecie appurate dal consulente tecnico. Ma i giudici non hanno potuto fare altro che dichiarare il non doversi procedere in quanto i reati sono estinti per prescrizione.

[ Fonte: Giornale di Sicilia ]