Sui servizi del nuovo ospedale Aricò e Dipasquale provano a rassicurare i Ragusani

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ospedale pronto in nove mesi

La Direzione aziendale dell’Asp 7 ha illustrato, numeri alla mano, l’iter dei lavori fin qui seguito sul completamento del Polo ospedaliero “Giovanni Paolo II” a Ragusa. Grande assente il sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, sostituito dal componente del gabinetto Toti Scifo. Unico ospite esterno, quindi, l’onorevole del Pd Nello Dipasquale.

Una descrizione ricca di dati che compongono quello che è stato definito un “cronoprogramma serio e lungimirante“. Si è fatta la cronistoria dei passaggi principali, dal 2004 a oggi, e quindi i 18 stati di avanzamento per un importo complessivo di oltre 34 milioni di euro, più 12 milioni e 400 mila che derivano dall’Iva, onorari per progettazioni, sicurezza, direzione dei lavori, collaudi e indagini varie.

Sono stati illustrati gli interventi finanziati con gli ulteriori 8 milioni di euro, ricevuti dalla Regione il 30 aprile scorso.

Il percorso di completamento del Nuovo blocco operatorio dell’Ospedale di Ragusa è stato affidato e consegnato il 23 settembre 2015 alla ditta aggiudicataria, che dovrà completarlo entro il termine massimo di 273 giorni, in pratica circa nove mesi. La Direzione attende entro il 10 ottobre, il pronunciamento dei Vigili del Fuoco sul piano complessivo di sicurezza dell’intero manufatto. Dopo questo passaggio potrà essere bandita la gara relativa agli ultimi interventi edilizi, con un completamento stimabile entro giugno 2016. Sono in corso i lavori di completamento della installazione delle apparecchiature della nuova struttura di Medicina Nucleare, già presenti nei locali del Nuovo Ospedale grazie alla procedura di acquisto con fondi PO-FESR. Sono iniziati i lavori di trivellazione dei nuovi pozzi che renderanno l’ospedale autonomo per la fornitura di acqua potabile. In collaborazione con il Dipartimento della Forestale di Ragusa sono i corso i lavori di preparazione del terreno per il posizionamento a dimora, nei mesi invernali, di centinaia di nuove piante. Nel frattempo sono già stati avviati, a cura del Provveditorato – sotto la supervisione della Direzione Amministrativa – i percorsi di gara per l’acquisizione di attrezzature e arredi, così da essere essi immediatamente disponibili alla consegna dei locali.

L’incontro arriva ovviamente al centro di una bufera politica ed istituzionale che segue il voto del Piano aziendale da parte della Conferenza dei sindaci di venerdì scorso, voto che ha contrapposto Federico Piccitto, e l’intera conferenza dei capigruppo iblea, alle scelte del manager Maurizio Aricò. Secondo Palazzo dell’Aquila l’Asp 7 sta depotenziando la Sanità cittadina nonché compromettendo il futuro del nuovo ospedale di contrada Cisternazzi con una visione programmatica non in linea nemmeno con le direttive del Decreto Balduzzi. Diametralmente opposte le considerazioni tanto di Aricò che di Dipasquale. Entrambi hanno rimarcato il grande sforzo, politico quanto tecnico, che si sta realizzando affinché il Giovanni Paolo II, la cui apertura rimane l’obiettivo principale del manager di piazza Igea, diventi il polo sanitario principale del territorio ibleo. “Una struttura bellissima – l’ha definito Aricò – oltre che di grande efficienza”. Altro che un “contenitore privo di contenuti – ha aggiunto Pino Drago, il direttore sanitario Asp 7 – i dati forniti evidenziano tutto l’opposto. Manteniamo tutti i posti letto previsti, 213 per la precisione. Tutte le specialità che erano previste all’ospedale nuovo rimangono tali”.

A chiarire ulteriormente la futura dinamica sanitaria, Drago ha posto l’accento sulle Funzioni trasversali all’Azienda, come Otorinolaringoiatria. “Avrà diverse sedi di erogazione dei servizi sanitari, ovvero le attività verranno svolte a Comiso, Ragusa e Modica, come è stato finora. Cambierà solamente la sede legale del Primario, a Modica adesso, ma l’attività rimane identica”. Stesso esempio quello di Gastroenterologia, che continuerà ad essere svolta a Ragusa, Modica e Vittoria, o le attività dei Laboratori.

Anche sul nodo di Malattie infettive Drago è chiaro: “Non è stata mai prevista, dal 2006 ad oggi, nell’ospedale nuovo di Ragusa per mancanza di spazi e di strutture che a Modica invece già ci sono. Le direttive del Decreto Balduzzi prevedono un centro per una comunità di 600mila-1,2 milioni di persone, teoricamente potevamo quindi non averne nessuna, altro che mantenerne due”.

Esplicito Aricò: “Il nuovo ospedale di Ragusa è il nostro obiettivo primario. Il percorso verso l’apertura è chiaro, procede a forte ritmo grazie al grandissimo impegno degli uffici. È evidente l’intento dell’Azienda, abbiamo messo in sicurezza tutti i servizi ma certamente Ragusa rappresenta per noi il focus, il polo dove verranno svolte tutte le operazioni più complesse e multidisciplinari. Portiamo inoltre a Ragusa nuovo personale e nuovi servizi”.

“I cittadini vedranno coi loro occhi – ha esclamato Nello Dipasquale, sottolineando di non volere entrare nel merito delle scelte del Comune ibleo, né di volere polemizzare – non ci sto a supportare battaglie campanilistiche, per un Primario o una targa. Questo Piano migliora l’intera offerta sanitaria territoriale e mantiene prioritario il ‘Giovanni Paolo II’. Questo serve alla comunità e su questo continuerò a svolgere il mio ruolo di politico”.