Trasformare l’ecostazione di Ibla in un laboratorio: un sogno destinato a infrangersi?

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L’Ecostazione di Largo San Paolo a Ragusa Ibla è stata gestita per tre anni da alcuni volontari che avevano un bel sogno: trasformarla in un laboratorio attivo dove i rifiuti potevano essere trasformati creativamente in risorse.

Quel sogno però si è scontrato con la dura realtà quando la stazione, a fine agosto 2018, è stata affidata alla ditta Busso che, come testimoniano anche i volontari, svolgono bene il loro lavoro, ma non hanno certamente il compito di organizzare laboratori o altre attività.

L’ecostazione di Ragusa Ibla – ci racconta Elisa Alescio una delle volontarie – non è stata ideata come mera isola ecologica dove conferire solo i rifiuti, ma doveva essere ben altro,  un luogo “aperto” e frequentato dalla comunità, un laboratorio attivo dove i rifiuti vengono creativamente trasformati in risorse. Dal settembre 2015 fino al mese di agosto di quest’anno l’ecostazione è stata gestita da un gruppo di volontari, tutti ragazzi che hanno investito il proprio tempo, che hanno speso le proprie energie per portare avanti una realtà nuova a Ragusa, per fornire servizi che coinvolgessero direttamente il cittadino, farlo sentire parte di un sistema, che sembrava stesse cambiando. Purtroppo però nulla è cambiato, perché noi volontari non siamo stati aiutati e la nostra idea di cambiamento non è stata presa sul serio.

Idea che ci ha spinto ad organizzare i primi, di quella che avrebbe dovuto essere una lunga serie di laboratori creativi per bambini e ragazzi e quella che pian piano ha trasformato l’ecostazione in un centro di riuso allestendo il cosiddetto ‘angolo dello scambio’ dove lasciare ogni genere di cosa, purché riutilizzabile, dai vestiti ai giocattoli, dagli elettrodomestici ai libri”.

La città di Ragusa – continua a spiegarci Elisa – ha avuto la fortuna di essere stata selezionata insieme ad altri 4 distretti storici, Cordoba (Spagna), Sfax (Tunisia), Al-Salt (Giordania) e Alessandria (Egitto) per partecipare al progetto SMOT e di usufruire di fondi europei al fine di dare il via al progetto pilota che era Ecogreenibla. I finanziamenti sono stati utilizzati per l’acquisto delle apparecchiature, di bidoni dove smistare i rifiuti “speciali”, per l’allestimento di uno spazio dove potersi riunire e lavorare insieme, dove proporre attività come i laboratori creativi per bambini svoltosi dal 26 settembre al 5 dicembre 2015”.

Ma come dicevamo, dallo scorso agosto l’ecostazione viene gestita dalla ditta Busso e  quella che poteva diventare un’isola di creatività è adesso solo un centro di raccolta rifiuti, come ce ne sono tanti. Speriamo che la voce e il desiderio di questi ragazzi possano essere ascoltati per creare qualcosa di bello, anche dai rifiuti.

 

Ecco le foto di alcuni dei laboratori e delle attività organizzati dai volontari.