Piano di riequilibrio. L’opposizione compatta: “Modica vicina al dissesto”

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“La situazione del Comune di Modica è forse più grave di quanto non sia mai stata e siamo molto più vicini al dissesto di quanto non si possa immaginare”.

Forse per la prima volta interamente compatta, con un fronte di 15 consiglieri schierati, l’opposizione al Consiglio comunale di Modica – a seguito della delibera con cui  – ha convocato ieri mattina la stampa per lanciare attraverso di essa un messaggio preciso:

“Il sindaco scenda subito dal piedistallo della infallibilità e dimostri di voler salvare davvero il Comune dal dissesto. La smetta con questa campagna elettorale perenne, la smetta di considerare tutti suoi avversari e cerchi sul piano istituzionale la soluzione. Se sarà così, saremo i primi a volerlo aiutare”. 

Invocando nel sindaco un inedito senso di responsabilità, i consiglieri di opposizione lo hanno messo in guardia: “Abbate non si sogni nemmeno – ha avvertito il segretario cittadino del Partito Democratico Giovanni Spadaro – di insinuare che saremmo contenti di vederlo precipitare del dissesto, perché lo avvertiamo da anni che le conseguenze per i cittadini sarebbero disastrose. E non si sogni di provare a scaricare la colpa sulla precedente amministrazione, perché io e il consigliere Cavallino – ha ricordato Spadaro – eravamo assessori di quella Giunta Buscema che nel 2012 è riuscita a salvare il Comune approvando il Piano di riequilibrio: siamo riusciti a evitare il dissesto per cinque anni con grande difficoltà e gli abbiamo lasciato 64 milioni di euro della Cassa Depositi e Prestiti per salvare tutti i debiti, cosa che non ha fatto”. “Partendo da una condizione più che favorevole Abbate non solo non è riuscito a migliorare la situazione, ma l’ha addirittura peggiorata- ha aggiungo anche il capogruppo del Pd Ivana Castello – tanto che oggi il suo stesso assessore al Bilancio Giannone comincia per la prima volta a pronunciare a mezza voce la parola dissesto. Se anche non avesse fatto lo scivolone di farsi respingere il Piano solo perché non ha seguito le procedure di legge, mandando un atto di competenza del Consiglio con la sola approvazione della Giunta, i rilievi della Corte dei Conti nel merito della sua gestione finanziaria sono terribili: parametri che restano deficitari, scopertura triplicata, debiti fuori bilancio non approvati, avanzi di amministrazione inattendibili. Se il sindaco pensa di poter temporeggiare ancora in questa situazione, solo per mantenere quel briciolo di consenso che gli è utile a una nuova candidatura, continua a fare un grosso danno a Modica e ai suoi cittadini”. 

“Ora non ci sono più salvagenti – ha detto il consigliere Vito D’Antona -, con la bocciatura della Corte ritorna in vigore il Piano di riequilibrio precedente, pensato per ripianare un disavanzo di amministrazione di 35 milioni di euro, quando ora, con il riaccertamento dei residui che l’Amministrazione è stata costretta a fare in modo veritiero, è salito a 79 milioni. Cosa si deve fare per rendere sostenibile questo Piano? È questo l’unico argomento di cui discutere ora e su questo pretenderemo di avere già questo venerdì in Consiglio il parere del Collegio dei Revisori”. 

[Fonte La Sicilia]