Al Paternò Arezzo di Ibla una storia di ‘buona sanità’

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In una sanità divisa tra emergenze e difficoltà, vi raccontiamo una storia che vuole puntare i riflettori sulla ‘buona sanità’ e su una famiglia di Ispica che ha incontrato sulla propria strada professionisti competenti ed empatici.

La storia riguarda l’ospedale Maria Paternò Arezzo di Ragusa Ibla dove Graziella Oddo e suo figlio Salvatore Cicciarella, di 19 anni, sono giunti in seguito a un incidente sportivo. Il giovane aveva subito un trauma al naso. Prima si sono recati al Pronto Soccorso di Modica, successivamente il ragazzo è stato visitato a Ragusa dal dottor Vincenzo Calabrese,  primario del reparto di Otorinolaringoiatria dell’ospedale di Ibla.

È stato proprio il dottor Calabrese che – racconta la donna – nonostante avesse in programma una partenza imminente, ha sollecitato il suo reparto affinché Salvatore fosse operato in tempi brevi così da riprendere pienamente tutte le funzioni del suo naso.

E l’intervento, che doveva essere effettuato entro lo scorso mercoledì, è stato anticipato al lunedì, e grazie alla professionalità del dottor Botto e di tutta l’equipe, con cui ci complimentiamo, è riuscito perfettamente consentendo a mio figlio di recuperare la piena funzionalità.

Otre la professionalità, al reparto di Otorinolaringoiatria abbiamo incontrato persone veramente speciali, che nei due giorni di degenza ci hanno fatto sentire come a casa. Per questo ci tenevamo a complimentarci con l’intero reparto e con il primario”.