Data storica per l’aeroporto di Comiso: ora si può puntare sul Cargo

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107 ettari già dati in uso al Comune nel settembre 2011. Questa mattina l’atto ufficiale di cessione dei rimanenti 87 ettari di area ex Usaf dal Ministero della Difesa alla Regione e contestualmente al Comune di Comiso.

Una data storica hanno sottolineato tutti i presenti, dal generale Gambardella al sindaco Maria Rita Schembari, alla presenza del Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta.

In totale 600 immobili di varia natura, ripartiti in 5 zone: quella delle villette per le famiglie dei militari Usa, i circoli ricreativi, la zona logistica coi magazzini, gli alloggi per i militari ‘scapoli’, l’area bunker (cosiddetta area Gama).

Il generale Gambardella ha voluto pubblicamente rendere omaggio al generale Concetto Puglisi, ufficiale dell’aeronautica scomparso prematuramente, che da siciliano ha avuto sempre il sogno che si concludesse l’iter di cessione delle aree per usi civili.

Il sindaco Schembari, ricordando che il generale Puglisi era cittadino onorario di Comiso, ha espresso un comune pensiero di riconoscenza, annunciando che una strada dell’area aeroportuale sarà dedicata al generale Puglisi.

Il sindaco ha spiegato che la sottoscrizione del protocollo di oggi rappresenta “l’avvio di una nuova sfida… 85 ettari di area infrastrutturata sono valore aggiunto di portata quasi inimmaginabile, ma devono essere sfruttati”.

Le idee, le sollecitazioni e i progetti ci sono già. Enti universitari vorrebbero farvi una base di studi sull’aviazione e sui cambiamenti climatici, imprenditori privati vorrebbero costruire struttura turistiche. Poi il grande progetto: la piattaforma cargo, in un’area al centro del Mediterraneo. Un’area che “può e deve tornare a essere centro di scambi commerciali e culturali”.

Ha parlato di “lungimirante politica nazionale e regionale” per l’istituzione delle zone economiche speciali. Comiso ha già inviato la sua candidatura. “Senza politica fiscale che attragga investitori è difficile realizzare la nostra visione per il futuro sviluppo di quest’area. Abbiamo bisogno che l’ottima politica che qui rappresentata accolga le istanze del territorio di cui mi faccio portavoce”.

Il Ministro Trenta ha sottolineato la spinta data alla conclusione dell’iter, evidenziando come si tratti di una risposta data alla richiesta di un territorio. “Mettiamo al centro il cittadino anche nella difesa. È sempre stato fatto così, ma a volte forse non lo abbiamo detto. Siamo pronti a relazionarci sempre, in un rapporto di supporto reciproco, con le autorità locali, con le imprese, le università”.

È poi seguita la firma degli atti ufficiali.