Minacce al sindaco di Vittoria. Moscato: “Il 9 marzo marcia per la legalità”

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“Esprimo solidarietà alla Caritas di Ragusa a seguito dell’effrazione della sede di Marina di Acate avvenuta dopo la trasmissione di Radio1 sul tema delle agromafie e dello sfruttamento”. Lo scrive il sindaco di Vittoria, Giovanni Moscato, sulla propria pagina facebook.

“La piena e totale solidarietà di tutta la città alla Caritas e ai suoi operatori per il vile atto subito. Vittoria e tutto il suo territorio sono impegnati in una lotta per la legalità nel settore agricolo e le minacce non fermeranno di certo questa azione volta a eliminare coni d’ombra. Appare quantomeno singolare che dopo la trasmissione di Radio1 – alla quale ho partecipato anch’io – siano arrivate intimidazioni e minacce.

Ho subito proprio poche ore dopo messaggi intimidatori rivolti anche al giornalista Paolo Borrometi e ho provveduto immediatamente a querelare l’autore. Nessuno pensi di poter fermare le forze sane della città con atteggiamenti del genere: ogni minaccia verrà rispedita al mittente e proseguiremo nel cammino avviato a tutela dei cittadini onesti”.

A seguito dei gravi fatti criminosi che si sono verificati di recente in città, l’amministrazione comunale ha organizzato per giovedì 9 marzo una marcia per la legalità.

Solidarietà alla Caritas anche dal deputato regionale del Pd Pippo Digiacomo: 

Il deputato regionale Giuseppe Digiacomo esprime la sua più viva vicinanza e solidarietà agli operatori ed ai volontari della Caritas di Ragusa il cui presidio fisso con sede a Marina di Acate è stato preso di mira lunedì notte da ignoti. La sede, tra l’altro, ospita anche la Cgil che lì fornisce supporto legale e sindacale. Dal magazzino non è stato rubato nulla, né abiti né alimenti. Per questo non è escluso che l’episodio possa essere legato alla partecipazione della stessa Caritas diocesana e della Cgil alla diretta di “Radio Anch’io” che lo scorso 22 febbraio aveva trasmesso da Vittoria e che aveva articolato la puntata sulle agromafie e sul caporalato. A quella trasmissione aveva partecipato, telefonicamente, anche lo stesso Digiacomo il quale aveva voluto puntare l’attenzione sulle nuove metodologie scelte dalla criminalità organizzata per imporsi: non più la richiesta di pizzo, ma l’atto intimidatorio per piegare l’imprenditore, divenuto ormai un vero e proprio concorrente dato che la criminalità si   è fatta impresa.

“Al direttore della Caritas Diocesana, Domenico Leggio, a tutti i volontari ed alla Cgil- dichiara Digiacomo- dico grazie per quello che fanno giornalmente per aiutare i nuovi poveri che vivono nella nostra provincia. La loro è un’opera costante e silenziosa e per questo ancora più preziosa. A tutti loro ribadisco la mia solidarietà e garantisco la mia vicinanza”.