Banca Agricola di Ragusa, la protesta dei ‘gilet gialli’

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Questa mattina tantissimi piccoli azionisti e risparmiatori stanno protestando davanti alla sede della Banca Agricola Popolare di Ragusa di viale Europa.

È stata chiusa al traffico la strada, nel senso di marcia che interessa la protesta, per consentire una manifestazione che risulta pacifica. 

Ieri c’era stato un incontro in Prefettura tra i vertici della banca e il comitato dei risparmiatori.

Il resoconto nell’artico di Francesca Cabibbo pubblicato stamattina su Il Giornale di Sicilia:

La vertenza della Banca Agricola Popolare di Ragusa giunge ad una fase cruciale. Ieri pomeriggio, un gruppo di azionisti della banca è stato ricevuto dal Prefetto, Filippina Cocuzza insieme a duna rappresentanza dei vertici della banca, con il presidente Arturo Schininà.
Sul tappeto la questione delle azioni della banca, che non possono essere riacquistate dagli azionisti, se non nel cosidetto “borsino secondario”. Gli azionisti protestano perché non possono riavere i fondi investiti e soprattutto perché si rischia una svalutazione molto forte del valore delle azioni. Stamattina, si terrà un sit in di protesta davanti alla sede centrale delle banca, in viale Europa. Ma il momento cruciale arriverà il 21 gennaio, quando gli esponenti del comitato che si è costituito un anno e mezzo fa a Vittoria saranno ricevuto dal sottosegretario alle Finanze, Alessio Villarosa. «Al governo – spiega Franco Iemolo, referente del comitato – chiederemo una riforma delle banche popolari, ma anche un intervento diretto del governo per non far cadere il valore delle azioni, che penalizzerà fortemente gli azionisti».
Tornando a ieri, le poche notizie che filtrano dell’incontro riferiscono che i vertici della banca Agricola, hanno ribadito di non potere intervenire per impedire la svalutazione delle azioni, che è già sceso da 117 euro a 83. «Questo non è vero – commenta Iemolo – sappiamo che la banca d’Italia ha autorizzato un intervento per 14 milioni. Ma basterebbe un intervento immediato di 250.000 per impedire l’ulteriore svalutazione a 68 euro. Rischiamo, entro il 2019, di vedere le nostre azioni a 30 euro. Perché la banca fa questo? Non può o non vuole salvare il valore azionario. Sarebbe auspicabile un intervento della magistratura per avere maggiore trasparenza su ciò che accade».
Iemolo è il referente del gruppo dei cosidetti moderati, mentre nel versante modicano Franco Rando è il rappresentante dell’ala che ha organizzato il sit in di protesta. Ma l’obiettivo è unico: salvare i piccoli e grandi capitali investiti in Banca Agricola. Sarà decisivo il vertice romano del 21 gennaio: vi parteciperanno Francesco Iemolo, Salvatore Barrano, Vincenzo Cutrera, Giovanni Di Blasi Salvo Rando”.