Accolta a Vittoria la prima famiglia con i corridoi umanitari

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Due anni fa arrivarono a Roma, per la prima volta in modo legale e sicuro, uomini, donne e bambini siriani con il progetto dei Corridoi Umanitari. Da allora da Beirut sono giunti con 17 voli più di mille persone, cristiani e musulmani, provenienti soprattutto da Aleppo, Homs, Idlib, Damasco.

Oggi a Vittoria, con i Corridoi Umanitari, è arrivata la prima famiglia siriana. Due figlie adolescenti e il loro padre sono ospitati in città, in un appartamento del centro della Casa Evangelica Valdese di Vittoria. La famiglia ha accettato di dividersi temporaneamente: la mamma e i fratelli più piccoli sono rimasti in Libano; loro sono qui perché la sorella maggiore possa ricevere cure mediche e assistenza.

“Anche Vittoria finalmente entra a far parte della rete di accoglienza dei Corridoi Umanitari – ha commentato il direttore della Casa Evangelica Valdese Michele Melgazzi -, per la città è un importante segno di solidarietà nei confronti di chi ha perso tutto e scappa dalla guerra”.

Cosa sono i Corridoi Umanitari

I Corridoi Umanitari sono gli unici canali sicuri e legali di migrazione in Europa, che hanno permesso, nel biennio 16/17, a più di mille profughi siriani di arrivare in Italia senza ricorrere ai viaggi della speranza, grazie ad un accordo con il governo italiano. Il 30 gennaio il protocollo è stato rinnovato e nel biennio 2018/2019 verranno accolti altri mille profughi siriani. Anche Francia e Belgio stanno seguendo l’esempio e hanno attivato progetti simili.

Questo progetto di alto profilo umanitario è organizzato dalla Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (FCEI), dalle Chiese valdesi e metodiste e dalla Comunità di Sant’Egidio. È indirizzato a profughi in condizioni di vulnerabilità, e propone un modello per l’accoglienza in Europa. I fondi provengono dall’otto per mille dell’Unione delle chiese metodiste e valdesi, e da altre raccolte e donazioni, come la Campagna lanciata dalla Comunità di Sant’Egidio.

I principali obiettivi sono: evitare i viaggi dei profughi con i barconi della morte nel Mediterraneo; contrastare il micidiale business degli scafisti e dei trafficanti di uomini; concedere a persone in “condizioni di vulnerabilità” (vittime di persecuzioni, torture e violenze, famiglie con bambini, donne sole, anziani, malati, persone con disabilità) un ingresso legale sul territorio italiano con visto umanitario, e successiva presentazione della domanda di asilo; consentire di entrare in Italia in modo sicuro per tutti, anche di chi accoglie, perché il rilascio dei visti umanitari prevede i necessari controlli da parte delle autorità italiane.

Le organizzazioni che lavorano al progetto dei Corridoi Umanitari forniranno ai beneficiari assistenza legale nella presentazione della domanda di protezione internazionale; ospitalità ed accoglienza per un congruo periodo di tempo; sostegno economico per il trasferimento in Italia e nel percorso di integrazione nel nostro Paese.