Lorenzo Vizzini canta “L’aria di casa” e si racconta: “Soffro di dipendenza dalla Sicilia”

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Foto di Marcello Bocchieri

Le sei, è quasi l’alba e io guardo la città dalla finestra, è una costante sorpresa l’aria di zagara e rosa quando la luce si posa sui viali alle tre. Sento campane di chiesa, forse qualcuno si sposa, io vado al bar sotto casa per bere un caffè…

E’ uscito ieri “L’aria di casa” un album con nove tracce a firma del giovanissimo e talentuoso cantautore ragusano Lorenzo Vizzini. Un lavoro decisamente sui generis, interamente autoprodotto e registrato in casa, con l’intento di incidere non solo le proprie sonorità, ma anche quelle tipiche e calde del luogo in cui si è cresciuti. “Questo album – spiega Lorenzo – rappresenta la realizzazione di un desiderio, ed è un progetto parallelo a quello discografico canonico che continuo a portare avanti grazie alla collaborazione con numerosi artisti, e che rappresenta la parte più fervida del mio lavoro. Il cantautorato per me è passione, lo spazio personale che mi ritaglio quando ho bisogno di prendermi i miei tempi con la massima libertà. ‘L’aria di casa’ non è un album che seguirà il normale iter di promozione, non ci saranno clip, è un lavoro che sento molto mio, realizzato perché un giorno mi piacerebbe vedere tutti i miei dischi sistemati in fila, riascoltarli e capire come mi sono evoluto negli anni”.

Di recente, Lorenzo ha scritto per Giovanni Caccamo il brano della colonna sonora del film “Puoi baciare lo sposo” con Diego Abatantuomo, e l’inedito che la trapanese Carmen Ferreri porterà al serale di Amici. Un’altra colonna sonora è in lavorazione per un film che sarà nelle sale a novembre. Una vita vissuta sulle note, quella di Lorenzo, diviso tra la sua amatissima Sicilia e Milano. Una fuga con biglietto di andata e ritorno quella nel capoluogo lombardo, dove è arrivato ad appena 18 anni per inseguire i suoi sogni, e da dove è poi ‘scappato’ per tornare nella sua Ragusa. La stessa terra che canta in “L’aria di casa” e che rappresenta una fonte di ispirazione impareggiabile. “Sono rientrato da due anni e mezzo – racconta – quando mi sono reso conto che il richiamo della mia terra era troppo forte. Di conseguenza, sono sempre in viaggio e riparto a metà aprile. Non so spiegare a parole cosa siano per me Ragusa e la Sicilia, sono tantissime cose messe insieme, un polo d’attrazione al quale non so resistere perché ho un grave ‘problema’ che è la dipendenza dal mare. Quando non lo vedo per 10 giorni vado in crisi di astinenza. La Sicilia ha lati positivi e negativi allo stesso tempo, ha tanti limiti, ma ne sono profondamente innamorato, è il luogo in cui sono nato ed è di una bellezza impareggiabile”.

Impareggiabile al punto da cantarla nella sua ultima canzone: “Faccio due passi per strada, Ibla è più bella se è vuota tra i vecchi vicoli in pietra c’è un segno di me dei lunedì fuori scuola, dei primi baci di sera…

E adesso, cosa si augura l’ex enfant prodige Lorenzo Vizzini per il futuro? “Nulla! Sono felicissimo così e il mio unico desiderio è di vivere una vita stimolante, godendo ogni giorno delle bellezze del mondo”.