Il saluto del vescovo Paolo: “Non cedete alla tentazione della paura e della interessata neutralità”

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Il saluto del vescovo Paolo

C’ha messo quasi un’ora per ritornare nella sala capitolare, dove si sacerdoti tolgono le vesti liturgiche. Un fiume di gente lo ha voluto abbracciare, salutare, ringraziare.

Compagno di viaggio, per tredici anni, per tante famiglie, per tante persone che ieri si sono riversate in Cattedrale la concelebrazione eucaristica.

Monsignor Paolo Urso sabato prossimo concluderà il suo ministero episcopale. 

“Amici carissimi, in questi anni abbiamo lavorato con passione per dare una mano a Dio nella realizzazione del suo regno. L’amore che Dio ha per noi – ha detto il vescovo nell’omelia – ci ha spinto con forza a vedere, a condividere, ad andare là dove fratelli e sorelle, vicini e lontani, credenti e non credenti, vivevano situazioni di povertà materiale o spirituale, di disagio, di dolore e di sofferenza. Rendiamo grazie a Dio per il bene che ci ha concesso di compiere”.

Il plurale conferma la sua visione di chiesa, una comunità che opera insieme.

A Lui, Padre di misericordia, e a tutti coloro che non abbiamo amato chiediamo sinceramente perdono – ha aggiunto -, con il chiaro e deciso impegno di affinare sguardo, udito e cuore, per rendere le nostre città luoghi di vera fraternità”.

“Anche stasera vi chiedo di lasciarvi guidare dalla Parola del Signore, senza cedere alla tentazione della paura o della mondana prudenza o della interessata neutralità”. Ha Sepulveda “la neutralità è il rifugio del vigliacco”.

La celebrazione, alla quale hanno preso parte anche tante persone sorde (per loro una traduzione nel linguaggio dei segni) e le autorità, si è aperta con il ringraziamento del vicario generale, don Salvatore Puglisi, a nome dell’intera diocesi. Al vescovo è stato regalato un anello, segno di un rapporto che – seppure in forma diversa – continua nell’amicizia, nella preghiera e nel ricordo.