Randello, la protesta degli ambulanti: “Non ci rinnovano le licenze”

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Dal 1994 ho avuto ogni anno la licenza stagionale, ho pagato un canone regolarmente, ho svolto il servizio senza alcun problema. Dal luglio dell’anno scorso mi ritrovo senza il rinnovo della licenza. E come me altri due ambulanti sono nella stessa situazione”.

Giancarlo Dimartino è titolare di ‘Gelatilandia’, ma da vent’anni ha anche la licenza per vendere gelati, granite e bibite all’interno dell’area di Randello. “Il 23 luglio dell’anno scorso – spiega – la licenza mi è stata revocata. La comunicazione è venuta dalla Forestale che ha dovuto obbedire a una precisa direttiva del Comune di Ragusa, competente per territorio”.

Il motivo? La questione sarebbe nata a seguito della ‘querelle’ sull’impianto balneare del ‘Donnafugata resort’. Palazzo dell’Aquila ha adottato la linea dura: a Randello non entra più nessuno. Tuttavia può intervenire solo per le questioni di propria competenza, e tra queste c’è il commercio ambulante. E’ stato imposto il divieto nelle aree di riserva, siti di interesse comunitario. Sugli ombrelloni e le sdraio, invece, l’ultima parola rimane della Regione.

Per ironia della sorte, quindi, a essere danneggiati da questa decisione potrebbero essere soltanto i tre titolari di licenza rinnovata annualmente e che operano non sulla spiaggia, ma nell’area attrezzata. “L’anno scorso – spiega Dimartino – ho pagato 500 euro di canone. Non ho ancora chiesto nemmeno il rimborso per il periodo in cui non ho potuto lavorare. Ho perso parecchi soldi per i mancati introiti, stessa cosa per gli altri due ambulanti. E soprattutto in questo periodo di crisi, divieti di questo tipo, senza alcun motivo, perché non abbiamo mai arrecato alcun problema, sono davvero assurdi”.

Dimartino richiede ogni anno la licenza per i tre mesi dell’estate, per le feste (pasqua, 25 aprile, primo maggio, 2 giugno) e per le domeniche di primavera. Alcuni giorni fa la Forestale gli ha confermato che anche per quest’anno, dopo la disposizione del Comune, non potrà ottenere il ‘permesso’ ad entrare all’interno della riserva per fare il suo lavoro. “Il lunedì di Pasqua – spiegac’erano almeno cinquemila persone alla riserva di Randello. E noi non abbiamo potuto lavorare. Siamo stati costretti a metterci lungo la strada, ma ovviamente non veniva quasi nessuno. Accadrà lo stesso anche per il 25 aprile, per il primo maggio e per tutta l’estate. Non è possibile prendere questo tipo di decisioni che danneggiano chi lavora e anche la gente che non può comprare nemmeno un gelato o un po’ d’acqua per rinfrescarsi”.

[Fonte Giornale di Sicilia]