Conclusi i primi due muri di FestiWall 2017, l’arte dà vita al centro storico

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Foto di Marcello Bocchieri

È iniziato l’ultimo weekend di FestiWall e i cantieri proseguono senza sosta, gli artisti stanno trasformando il centro storico di Ragusa con le loro opere, portando in città il meglio dell’arte pubblica internazionale.

Foto di Marcello Bocchieri
Foto di Marcello Bocchieri

A concludere i primi due muri di FestiWall 2017 sono lo spagnolo Sebas Velasco e il francese Zoerism. Il primo ha scelto come protagonista della sua opera Giorgio “Gino” Nobile, il proprietario di Magic Music, l’unico negozio di vinili della città. Rendendo omaggio alle vibranti note di Ragusa e della sua gente, Sebas Velasco, conosciuto per le sue opere mozzafiato, realizza “Il suonatore Gino”, in cui ritrae Giorgio “Gino” Nobile, un punto di riferimento della cultura musicale della città.

In seguito alla ricerca dell’artista sul territorio, e grazie ad una passione per Fabrizio de Andrè, Sebas ha conosciuto Gino, che da 40 anni si dedica a “lasciarsi ascoltare” come il personaggio de “Il Suonatore Jones”, opera del cantautore italiano.

Fanno da sfondo al ritratto i dischi che l’artista ha trovato nel negozio: i Clash, Anthony Braxton, Maddy Waters, i Nirvana, gli Iron Maiden, che compongono il background musicale condiviso dall’artista e da Gino, ritratto come fabbricante di suoni e custode generoso, con molti ricordi da raccontare “e nemmeno un rimpianto”.

Poco distante, in una vecchia stazione di servizio su via Marsala, interviene Zoerism, dando prova ancora una volta della sua capacità di fondere strutture meccaniche ad architetture complesse. «In questa vecchia stazione di benzina volevo realizzare qualcosa connesso al luogo – afferma l’artista – il muro si trova in un incrocio tra quattro strade, per questo ho scelto di dipingere una grande macchina che viene sbalzata fuori dal traffico. Ad uno sguardo più attento si nota che l’auto al posto del motore ha i pedali, è un giocattolo, che crea immediatamente un legame con l’aspetto sognante e ludico dell’infanzia. Nella parte destra invece c’è un rimando ai manifesti pubblicitari vintage, alle vecchie tecniche di stampa, con vecchi segni tipografici.

Il muro è visibile da differenti prospettive e anche da molto lontano, dal ponte, è per questo che ho scelto questo disegno, nella stessa prospettiva della strada ma leggermente spostato in un’altra direzione. Il colore inoltre è utilizzato cercando un legame con la luce naturale che contribuisce a rendere il soggetto realistico e allo stesso tempo surreale».

In dirittura di arrivo Marat Morik (RU) al lavoro in uno dei cantieri più popolari di questa edizione sul muro di Via Nicastro che affaccia sulla vallata, con una composizione che fonde elementi astratti e tipografici con figure realistiche. In attesa dell’artista australiano Guido Van Helten, il siciliano GUE sta iniziando un nuovo muro nel centro storico della città, in via Addolorata.

I lavori di questa edizione si inseriscono in un territorio che vive un momento critico, causato dallo spopolamento del centro storico e dalle sue ricadute sull’area urbana.

Una serie di logiche politiche messe in atto negli anni passati hanno fatto sì che oggi la zona centrale della città iblea, nonostante la bellezza architettonica e la naturale funzione sociale, risulti per lo più disabitata. La disponibilità di alloggi non ristrutturati e a basso costo ha favorito il ripopolamento di quest’area da parte di famiglie meno abbienti, spesso migranti, innescando una deriva ghettizzante che rende necessaria una riflessione condivisa. Continua così il focus sul territorio che da sempre è caratteristica di successo del progetto.

L’idea di portare delle opere nel centro storico, realizzate da artisti per lo più stranieri che offrono il loro sguardo altro alla città, crea un dialogo con coloro che vivono i luoghi in cui FestiWall ha scelto di inserirsi, superando la paura dell’altro ed eliminando il rischio di derive razziste. Come affermano Vincenzo Cascone e Antonio Sortino dell’Associazione Culturale Pandora, ideatori e curatori del progetto: «la collocazione delle opere d’arte all’interno del tessuto urbano del centro storico vuole stimolare il dialogo e il confronto di tutti i residenti, senza alcuna distinzione di sorta, per favorire una rinascita di questo importante quartiere della città».

Per questa terza edizione il festival ha il suo Quartier Generale presso il “City”, struttura che doveva rappresentare un luogo di socializzazione adiacente all’area verde della città, ma che da qualche anno versa in uno stato di degrado e abbandono. Viene riaperto proprio per FestiWall, per ospitare tutti gli eventi della manifestazione, dalla mostra site-specific dell’artista lodigiano Geometric Bang, al workshop di Letterpress, alle performance e al talk con Giuseppe Stagnitta (Emergence Festival), Andrea Bartoli (FARM Cultural Park), e alla presentazione del libro “La street art in Sicilia” con due degli autori Marco Mondino, Mauro Filippi; infine la festa di chiusura, che per il primo anno, è stata organizzata in collaborazione con Ortigia Sound System Festival, al fine di mettere in rete i più interessanti festival siciliani.