Alla Pagoda di Comiso una festa per la pace. Le foto di un momento indimenticabile

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Era il 1982. Sognavamo che potesse venire costruita qui una Pagoda. Mi recai in Inghilterra, ed ebbi l’onore di incontrare il fondatore della Congregazione, Nichidatsu Fujii. Gli chiesi se fosse stato d’accordo a che nascesse la pagoda a Comiso. Mi rispose in modo molto semplice: Morishita la costruirà”.

Ieri mattina la pacifista Anna Luisa Leonardi, a cui non fu risparmiato in carcere per le lotte nonviolente degli anni ’80 a Comiso, ha ricordato quell’incontro senza mai staccare lo sguardo dal monaco buddista che ha fatto della propria vita una testimonianza concreta del desiderio di pace che, nella terra scelta per diventare ‘scrigno’ dell’atomica, ha unito migliaia di persone di tutto il mondo.

Per ricordare i 18 anni di fondazione della Pagoda, in tanti sono ritornati per un appuntamento che ha il sapore della memoria, ma anche del rilancio delle attività pacifiste e non violente. Sei monaci buddisti, provenienti da diverse parti del mondo, si sono uniti, ieri mattina al reverendo Morishita, per una partecipata cerimonia per la pace.

C’erano diversi pacifisti da ogni parte d’Italia che, rispondendo all’appello di Anna Luisa Leonardi, del marito, Alberto l’Abate, e della figlia Alessandra, sono ritornati, oltre 30 anni dopo nella città che, negli anni ’80, custodì i missili Cruise. Un momento di abbracci, di sorrisi, di incontri dopo tanti anni.

Dopo la suggestiva preghiera secondo il rito dei monaci buddisti, c’è stato anche un breve intervento da parte dei frati francescani: hanno recitato il Cantico di San Francesco.

Il pacifista Turi Vaccaro, che il 22 luglio sarà sotto processo per aver danneggiato gli impianti Muos in segno di protesta contro i radar statunitensi, ha suonato a lungo il tamburo, poi ha fatto sapere che intraprenderà una nuova azione nel segno della nonviolenza.

Pure il sindaco di Comiso, Filippo Spataro, è intervenuto. Ha ricordato che sulle manifestazioni anti Cruise ha scritto la sua tesi di laurea. “Ricordo che ero piccolo in quegli anni – ha detto -. E mentre giocavamo passava un monaco che suonava un tamburo: c’incuriosiva molto, e lo seguivamo”. Era Morishita, che ogni giorno ripeteva il ‘lamento della pace‘ tra le viuzze della città di Fiume e Bufalino.

Tra gli altri, a prendere la parola, Bruno Ficili, più volte candidato al Nobel per la pace, e Luciano Benini, del Movimento internazionale della riconciliazione. Non è mancata una preghiera per le vittime dell’attentato in Bangladesh, con un commosso ricordo per Adele Puglisi, originaria della terra iblea.

Ieri pomeriggio, alla Fondzione Bufalino, l’inaugurazione della mostra sulle lotte contro i missili di Comiso.

Fino a mercoledì si susseguiranno degli incontri. Si vuole rilanciare l’attività della ‘Verde Vigna’. Quel fazzoletto di terra acquistato a ridosso della base missilistica (oggi sito dell’aeroporto) dovrebbe diventare un centro di documentazione e di formazione sui temi della pace e della nonviolenza. Domani, alle 21, nel patio della Fondazione Bufalino, ‘Da Pio La Torre a Comiso: ballate per la pace”, con il cantastorie siciliano Fortunato Sindoni.

[Fonte Giornale di Sicilia]