Cambia l’organizzazione della Cgil? Ieri a Ragusa è stato spiegato come

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La conferenza territoriale di organizzazione di Ragusa ha affrontato, ieri a Poggio del Sole, i temi che si legano a quella che è definita una vera e propria rivoluzione nel modo di vedere e sentire il sindacato. In questo caso la Cgil, che dal 17 al 18 settembre affronterà a Roma un suo delicato punto di svolta, che propone quattro essenziali direzioni d’intervento: contrattazione inclusiva, democrazia e partecipazione, territorio e strutture, profilo identitario e formazione sindacale indicando per ognuno di questi obiettivi precisi.

Giovanni Avola, segretario generale della Cgil di Ragusa, ha illustrato alla vasta assemblea del parlamentino della Cgil di Ragusa quali saranno le sostanziali modifiche al modo di operare in un prossimo futuro del più rappresentativo sindacato italiano.
Lo Jobs Act, con i suoi decreti delegati, la legge di stabilità, hanno imposto alla Cgil di cambiare la linea e rotta: aumentata risulta la platea tra tutelati e non, riducendo al stessa platea degli inclusi. In questo contesto si inquadra la nascita di un nuovo statuto della Cgil che ponga centrale una strategia utile a contrastare le politiche di emarginazione e di retrocessione dei diritti dei lavoratori.

Per fare questo bisogna operare attraverso una contrattazione inclusiva sperimentando nuove forme di contrattazione che confermino le titolarità negoziali di ogni categoria e prevedano ambiti di coordinamento confederale. In ogni camera del lavoro sarà costituto un coordinamento per un intervento integrato sugli appalti con il compito di monitorare lo svolgimento delle gare di appalto sotto il profilo della legalità e faccia azioni per una politica rivolta alla prevenzione e sicurezza, politiche degli orari, forma di welfare contrattuale, lavoratori non subordinati.
Centrale risulta poi l’azione della contrattazione sociale territoriale che si allinea integrandola, alla contrattazione aziendale e territoriale di secondo livello in grado di allargare e coniugare la tutela dei diritti di cittadinanza con quelli del lavoro.

S’introduce nell’organizzazione con compito nuovo l’assemblea degli iscritti che discute e vota la lista dei candidati della Cgil per l’elezione delle RSU e RSA; discute e vota le proposte della Cgil in merito alla predisposizione delle piattaforme rivendicative. Rivoluzionato nelle competenze e negli obiettivi il comitato degli iscritti mentre un nuovo organismo, l’assemblea generale avrà la funzione di eleggere il segretario generale, primo eletto dal comitato direttivo, la segretaria o uno o più componenti delle stessa e delibera di conseguenza su eventuali mozioni di sfiducia riguardanti il segretario generale e/o uno più componenti della segretaria. Una norma transitoria gestirà il momento di passaggio delle competenze: entro novanta giorni dalla conclusione della conferenza di organizzazione nazionale, tutti i comitati direttivi di tutte le strutture, eleggeranno, con maggioranza qualificata dei 2/3 degli aventi diritto, la propria Assemblea generale.
Nel rapporto territorio e strutture si darà importanza al presidio del territorio, allo snellimento delle strutture e più dirigenti e funzionari impegnati nelle categorie territoriali, nella contrattazione sociale e territoriale, nel sistema delle tutele e dei servizi.
Nell’ambito della razionalizzazione delle risorse sono stati previsti accorpamenti funzionali di categorie secondo criteri, affinità di ambito di lavoro uno tra tutti, che valgono nel territorio nazionale. Prioritari il profilo identitario e la formazione sindacale.
La Cgil punta fortemente alla qualificazione della classe dirigente del sindacato che va allargata a tutti a strutture e attivisti. E’ prevista la formazione di un fondo nazionale per la formazione per superare disomogeneità territoriali e per garantire la fruibilità della formazione e dell’aggiornamento da parte di tutte le strutture e di tutti i delegati attivisti e dirigenti a tempo pieno.
Denso e articolato il dibattito che ha messo a fuoco, calandole nella realtà territoriale, le nuove frontiere con cui la Cgil di ogni latitudine deve necessariamente fare i conti. Spunti, critiche, proposte di emendamenti al documento ufficiale hanno dato maggiore interesse al momento di confronto. Un apporto interessante al dibattito l’ha fornito, Saverio Piccione, segretario di organizzazione della Cgil Sicilia che ha concluso i lavori.
Il comitato direttivo della Cgil ha poi proceduto a votare i tre delegati (il segretario Giovanni Avola lo è di diritto) alla conferenza di organizzazione nazionale che sono: Manuela Cappellini della Flai servizi, Giorgia Scivoletto dello Spi Cgil e Nunzio Fernandez, presidente del comitato direttivo della F.P. Cgil di Ragusa.

Devo registrare la serenità e la ricchezza del dibattito sui temi della conferenza di organizzazione, ha dichiarato Giovanni Avola, che rivede e ricalibra alle nuove realtà del mondo del lavoro il modo di affrontare gli istituti della contrattazione, il meccanismo di gestione degli organi statutari e un ruolo importante avrà la formazione e la qualificazione che deve essere all’altezza dei tempi capace di accettare sfide enormi come quella di una politica che tende a non riconoscere diritti ai lavoratori e a comprimerne quelli esistenti.