Le promette amore, ma la porta in Spagna e la ‘sequestra’ per farla prostituire

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Un incubo a lieto fine quello di una diciottenne romena cresciuta a Ragusa. La giovane donna, per iniziare una nuova vita era disposta ad abbandonare l’Italia. Tutto inizia su Facebook dove la ragazza incontra un uomo della sua stessa nazionalità che sembra conoscerla da una vita. Così nel giro di un mese i due intrattengono un’amicizia virtuale che porta la ragazza a immaginare e a sperare un nuovo futuro.

L’uomo vive Spagna e le propone di raggiungerla, le racconta di quanto sia bella Barcellona, delle numerose possibilità di lavoro ,di quanto potrebbero essere felici se costruissero insieme una famiglia. La ragazza dopo aver vissuto un’infanzia difficile e aver avuto l’ultima delusione sentimentale, avendo l’impressione di aver trovato la sua anima gemella, un uomo che la comprende e che le promette la vita e la famiglia che sempre ha desiderato, in pochi giorni lascia il suo lavoro e la casa dove vive in affitto e compra il biglietto dell’autobus fino a Milano.

È il 12 ottobre. Lì l’attende l’uomo per portarla in Spagna.

Il viaggio però si interrompe a Girona, dove l’uomo la fa entrare in casa e la chiude a chiave per farla finire in un giro di prostituzione.

La giovane crede di avere in grembo un bambino dalla precedente sfortunata relazione. Spera che l’uomo, quindi, le risparmi di far quella vita. Ma non c’è verso. Anzi, lui la lascia senza cibo, sperando che così abortisca.

Abusa di lei, la costringe a far uso di cocaina. La minaccia di morte.

La giovane vorrebbe fuggire, ma non ha soldi, non conosce la lingua e non sa dove andare.

Ha però con sé un secondo cellulare, il primo glielo aveva sottratto il suo aguzzino. Scrive dei messaggi a un amico albanese che vive a Santa Croce. L’amico si reca subito dai carabinieri, per fortuna le descrizioni dei fatti e dei luoghi sono precise. È il 15 ottobre, interviene l’Interpool dopo la segnalazione dei carabinieri.

16 ottobre, ore 20, la giovane scrive all’amico: è salva!

La Polizia spagnola la porta in ospedale e arresta il suo aguzzino con una lunga serie di capi d’accusa.

22 ottobre: grazie al prezioso intervento dell’amico e dei carabinieri, e della Polizia spagnola, fa ritorno a Ragusa.