Il caso Campo si ‘sgonfia’. In commissione Trasparenza non emerge alcuna pressione

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E’ stata una seduta fiume quella della commissione Trasparenza di questa mattina. Primo ad essere sentito è stato il presidente della cooperativa che aveva vinto l’appalto nel 2014.

Domande e risposte che hanno confermato quanto ribadito dall’ex assessore Stefania Campo.

Suo marito, insieme agli altri due lavoratori, doveva essere assunto sulla base di quanto espressamente previsto dal capitolato, che obbligava il vincitore della gara alla riassunzione del personale già in servizio come letturista dei contatori idrici. Pur non essendoci molta chiarezza sulle ore lavorative, era indicato chiaramente il rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro.

Tra i tre lavoratori e la cooperativa una distanza non indifferente sulle spettanze. I lavoratori, anche sulla scorta di quanto avevano percepito negli anni precedenti, chiedevano mille euro o poco meno. La cooperativa, a detta dei lavoratori, era disposta a tirarne fuori circa la metà. Il nodo, secondo il presidente della cooperativa, era la mancata chiarezza su come applicare il contratto: quante ore, pagamento a cottimo, con un fisso più provvigioni?

Alla fine l’accordo per 850 euro.

L’incontro al bar. Ce n’è stato più di uno, proprio per cercare una soluzione alla questione delle spettanze. A un incontro la Campo si trovava col marito: andò insieme a lui. Non disse nemmeno una parola, nemmeno quando – ha spiegato il presidente della cooperativa – le si faceva notare che come amministrazione sarebbe stato più opportuno indicare meglio alcuni punti nei bandi.

Usciti dall’incontro ci fu l’accordo? Assolutamente no. La silenziosa presenza della Campo non influì sulle scelte della cooperativa che rimaneva ferma sulle proprie posizioni.

Una situazione di impasse, con il servizio che doveva partire (come ogni contratto sono previste penali se l’aggiudicatario non dà l’avvio nei tempi previsti) e i lavoratori che reclamavano i loro diritti.

E allora, come hanno chiarito gli stessi lavoratori ascoltati dalla Commissione dopo il presidente della cooperativa, si è pensato a un faccia a faccia al Comune con funzionaria, dirigente e presidente della cooperativa.

In quell’occasione l’unico pressing, è emerso questa mattina in aula, fu sulla necessità di far partire il servizio, come da bando. Nulla di più.

E il bando del 2015? Il presidente della cooperativa che ha vinto quest’anno ha mandato una lettera, non poteva essere presente. Sarà ascoltato un’altra volta.

I due lavoratori esclusi nell’appalto di quest’anno, che nel frattempo – cambiate le leggi – non aveva più la formula di salvaguardia ‘assoluta’, hanno manifestato il loro forte disappunto nei confronti di chi avrebbe dovuto riassumerli. O quantomeno avrebbe dovuto spiegare al Comune il perchè non erano “armonizzabili” con le esigenze della cooperativa nell’espletamento del servizio.

E su questo punto maggioranza e opposizione hanno trovato l’accordo: ci vuole maggiore attenzione nella vigilanza sui bandi da parte degli uffici.

Il marito della Campo ha spiegato che, con la nuova ditta, non c’è stata concertazione: “Mi hanno proposto 500 euro”, o dentro o fuori.

E la Campo? “Che c’azzecca la Campo”, ha giustamente osservato il consigliere pentastellato Salvo Dipasquale.

Praticamente nulla, così come nessun rilievo è emerso nei confronti della madre, che fino a qualche tempo fa, e per lungo tempo, era funzionaria del settore che si occupa di questi servizi.

Piglio da arringa nella prima parte, quando una a una, per la verità senza troppa difficoltà (oculati gli interventi dei consiglieri 5 stelle) i castelli di carta su presunte pressioni andavano miseramente cascando, il consigliere Maurizio Tumino ha poi sfoderato un ‘colpo’ da ritirata, con il suo solito aplomb. Un po’ come quando si giocava a risiko, chi rischiava di perdere, con un bel pugno sul tavolo, faceva saltare i pochi carri armati rimasti, e partita finita. “Una verità su questi aspetti amministrativi non credo potrà mai emergere in maniera definitiva” – ha detto l’esponente forzista.

In verità anche Sonia Migliore, che ha svolto il suo ruolo da consigliere di opposizione in modo come sempre puntuale, ma un po’ in difficoltà vista l’evidenza dei fatti, ha puntato l’attenzione sugli uffici, sul rispetto dei capitolati dei bandi. Argomenti che meritano, in realtà da anni, di essere attentamente vagliati. 

La ‘guerra’ alla Campo, ma questo si era già capito dall’inizio, non era operazione che si era intestata l’opposizione, semmai più interessata a mettere in evidenza la debolezza, vera o presunta, del sindaco Piccitto davanti all’inquietante tiro al bersaglio nei confronti di un suo assessore. 

Le riunioni della Commissione Trasparenza proseguiranno, ma l’aria da Tribunale non è quella che maggioranza e opposizione vogliono, pur impegnate nelle reciproche ‘partite’.