Raccontare il bene: giornalisti, studenti e Fondazione Val di Noto a confronto

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Raccontare il bene – la deontologia professionale al servizio della comunità”. Giornalisti, studenti e referenti per la comunicazione della Fondazione di comunità Val di Noto si sono confrontati grazie agli spunti offerti dalla giornalista di ‘Famiglia Cristiana’ Annachiara Valle.

L’iniziativa, promossa dalla Fondazione, si è tenuta in un luogo significativo, il cantiere educativo ‘Crisci ranni‘ di via Fontana, a Modica. A dare il benvenuto è stato il presidente della Fondazione di comunità Val di Noto, Maurilio Assenza, che ha poi tracciato alcune ‘conclusioni’ finali. Altro intervento quello del giornalista Pino Malandrino, consigliere nazionale Fisc e direttore de ‘La Vita diocesana’. Malandrino ha citato il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che a fine anno ha ricordato il grande ruolo svolto dal volontariato a livello nazionale. È toccato poi ad Annachiara Valle trattare il tema, con grande passione e con un bellissimo dialogo con i presenti. “La comunicazione crea comunità. Ma c’è un paradosso: ci apre agli altri, ma al tempo stesso rischia di dividerci”, ha detto in riferimento anche ai nuovi media che non rischiano di non farci “vedere il volto dell’altro”. Come si può ‘vincere’ questo paradosso? Percorrendone un altro, che è tale solo apparentemente: in un tempo in cui la comunicazione preferita è quella flash, immediata, occorrono “formazione, silenzio, lentezza”. La giornalista di Famiglia Cristiana, spesso impegnata anche in contesti di guerra, ha ricordato il tema della Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali. Papa Francesco parla dell’importanza di un giornalismo di pace, che rifugga le fake news. E a proposito non poteva non fare riferimento all’incessante campagna di demonizzazione dell’immigrazione per scopi meramente elettorali. “Si governa di più con la paura” – ha detto, ricordando pure una serie di false notizie che s’impongono come verosimili e vengono spesso credute come vere. In particolare l’evocazione di una ‘invasione musulmana’. “La maggior parte dei migranti che arrivano in Italia è cristiana ortodossa. E poi si parla pure di aumento dei femminicidi legandolo all’immigrazione: i dati parlano chiaro, le donne vengono maltrattate e uccise da mariti, compagni o ex compagni italiani”. E agli studenti ha voluto rivolgere un appello: “Non fatevi prendere in giro, rimanete coi piedi per terra per affrontare il mondo digitale”.

Grazie a un intenso scambio di opinioni, il dialogo ha coinvolto i circa cento presenti. Bellissimo lo spunto di Francesco, studente liceale di quinto anno: “Io direi che occorre parlare dell’importanza di raccontare bene, più che il bene. Nel senso che credo che occorra tentare di restituire la complessità dei fenomeni, educando alla bellezza”. A tirare le conclusioni dell’incontro è stato Maurilio Assenza: “Vedersi è stato bello. Le cose che abbiamo ascoltato ci fanno essere più responsabili”. Ha ricordato che con questo incontro è iniziato un “percorso”, auspicando che si crei una “comunità con i giovani, i giornalisti”. Il prossimo incontro, in primavera, sarà incentrato proprio sull’immigrazione. Assenza ha concluso: “Raccontare il bene, raccontare bene, raccontare la bellezza”.

All’inizio e a conclusione del momento la visione di due filmati sulla Casa don Puglisi e sull’iniziativa di ‘Crisci ranni’. E proprio sulla Casa, che la sera prima ha potuto visitare, partecipando a un compleanno in famiglia, Annachiara Valle ha detto: “È un’esperienza bellissima”.