La stagione teatrale al ‘Perracchio’. 7 spettacoli fino a maggio

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Sette spettacoli, da fine dicembre a maggio, per la stagione teatrale al «Marcello Perracchio», più noto come teatro della scuola «Quasimodo». Ieri mattina, a Palazzo di Città, la stagione teatrale voluta dal Comune è stata presentata dal sindaco, Peppe Cassì, e dal direttore artistico, l’attore Massimo Leggio. S’inizia il 29 dicembre con «Il berretto a sonagli»: in scena la «Brigata d’arte Sicilia Teatro» di Belpasso. Il 12 e 13 gennaio «DARC/ Delirio a rotazione continua», a cura della «Officina Teatrale Mediterranea». Il 2 e 3 febbraio la «Bottega dell’attore» rappresenterà «Shakespeare a parte». A febbraio, il 16 e 17 marzo, sarà la volta della Compagnia Godot con «Il matrimonio di Barillon». Due serate anche a marzo, il 16 e 17, con la compagnia «Dietro le Quinte», che metterà in scena «EnricV». Il Centro Teatro Studi porterà in scena «Oh, Dio mio!» il 27 e 28 aprile. Ultimo appuntamento il 4 maggio con «Concetto al buio», a cura del Teatro Mobile di Catania. Tutti gli spettacoli avranno inizio alle21 il sabato e alle 18 la domenica. Prevendita con posto assegnato su piantina presso l’Agenzia Viaggi Hereatours, in via Risorgimento 4 (telefono 0932653480). I biglietti costeranno dieci euro in platea e otto in tribuna (vanno aggiunti i diritti d’agenzia).

«Il teatro è necessario. Troppo spesso, troppo a lungo, la rappresentazione teatrale è stata circoscritta, quasi imprigionata, all’interno di una dimensione di svago, un “di più” che è poca cosa rispetto all’universo che ogni spettacolo racchiude», spiega il sindaco Cassì. «Questa stagione è figlia di tanti padri, tutti necessari alla crescita della nostra comunità: c’è il desiderio del pubblico di una proposta culturale che sappia affascinare e far riflettere, divertire e dimenticare; c’è, forte, la vocazione di un territorio che nel teatro trova un’istintiva e ricercata forma di espressione. La più antica. I 7 spettacoli che compongono il cartellone del Perracchio – aggiunge – sono un piccolo spaccato dell’attività teatrale iblea, la voce di uno zoccolo duro che crede come tanti – compresa quest’Amministrazione – nel valore sociale del teatro; momento di educazione, socialità, condivisione. Il mio augurio è che questa Stagione segni il punto di inizio di un percorso che veda il pubblico stimolo, complice e beneficiario dello sviluppo del movimento teatrale ragusano. Il teatro è un volàno».