La Sicilia spezzata in due, l’Italia divisa dalle esose tariffe aeree. Torna la questione meridionale?

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viadotto_sicilia_spezzata

Ritorno al passato. Il processo di infrastrutturazione del territorio non solo non migliora, anzi regredisce notevolmente.

L’ultima ‘gemma’ è la ‘frattura’ tra la Sicilia orientale e quella occidentale dopo che il pilone del viadotto Himera al chilometro 61 dell’autostrada Catania-Palermo, tra gli svincoli di Scillato e Tremonzelli, ha ceduto di colpo, costringendo i tecnici dell’Anas ad interrompere la circolazione sulla A19. Una decisione non facile ma necessaria per la frana che dal 2005 investe quella parte di territorio che avrebbe dovuto allarmare da tempo tecnici e funzionari ma che è stata sottovalutata, col risultato adesso di ritrovarsi la Sicilia ‘spezzata’ in due con difficoltà proibitive per chi dalla Sicilia orientale vuole raggiungere quella occidentale.

Il cedimento è avvenuto all’inizio del mese di aprile e dopo due mesi di sopralluoghi e indagini geologiche non si intravvede all’orizzonte una soluzione tecnica per risolvere il problema con la rassegnazione dei siciliani di convivere con l’emergenza viabilità e di tenersi a vita quel ‘gap’ infrastrutturale vecchio come la questione Meridionale. Quel pilone dell’autostrada che fa crac è la perfetta metafora della Sicilia dei nostri giorni, violentata da decenni di incurie e ruberie, di degrado etico, professionale e tecnico della sua classe dirigente di mancanza di visione strategica e di interesse verso il bene comune.

Un ‘gap’ che diventa sempre più insopportabile nel terzo Millennio se si aggiunge come la Sicilia sia sempre più lontana dall’Italia e dall’Europa. E qui si innesta un’altra penalizzazione e riguarda il prezzo delle tariffe europee che sono diventate inaccessibili per un viaggiatore medio da qualche mese a questa parte. Il monopolio di alcune compagnie aeree non consente, su alcune tratte, prezzi abbordabili per qualunque tasca. E’ il caso di Bologna, Verona o Torino dove partendo da Catania opera solo Ryanair o Meridiana. E per raggiungere Milano, in questi giorni di Expo, bisogna ricorrere ad un prestito. Un esempio? Prenotando un volo da Comiso per Milano Linate per la fine del mese di Agosto ci vogliono 477 euro, e non va meglio da Catania dove addirittura la tariffa è di oltre 500 euro. E stiamo parlando di un volo da prenotare due mesi prima! Con queste cifre si conferma l’insularizzazione della Sicilia e si accentua il divario Sud-Nord. Della questione meridionale si sono occupati fior di storici. Ne cito uno, Guido Dorso, che la fotografa con un ‘taglio’ più ecumenico, rivendicando il diritto del Meridione ad un ruolo di pari dignità nei confronti del Nord: “Il Mezzogiorno non ha bisogno di carità, ma di giustizia; non chiede aiuto, ma libertà. Se il Mezzogiorno non distruggerà le cause della sua inferiorità da se stesso, con la sua libera iniziativa e seguendo l’esempio dei suoi figli migliori, tutto sarà inutile”.

Già, tutto sarà inutile. Così come sarà inutile prendersela col Nord vorace e discriminatorio. Il Sud paga i suoi ritardi e le sue inefficienze per una classe dirigente non altezza del suo compito che lo ha lasciato indietro colpevolmente, salvo poi alzare l’alibi dell’arretratezza del Mezzogiorno per colpa ora del Settentrione, ora della natura, ora degli industriali e che ha utilizzato gli alibi auto-assolutori per ricavarne vantaggi e risorse che maldestramente non ha saputo sfruttare appieno.

L’avanzamento civile del Sud dipende dalla capacità dei meridionali di liberarsi dall’ideologia meridionalista ponendosi alla pari nella richiesta dei propri diritti e di sentirsi a tutti gli effetti un cittadino italiano senza ritenersi penalizzato da una rete autostradale obsoleta e abbandonata dall’incuria e dalla negligenza nonché di sentirsi lontano dal resto del Paese solo per una questione di reddito. Il costo di un biglietto aereo non può sancire ulteriormente una nuova stagione di differenza delle classi sociali.