Londra, una voce modicana nel coro della St. Peter’s Italian Church

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Un modicano a Londra

Clerkenwell fa parte di un borgo a Nord di Londra. Un tempo, nel XIX secolo, era conosciuta come la Little Italy londinese per l’alta concentrazione di nostri connazionali che vi risiedevano. Per questo motivo diversi italiani, tra i quali anche Giuseppe Mazzini, finanziarono la costruzione di una chiesa che fu consacrata nel 1863 con il nome di St. Peter’s Italian Church. Ai giorni nostri, nonostante la comunità italiana si sia progressivamente spostata verso altre zone di Londra, la chiesa è rimasta un punto di incontro, non solo religioso ma anche culturale degli italiani. Da ogni parte della City prendono autobus e metro per incontrarsi a Clerkenwell riuscendo a creare, negli anni, una grande famiglia allargata che non dimentica le proprie radici. All’interno puoi sentire parlare inglese “maccheronico” da parte degli ultimi arrivati o l’italiano dialettale con inflessione britannica degli emigranti di seconda o terza generazione. Tra i più attivi nella vita quotidiana della comunità italiana della chiesa di San Pietro è il modicano Andrea Basile che, inseguendo il suo sogno d’amore, è rimasto innamorato della capitale britannica stabilendosi là e costruendosi una nuova vita. A Modica era un componente storico del coro del Sacro Cuore oltre che organista di incontestabile bravura.

Quasi fisiologico che trasferisse oltremanica le sue competenze e passioni….
Avevo sentito parlare della St. Peter Church ancor prima che andassi a vivere a Londra, quindi, appena arrivato, tra le prime cose che ho fatto, sono andato a conoscere di persona questa realtà. Da subito mi son sentito accolto, come a casa, come nella mia parrocchia, quella che avevo lasciato a 3000 km di distanza, ho iniziato a far parte del gruppo del coro, dove mi sono reso disponibile a suonare e a cantare e a condividere col gruppo la mia esperienza. E da allora, tutte le domeniche ci incontriamo per le prove prima della Messa delle 7.00 che animiamo e come sempre dopo se non si scende in sacrestia a fare due spaghetti più o meno improvvisati, si finisce tutti quanti in pizzeria e si va a casa con le batterie ricaricate e l’entusiasmo giusto per ricominciare il giorno dopo una nuova settimana di lavoro. Ovviamente il coro è solo uno dei tanti gruppi esistenti in parrocchia, si va dai gruppi famiglie, ai vari gruppi di catechismo, il gruppo di Preghiera di Padre Pio, il gruppo dell’Adorazione eucaristica, il gruppo giovani, il coro, e, da un paio d’anni, il gruppo “Benvenuti a Bordo”, nato per fornire un primissimo approdo a tutti coloro che arrivano o meglio “sbarcano” a Londra per la prima volta, iniziando una nuova avventura, ma molte volte senza avere le giuste informazioni.
Accanto a questa non mancano le attività ricreative e culturali portate avanti dal gruppo giovani e dal coro, come i musical (2 anni fa è stato realizzato “Forza venite gente” e qualche mese fa “Aggiungi un posto a tavola”) o i Christmas Carol che nel tempo di Natale impegnano noi ragazzi del coro nella preparazione di uno spettacolo tipico di Natale.

S.Peter’s Church non è solo una chiesa, un luogo di culto. Può essere considerata un punto di incontro per tutta la comunità italiana di Londra….

St. Peter’s Church per tutti gli italiani di Londra (ma è molto conosciuta anche fuori Londra) non è solo la Chiesa dove andare per partecipare alla Messa domenicale in italiano, ma è sicuramente un luogo dove la gente va per incontrare amici e fare nuove conoscenze, scambiare due parole con i sacerdoti, informarsi sulle news della parrocchia, trovare anche un momento di conforto per una situazione difficile. Aldila delle domenica, quando la gente viene per la S. Messa, la porta della sagrestia è sempre aperta a tutti”. 

Guida spirituale è Padre Andrea Fulco

Padre Andrea Fulco è parroco della Chiesa di St. Peter da poco più di un anno. Ha preso il posto di Padre Carmelo Di Giovanni che ha retto la parrocchia per oltre 40 anni. Padre Andrea non è solo in questa missione, ma è collaborato da Padre Giuseppe, Padre Riccardo  (dell’Ordine dei Pallottini a cui è affidata la gestione della Chiesa) e da Fra Nicola, (francescano) che collabora nello svolgimento delle tantissime attività parrocchiale. Se Londra è una città che non si ferma mai, anche la Parrocchia deve stare dietro i ritmi a volte frenetici e devo dire che Padre Andrea riesce davvero bene a gestire tutti impegni a cui quotidianamente è chiamato. Sempre disponibile ad aiutare e a mettersi a disposizione degli altri,a stare vicino alla gente, aperto a qualunque tipo di iniziativa e di proposta, è sicuramente un uomo di grande fede e di una forte spiritualità senza le quali sarebbe impossibile riuscire a portare avanti una parrocchia a volte difficile come la St. Peter’s”.

Da dove arrivano gli “utenti” di questa chiesa? Ci sono altri ragusani?

Beh, essendo la St. Peter’s Church, una delle più grandi chiese italiane in inghilterra (se non la più grande) arrivano da tutte le parti. Italiani ovviamente ma non solo. I siciliani siamo tantissimi, da tutti gli angoli della regione. Ma puoi trovare tutta l’italia, dal paesino più sperduto del trevigiano, passando per la Capitale, arrivando in Sicilia. Gli utenti sono di tutti i tipi, c’è chi è appena sbarcato a Londra e non ha nulla da mangiare o dove dormire ed è li che trova ospitalità.C’è chi come me vuole aggregarsi alle realtà già esistenti, e mettersi anche al servizio della comunità. C’è chi viene magari per il corso prematrimoniale e da quel momento si trova bene e decide di venire più costantemente, c’è chi viene magari solo per la messa per sentir parlare italiano e sentirsi a casa, respirare italianità, conoscere nuova gente, e anche, perchè no, isolarsi un attimo, dall caos e dalla freneticità di Londra.

Come sono visti oggi gli italiani a londra?

A Londra trovi di tutto, credo sia una delle poche città al mondo dove la multietnicità si tocchi con mano concretamente. Riguardo gli italiani, ci sono i classici luoghi comuni che ci identificano con pizza, mafia o nella peggiore delle ipotesi con “Bellusconi”, ma quando mi chiedono, e descrivo la mia terra, i posti in cui sono cresciuto, i luoghi di Montalbano (qui trasmesso dalla BBC4 senza doppiaggio ma con I sottotitoli in inglese) mi dicono: ma che sei venuto a fare qui allora? L’Italia è conosciuta per l’arte, il mare, la cucina ovviamente, il calore umano. Solo agli addetti ai lavori può eventualmente interessare la situazione politica o economica di questi anni.

Cosa ti manca più della tua città?

Beh, a parte la famiglia e gli amici,quello che mi manca di più in assoluto è il mare. Quello d’estate con oltre 38 gradi quando vai a fare il bagno e quello in tempesta d’inverno con le onde le che si infrangono sugli scogli.

Ritornerai un giorno a vivere in Sicilia?

Al momento no. Ma come dicono da queste parti never say never!